Libera Chiesa. E lo Stato?

di Simone Borri

Il cardinale Elemosiniere Konrad Krajewski con Papa Francesco

Il cardinale Elemosiniere Konrad Krajewski con Papa Francesco

Chissà se Camillo Benso conte di Cavour invocando in punto di morte libera Chiesa in libero Stato aveva inteso augurare ad entrambi di fare ciò che diamine gli pare e piace, in casa propria e soprattutto in quella dell’altro. C’é da pensare di no, conoscendolo. C’é da pensare al contrario che questo sia stato proprio il senso con cui – almeno da parte vaticana – le sue parole sono state interpretate, allora e in seguito.

Nelle grandi come nelle piccole cose. In quelle grandi, il codice civile ad esempio prevede che paghino l’IMU allo Stato italiano i proprietari di immobili (non prime case) sul suo territorio, ma ben due Concordati non sono valsi a stabilire dove transita la linea d’ombra al di là o al di qua della quale il predetto codice si applica effettivamente alla controparte ecclesiastica, che incidentalmente è allo stato attuale la più grande holding proprietaria immobiliare non solo della Capitale ma anche dell’intero territorio italiano. Men che meno, pare di poter dire, ci sta riuscendo il braccio secolare costituito dal governo nazionale e municipale a guida pentastellata.

Nelle piccole cose, il gesto compiuto dal cardinale Konrad Krajewski sabato scorso a Santa Croce in Gerusalemme, Esquilino, Roma magari in altre circostanze sarebbe di quelli che potremmo anche apprezzare, e da cui potremmo addirittura lasciarci commuovere.

Voglio dire, sei Elemosiniere del Santo Padre, cioé colui a cui l’attuale Successore di Pietro ha delegato nientemeno che l’incombenza di fare per suo conto e della Chiesa Cattolica la carità urbi et orbi. E cosa c’é di più caritatevole che dare la luce agli abbuiati? E’ – o perlomeno suona come – addirittura un precetto evangelico.

Peccato che gli abbuiati in questione siano coloro che hanno occupato abusivamente uno stabile nei pressi della Basilica suddetta fin dal 2013. E che si siano ben guardati, tra l’altro, dal pagarne le relative utenze, tanto che la società erogatrice dell’energia elettrica vanta da essi di fatto un credito quantificato in circa 300.000 euro.

Lasciando stare le dissertazioni a proposito del diritto di proprietà o di affitto di proprietà così come sono regolati da Costituzione e ordinamento giuridico, limitiamoci al codice per quanto riguarda i contratti di utenza.

Provate, voi comuni cittadini italiani (staremmo per dire mortali), a omettere il pagamento di una qualsiasi bolletta energetica, anche soltanto di pochi giorni. Anche magari per colpa della stessa società che ve l’ha notificata in ritardo rispetto alla scadenza. Provateci, e una di queste sere – a breve e senza preavviso, di giorno feriale o prefestivo – tornate a casa e trovate i sigilli al contatore. Per farvi togliere i quali, auguri, anche se vi siete nel frattempo messi in regola. Non si muove nessun Elemosiniere, e anche i tecnici addetti ai lavori lo fanno con tutta calma.

A Santa Croce di Gerusalemme, il cardinale Elemosiniere si cala addirittura nel tombino e manco fosse una sceneggiatura cinematografica di Hollywood si incarica personalmente del riallaccio dei fili staccati ai super-morosi.

Il web puntualmente si scatena....

Il web puntualmente si scatena….

A questo punto, il diritto canonico latita, mentre quello civile italiano va in evidente confusione. Il conto del riallaccio e della mora pluriennale a chi va? All’Elemosiniere del Papa? Al capocondomino de facto? A qualche movimento per la casa? Ai triumviri della Repubblica Romana? Oppure, secondo la prassi ormai criminalmente invalsa dei cosiddetti oneri di sistema, va come di consueto alla collettività? A Pantalone?

Il quale Pantalone di carità ne fa già tanta, dentro e fuori la Chiesa, e magari è arrivato o sta arrivando al punto di abbisognarne lui stesso, dovendo farsi carico di mantenere tutti coloro che i precetti ecclesiastici e quelli di certe forze politiche fiancheggiatrici o fiancheggiate individuano come fratelli bisognosi.

I mezzi di informazione (si chiamano così) di sinistra sono tutti ovviamente schierati prodomo vaticana, non c’é bisogno che stavolta si scomodi nemmeno l’Osservatore Romano. Il cardinale Krajewski è un eroe del popolo, in attesa di diventare un martire cristiano se per avventura qualche magistrato aprirà un fascicolo su di lui e sul suo gesto. Come al solito, la Chiesa fa il suo, è la sinistra che stenta a mettere a fuoco il popolo, per non parlare dei suoi diritti reali.

Bisogna che il popolo si arrangi da solo, levandosi il prosciutto dagli occhi – ancorché benedetto dalla Santa Sede – e si acconci ad individuare i veri difensori dei suoi veri diritti.

Una volta il cosiddetto fronte popolare scelse Giuseppe Garibaldi come icona del proprio assalto al potere. Non andò benissimo. Stavolta, per chi settant’anni dopo è costretto a porre mano ai guasti operati da quel fronte, ci starebbe bene il conte di Cavour sui manifesti elettorali.

A condizione di aver capito tutti cosa voleva dire.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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