Manca ancora un punto

di Simone Borri

Fiorentina190512-004

La trentaseiesima e terzultima giornata di campionato a Firenze comincia in via Tornabuoni, anziché nella consueta cornice del Franchi. Nel pomeriggio, la città risponde con calorosa partecipazione all’appello lanciato dal patron della squadra, Diego Della Valle, a mezzo stampa: «vediamo cosa sapete fare».

Il flash mob viola

Il flash mob viola

Detto, fatto. I fiorentini, che qualcuno continua a definire per comodità la minoranza, dispensano in mondovisione attestati di stima verso l’esternatore proprietario del loro titolo sportivo in modo colorito e dialetticamente disarmante come solo a loro riesce di fare. Al termine del flash mob – una volta, in tempi meno sofisticati la si sarebbe definita contestazione -, gli ex clienti dell’ACF nonché, riteniamo, almeno per un bel po’ anche della boutique Tod’s di fronte alla quale la manifestazione va in scena, improvvisano perfino una raccolta fondi, depositando monetine di vario conio ai piedi delle vetrine del negozio. Non siamo certo agli inizi di un azionariato popolare, non siamo nemmeno forse ad un qualcosa di paragonabile a quel lancio di monetine che mise fine alla Prima Repubblica ed alla carriera di Bettino Craxi. Tuttavia, Firenze mostra di essersi svegliata da un lungo torpore, e di aver recuperato la sua verve polemica, che in passato si è dimostrata la più letale delle sue armi verso chi l’aveva sfidata, provocata, umiliata.

Premiazione a porte chiuse per gli eroi del '69

Premiazione a porte chiuse per gli eroi del ’69

La sera, tutti al Franchi. Si fa per dire, perché la Curva Fiesole ha scelto di ostentare un clamoroso ritardo. I Viola Club si perdono la premiazione degli eroi del 1969 o quello che ne rimane (il cinquantenario cadeva ieri, ma tanto la festa era già stata ampiamente rovinata proprio da colui che avrebbe dovuto esserne il cerimoniere, Diego Della Valle, l’uomo che accusa gli avversari di «non metterci la faccia», proprio lui che la sua in casa viola è da anni che non ce la mette più). E soprattutto si perdono il primo tempo di un FiorentinaMilan tutt’altro che partita da fine stagione, senza più stimoli né obbiettivi. I rossoneri annaspano inseguendo l’ultimo posto in zona Champion’s League, i viola arrancano, anzi sono fermi al palo da tre giornate, in attesa di portare a casa quel punticino che ancora manca alla loro classifica per la matematica salvezza.

Vincenzo Montella vorrebbe tanto poter recitare la parte dell’ex avvelenato, ma con la gazzosa svaporata che quest’anno la società viola ha messo a disposizione dei suoi allenatori si va poco lontano. Bastano cinque minuti per capire che siamo appesi agli estri di Luis Muriel. Il resto è il solito nulla messo in campo come il giochino del Quindici, con il gioiellino Chiesa in non perfette condizioni e forse con la testa che comincia a ronzare per i tanti discorsi di mercato.

Donnarumma salva la porta milanista al 5’, da lì in poi c’è solo il Milan fino all’intervallo. Milenkovic annulla Piatek, ovvero il 90% del potenziale offensivo rossonero. Ma ai ragazzi di Gattuso oggi basta Calhanoglu per regolare quelli del suo predecessore sulla panchina milanese. Al 35’ su cross a rientrare di Suso la difesa viola si perde il turco, e buonanotte Firenze.

Nella ripresa, rientra la Fiesole e rientra anche quell’ectoplasma a cui è ridotta la squadra di casa. Che avrebbe tre o quattro occasioni nitide o almeno comode per pareggiare, giocando spesso in ripartenza, ma che al momento della finalizzazione capitano sempre su piedi poco nobili. Perfino Chiesa ne sbaglia una che grida vendetta. Non è giornata neanche per lui, e Firenze si dispone alla quarta sconfitta consecutiva, su cinque partite giocate da quando Montella ha preso il posto di Pioli.

In diretta da via Tornabuoni

In diretta da via Tornabuoni

Allo scudetto del 1969 non pensa più nessuno, e la premiazione va in onda dentro lo stadio. Antognoni premia De Sisti a porte chiuse, e anche questo è emblematico del momento che la Fiorentina sta vivendo. In compenso, tutti ripensano alle parole di Della Valle. Soprattutto a quell’Ora basta! che per una volta mette tutti d’accordo, leccavalle e rosiconi.

Oggi giocano Empoli, Udinese, Bologna, e Parma. Per non parlare del Genoa che come noi ha perso, ed è ancora più famelico di noi. La classifica è più corta, e quello del Tardini domenica prossima potrebbe essere un primo spareggio salvezza. Tra la Fiorentina ed il baratro ci sono a questo punto cinque squadre che hanno tutte più fame di lei (e l’hanno dimostrato portandosi in vantaggio tra l’altro negli scontri diretti, quelli che danno preferenza a parità di punti).

Vediamo un po’ cosa sai fare, Della Valle. Poi i conti li faremo alla fine.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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