Star Wars

di Simone Borri

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«Ogni generazione ha una leggenda», dice il teaser dell’Episodio IX che il prossimo dicembre dovrebbe portare a conclusione una saga cominciata 42 anni fa, e che di generazioni ormai ne ha affascinate diverse.

Star Wars nel 1977 rivoluzionò come nessun altro film prima o dopo la storia del cinema, per poi diventare paradossalmente il paradigma di un conformismo cinematografico senza precendenti. Per i fans della saga che si succedono e infittiscono da più di quattro decenni, maggio è una specie di mese mariano. E’ il mese in cui si celebrano gli anniversari e si rinnovano riti ormai quasi religiosi.

Il 25 maggio del 1977 uscì il primo film, che in realtà era il quarto di una lunga serie (da produrre se quella prima uscita avesse funzionato, così almeno l’aveva concepita il creatore George Lucas) e che da un generico ma potentemente evocativo Guerre Stellari fu ribattezzato in Episodio IV – Una nuova speranza. Ricordo che uscii dalla proiezione estasiato, come poteva esserlo un ragazzo che aveva appena assistito alla messa in scena di un miracolo.

La stessa estasi che lessi 22 anni dopo negli occhi di mio figlio. Era il 19 maggio del 1999, George Lucas aveva bisogno di soldi, e aveva deciso di riprendere in mano il vecchio progetto, realizzando la trilogia prequel di quella che gli aveva dato fama e ricchezza la prima volta. Ecco dunque Episodio 1 – La minaccia fantasma. Ecco Anakin Skywalker che proietta sul muro l’ombra sinistra di Darth Vader, ecco mio figlio irrimediabilmente perso lungo le vie della Forza dove mi ero già perso io, in una galassia lontana, tanto tempo fa…..

La nostra leggenda è stata la stessa, qualunque sia la conclusione che ci attende a dicembre, alla fine del film che ci mostrerà l’esito finale della battaglia tra Bene e Male, tra il lato oscuro della Forza e gli ultimi cavalieri Jedi dentro cui continuano a vivere le mille generazioni che li hanno preceduti e che hanno portato a questo scontro finale. Al trionfo del cinema come sarà per il tempo a venire. Come avevamo intravisto in alcune sere di maggio di diversi anni addietro.

Non esiste capolavoro cinematografico di cui non sia parte un capolavoro di colonna sonora. Quella di Star Wars fu genialmente affidata da George Lucas al genio delle colonne sonore John Williams. Avendo esordito con quella del Premio Oscar Il buio oltre la siepe, il mago dei sogni resi in musica di Oscar ne ha vinti cinque nella sua carriera. Quello di Star Wars fu il terzo, dopo il Violinista sul tetto di Norman Jewison e quell’azzaccatissimo e inquietante contrappunto sonoro reso allo Squalo di Steven Spielberg. Ne avrebbe vinto un quarto con E.T. l’extraterrestre ed un quinto con Schindler’s List, entrambi sempre di Spielberg. Ma avrebbe potuto vincerne tanti altri, magari anche tutti.

Questa soundtrack rimane tuttavia unica, particolare. Ti inchioda subito alla poltrona, dopo la marcia della 20th Century Fox e mentre parte la intro di un nuovo episodio di quella saga della galassia lontana. Del tempo trascorso dietro ad una favola visiva e sonora da cui non siamo più tornati indietro.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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