Al soundcheck di Vasco, Lignano arriviamo!!!

di Sabrina Fabbri

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Io e consorte siamo fan di Vasco Rossi da tanto tempo, ma gli impegni non ci avevano mai consentito di andare ad ascoltare un concerto lì, nel Prato Gold. Essere qui, sotto il palco, questo grande palco, ti fa sentire, parafrasando Pirandello, uno o centomila, perché qui le emozioni sono tante, qui siamo migliaia di persone unite dalla stessa passione, dallo stesso amore: Vasco e le sue canzoni, le sue parole, la sua presenza.

Durante le due ore e mezzo del concerto non puoi che dimenticare tutte le tue ansie, i tuoi problemi e ricaricare le batterie… perché Vasco, un concerto di Vasco, è come un enorme caricabatterie che ti fa andare avanti ancora un anno, aspettando il prossimo concerto che come sempre ribadirà che la vita è bella e va vissuta, che ce la faremo a contrastare le avversità, nonostante tutto e tutti.

Vasco si può paragonare ad un fantasista del calcio, un Rui Costa canoro, un artista che ti porta ad usare ragione e sentimento, che unisce le generazioni: nonni, figli e nipoti tutti insieme ad ascoltare quelle canzoni che parlano di noi, della nostra vita, dei nostri sogni; testi che, passando per le orecchie, arrivano direttamente al cuore, condensando i concetti in poche parole.

E voi magari vi chiederete che senso ha andare tutti gli anni ad un concerto di Vasco: la sua musica è camaleontica, si evolve con il tempo spazia dal pop, al rock e, negli ultimi anni, con l’avvento del nuovo produttore artistico, si spinge, grazie agli arrangiamenti, fino all’elettronica e al metal. E comunque Vasco e i suoi musicisti sono una macchina da guerra, è difficile spiegare a parole le emozioni e i sentimenti che suscita……Consiglio, almeno una volta, di vederlo e ascoltarlo live, vi cambierà la percezione della vita.

Quante medaglie sul petto, e quanta strada dietro Vasco....

Quante medaglie sul petto, e quanta strada dietro Vasco….

Ma torniamo al soundcheck, allo stadio di Lignano Sabbiadoro, che poi altro non è che la prova generale del concerto, quella che precede la data zero e che è dedicata solo agli iscritti al fans club: la giornata è impegnativa, così come quella successiva (oggi lunedì 27 maggio, n.d.r.). E’ anche giorno di elezioni e noi non siamo certo persone che non vogliono espletare il loro diritto/dovere, per cui innanzitutto al seggio e poi, ore 9, pronti a sorbirsi 3 ore e mezzo di viaggio in un’autostrada piena di nebbia e pioggia.

Ma quando arriviamo a Lignano… beh, qui la storia cambia! Anziché 16 gradi ce ne sono 24 e invece della pioggia c’è il sole; non che saremo esenti da un po’ di pioggia, verso le 23 comincerà a piovere ma non importa, fa lo stesso. Si socializza mentre si aspettano le 3 ore circa che ci separano dall’apertura dei cancelli che avviene intorno alle 16: come in tutti i concerti, quando devi andare in posti non numerati devi spintonare, dimenticarti di respirare e cercare di guadagnarti il posto più vicino possibile al palco.

Ovviamente giunta nel proprio posto sei consapevole che dovrai aspettare circa 4 ore perché il concerto inizi, e quindi cosa fai? Semplice! Socializzi! Intorno alle 21 ecco le prime note e ti ritrovi proiettato in un altro mondo, non hai il tempo di pensare a nient’altro che alla musica che ti avvolge, ti meraviglia, ti fa stare bene.

Una scaletta diversa dal solito, ci sono certo i brani che non è possibile togliere, vedi Vita Spericolata e Albachiara, ma Vasco quest’anno è andato a ripescare delle canzoni che non si sentivano da tanto tempo, che ci hanno tolto in un attimo oltre trent’anni di età.

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E lui, a 67 anni suonati, sembra un ragazzino su quel palco minimalista e pieno di effetti speciali in alcuni momenti quasi psichedelici, in piena forma davvero. Due ore e mezzo passano in un attimo, la voce non c’è più, hai cantato a squarciagola per tutto il tempo e quando attacca Albachiara le lacrime salgono perché arriva la consapevolezza che siamo alla fine e fino al prossimo anno non potrai riprovare quelle bellissime emozioni.

Si riparte, altre 3 ore e mezza per tornare a casa, con varie fermate agli Autogrill per riempirsi di caffè; arriviamo a casa alle 6,30 e via che si riparte…… E’ lunedì, si deve lavorare, sarà un lungo giorno, la stanchezza è tanta, il sonno pure, ma l’anno prossimo ripartiremo, eccome se ripartiremo!

Sabrina Fabbri

Sabrina Fabbri vive a Firenze, è una libera professionista che si occupa di ristorazione, con la passione della cucina, della musica ed anche della Fiorentina


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