Il “Cinghialotto” della Loggia del Mercato Nuovo a Firenze

di Barbara Chiarini

La statua del Porcellino a Firenze

La statua del Porcellino a Firenze

“Nella città di Firenze sta un porcellino di bronzo di bella fattura. Fresca e limpida acqua scorre dalla bocca di quell’animale, che a causa dell’età è tutto verde scuro. Solo il grugno brilla, come fosse stato tirato a lucido “.

Con queste parole lo scrittore Hans Christian Andersen descriveva la fontana del Porcellino, situata, oggi come allora, in pieno centro di Firenze. a margine della Loggia del Mercato Nuovo.

La fontana del Porcellino rappresenta tradizione, superstizione e arte. Cercando di mantenere la parola data nell’ altro articolo che avevo pubblicato sulla pietra dello scandalo, oggi , vorrei infatti  raccontarvi  la storia di questa fontana fiorentina, mèta immancabile per turisti, maturandi e curiosi in cerca di fortuna.

Anche i più distratti avranno notato che la statua non raffigura un porcellino, bensì un cinghiale.

Ora dunque il nostro bel cinghialotto fu realizzato sulla base del marmo ellenistico regalo da Pio IV a Cosimo I nel 1560. Successivamente Cosimo II decise che quella statua – che oggi si trova agli Uffizi – doveva essere adeguatamente celebrata.

 Per fare ciò nel 1612 commissionò a Pietro Tacca di realizzarne una copia in Bronzo allo scopo di  abbellire Palazzo Pitti. Tacca, che era uno dei migliori allievi – se non il migliore – del Giambologna realizzò una copia talmente perfetta che anche il manto del cinghiale sembrava vero. 

L’opera fu conclusa solo nel 1633 e fu su idea di Ferdinando II de’ Medici che il Porcellino fu posizionato vicino alla Loggia del Mercato Nuovo e trasformato in una fontana (all’incirca nel 1640).

Oltre ad essere molto bella e a dare un tocco personale e unico alla Loggia, la statua aveva anche una funzione pratica: serviva a dissetare i commercianti di sete e tessuti che ogni giorno affollavano la zona.

È evidente anche dalle parole di Andersen che le superstizioni legate al Porcellino hanno radici che affondano nel passato, così profonde che quasi se ne sono perse le tracce.

Con ogni probabilità la fontana, in quanto dispensatrice di acqua, veniva giudicata di per sé una sorgente di benessere. Chi conosce la fontana del Porcellino sa che per bere occorre appoggiarsi sul naso dell’animale, per questo il suo muso risplendeva, anche in passato, per il continuo sfregamento delle mani.

 La statua del “porcellino “  è una delle attrazioni più visitate e “toccate” di Firenze: il rituale deve procedere per gradi : prima di tutto si deve toccarne  il “magico” naso , poiché  si dice  che  fare la cosa   porti molta fortuna  ed  infatti quella risulta essere  la parte più splendente dell’animale!

Al porcellino fu dedicata  una fiaba di Hans Christian Andersen (’autore fra l’ altro di  splendide fiabe quali “La principessa sul pisello”, “La sirenetta” ,“Il brutto anatroccolo” La piccola fiammiferaia” e molte  altre ).

 ”Il porcellino di bronzo’’ annovera nella sua lunga carriere di protagonista anche due “comparse” entrambe  nei film di Harry Potter , vale a dire ne “La camera dei segreti” e ne  “I doni della morte” :nel primo funge da arredo nel salone d’ingresso della scuola di “Hogwarts”,  mentre  nel secondo lo si può trovare all’interno della Stanza delle Necessità.

Come si usa dire rispettando i vecchi detti ,”da cosa nasce cosa” ,e toccare il muso del Porcellino è diventato nei secoli sinonimo di buona sorte. 

Così, se un tempo si avvicinavano alla statua soprattutto bambini e poveri, oggi la fontana è diventata meta irrinunciabile per tutti i turisti e, perché no, anche per qualche fiorentino incline al fascino delle superstizioni popolari.

Come tutte le superstizioni, anche quella legata alla fontana del Porcellino ha subito un’evoluzione: per ingraziarsi la dea bendata non basta infatti sfiorare il muso dell’animale; a questo gesto deve seguire il lancio della monetina ( eh già, si parla di superstizioni, non di premi Nobel per la creatività!).

Per la precisione, la monetina deve essere appoggiata nella bocca del Porcellino e se scivolando cade dentro alla grata state pur certi: il vostro desiderio si avvererà.

Non credete alla sorte? Niente stelle cadenti, monetine gettate all’indietro e non vi scomponete quando una colonia di gatti neri vi attraversa la strada? In questo caso non vi resta che ammirare la statua in quanto opera d’arte. 

Se invece fate parte del gruppo dei superstiziosi – dichiarati o in disguise – sappiate che le leggi della fisica possono darvi una mano con la fontana del Porcellino: più pesante sarà la vostra moneta, più saranno le possibilità che finisca nella grata!!!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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