Avrai

di Barbara Chiarini

Claudio Baglioni, Avrai- 1982

Claudio Baglioni, Avrai- 1982

Nella lista degli artisti più amati della nostra musica, le cui canzoni hanno fatto da colonna sonora della vita di milioni di italiani, rientra sicuramente Claudio Baglioni; se così non fosse, permettermi di dire che almeno per me, lo è stato senz’altro!

Claudio  è uno di quei cantautori capaci di vivere più vite (musicalmente parlando, si intende). La sua carriera è infatti cominciata negli anni ’70, incontrando quasi subito un buon successo di pubblico, ma  è poi più volte ripartita con successi che, di decennio in decennio, lo hanno tenuto sulla cresta dell’onda, anche  dopo certi periodi di parziale silenzio.

Individuare le sue canzoni più belle non è certo un’impresa facile, considerando  che il nostro cantautore romano incide successi da oltre cinquant’anni ed ha al suo attivo centinaia di brani. Alcuni tra i tutti, sono indubbiamente rimasti nella memoria collettiva più di altri (diventando pezzi storici della musica italiana di cantautorato) e di cui credo che ciascuno di noi ne conosca  a memoria almeno gli special, se non tutte le parole dei testi!

In questa giornata che celebra il suo sessantottesimo compleanno, vorrei ricordarne soltanto una : ho riflettuto molto su quale scegliere perché si sa, spesso i ricordi personali vanno a passeggio con le canzoni e quindi si diviene meno neutrali nel giudicare: amori giovanili , ricordi di estati lontane, i primi addii, le prime canzoni strimpellate sul mi pianoforte …. ero davvero indecisa , poi ha vinto su tutte la poesia.

Si perché  Avrai è una delle canzoni o meglio è  la canzone  di Claudio Baglioni da considerarsi pura poesia, semplicemente accompagnata da una melodia.

Quando  Baglioni scrisse Avrai correva l’ anno 1982: Claudio era  diventato padre da pochissimo e come ogni grande artista volle  mettere in musica le emozioni che in quel momento affollavano il suo cuore .

Io ho l’impressione che questo pezzo mi piacesse ancor prima di avere dei bambini (quando uscì infatti  non ero ancora biologicamente quasi in grado di farne!).  Ma temo che la verità sia che adesso mi piace ancora di più, forse perché nel frattempo sono divenuta madre anche io di una figlia, che ormai, ahimè,  inizia già ad essere grandicella ! 

Amo questa canzone visceralmente, come soltanto un genitore sa sentire, pur con tutte le sue telline, il legnetto di cremino e  quelle  altre espressioni un po’ retr0’ che vi sono contenute! 

La canzone prende la sua forza da uno dei sentimenti più potenti che l’essere umano conosca: quello di un padre per il figlio. E il nostro  artista ha voluto rielaborare e mettere in musica il vulcano di emozioni che provava nell’ attimo in cui ha generato una nuova vita: il risultato è una poesia  in cui racconta al figlio il mondo che lo aspetterà, tutto quello che potrà avere se saprà cogliere, con l’augurio più grande di  poter vivere una vita piena , sana .

In questa canzone si sviluppa un mondo tutto da esplorare, tra metafore, similitudini e analogie, basato su tante speranze. Al figlio Giovanni, il cantautore preannuncia un mondo ricco di bellezze ed emozioni inestimabili: «Avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare, schiuma di cavalloni pazzi che s’inseguono nel mare, e pantaloni bianchi, da tirare fuori che è già estate, un treno per l’America senza fermate…».  Già, l’America, simbolo di speranza  per molti italiani che, in tempi non troppo lontani, sono emigrati oltreoceano, in cerca di nuove possibilità…Con ciò, dice al figlio che potrà essere e diventare chi vorrà, che il mondo è grande e vario e le strade da percorrere sono infinite. Dovrà capire ed essere in grado di prendere quella via che sarà capace di renderlo più felice: una felicità che si annida, però, anche nelle piccole cose della quotidianità, dalle parole nuove da cercare quando viene sera  al legnetto di cremino da succhiare!

La canzone è un insieme di immagini realistiche, a volte anche  malinconiche, un augurio e un avviso a quel figlio che ha una vita intera davanti a se’: «Avrai, avrai, avrai il tuo tempo per andar lontano, camminerai dimenticando, ti fermerai sognando».

Non manca di fare al suo Giovanni un augurio assai particolare,; poter sempre avere a disposizione nel suo futuro «una radio per sentire che la guerra è finita», vale a dire  un pensiero che costituisce un potente moto di speranza e di affermazione della vita, al pari di ogni altro augurio espresso dal cantautore romano in questo suo commosso inno ad una nuova esistenza (va, tra l’altro, ricordato che quel 1982 fu un anno decisamente bellico, a causa del conflitto anglo-argentino delle Falklands).

Baglioni  anticipa al figlio, anche quanto il dolore faccia parte della vita stessa ed egli  dovrà imparare a farci i conti, seppure la tentazione sarà spesso quella di volere scappare via : «Avrai una donna acerba e un giovane dolore – canta Baglioni – viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore. Avrai una sedia per posarti e ore, vuote come uova di cioccolato ed un amico che ti avrà deluso, tradito e ingannato». 

Ma, col tempo, riuscirà ad andare avanti e tornerà a sognare, perché è dei sogni che si alimenta la vita: «E proverai – chiude in bellezza nel ritornello – un amore così grande che ti parrà di non avere mai amato abbastanza»

Avrai è  una canzone che negli anni è diventata una sorta di inno, di augurio, quasi  di  promessa della stabilità del patto che ci deve essere tra coloro che sono già al mondo e quelli che stanno per arrivare. Come dirà lo stesso cantautore in un’ intervista. «Il verbo  “avrai”, coniugato al tempo futuro significa stabilire ancora una volta in più una concordia, un senso di trasmissione, sia di valori ma anche di cose che diano esperienza, tradizione, ma anche slancio per il futuro che noi pensiamo debba sempre essere la parte migliore della nostra esistenza».

Ditemi , cari genitori: ascoltando questa canzone anche solo una volta, chi tra noi non ha  pensato, temuto e sperato ogni parola del testo, per il futuro dei nostri figli ? 

Quando qualche tempo fa il mio maestro di musica la suonò e la cantò duettando  insieme al figlio, non potei fare a meno di commuovermi ….e anche adesso , mentre scrivo queste parole , non ne sono certo uscita esente! 

Buon ascolto a voi tutti!

E…tanti auguri di buon compleanno al grande , intramontabile Claudio Baglioni!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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