Addio alla fidanzata d’ America

di Barbara Chiarini

Doris day

Doris day

Addio a Doris Day, la fidanzatina d’ America , così come era stata da tutto l’ambiente cinematografico, da sempre,  soprannominata.

Doris Day, icona Usa del XX secolo , è scomparsa ieri a 97 anni di età.

All’anagrafe, per via dell’origine tedesca, faceva Doris Mary Ann von Kappelhoff ma cambiò cognome solo dopo il successo ottenuto con la canzone Day by day.

Doris fu la beniamina e la fidanzatina d’America  per tutti gli anni 50, la anti Marilyn, la segretaria che si incontra all’ascensore degli uffici.  A lei, alla sua immagine  puritana, si deve una carriera improntata al family way of life,  anche se in realtà la diva ebbe quattro mariti con due pessime esperienze manesche e truffaldine.

Giunta quasi sul finire della carriera si ritirò dal cinema per dedicarsi  solo agli animali ed al volontariato.

Nei primi anni 60,  fu al top del successo occupando ben  due categorie: quella discografica e quella cinematografica.

Nella sua carriera la Day ha recitato  in più di trenta film, incidendo in studio 29 dischi e registrando  oltre un centinaio di canzoni. 

Tra i suoi film più celebri, ricordiamo L’uomo che sapeva troppo, di Alfred Hitchcock (1956), Il visone sulla pelle, di Delbert Mann (1962) e Il tunnel dell’amore di Gene Kelly (1958).

Doris Day con Alfred Hitchcock

Doris Day con Alfred Hitchcock

Fu  attrice di adorabili commedie sul sesso mancato ma freudianamente desiderato; e in qualità di  cantante, vinse due Oscar con Secret love tratto dal film Non sparare, baciami e Que sera sera, oltre alla bellissima  interpretazione della vera cantante Ruth Etting in Amami o lasciami e alla canzone in cui consiglia a tutti di non mangiare mai le margherite  (Don’t eat the daisies). 

Ma  la  prima canzone con la quale divenne famosa fu Sentimental Journey e la band con cui collaborò più spesso era nota come Les Brown and bis Bandof Renowen. Sentimental  Journey divenne addirittura una specie di inno nell’immediato dopoguerra, quando molti soldati tornavano negli Stati Uniti dopo avere combattuto all’estero.

Nella categoria di attrice ebbe la nomination per Il letto racconta, primo capitolo di una trilogia a schermaglia con Rock Hudson nel ruolo del  macho impenitente: ma al suo fianco si susseguirono moltissimi attori di grande talento : da James Stewart a James Garner, da Cary Grant a Clark Gable, fino a David Niven.

Doris Day con Cary Grant

Doris Day con Cary Grant

Se non avesse avuto da piccola un incidente d’auto, Doris Day sarebbe diventata una grande ballerina come Vera Ellen o Cyd Charisse, ma invece la sua carriera si sviluppò con doti di commediante, prototipo di donna educata, compita e oltremodo pudica, perennemente in tailleur, mamma tra le  mamme , americanissima in un finto concetto di femminismo, prendendosi solo qualche azzeccata sterzata verso il genere  thriller.

Dopo il trionfo del film di Hitchcock, infatti la vollero in altri due titoli ad alto suspense, Merletto di mezzanotte e La mia spia di mezzanotte.

Ma il terreno fertile di miss Day fu la spensieratezza della commedia musicale e almeno due titoli sono indimenticabili: Non sparare, baciami, la storia western di Calamity Jane e Il gioco del pigiama di Donen e Abbott, su Babe, sindacalista di una fabbrica di pigiama che si mette prima contro e poi col padrone, soggetto inusuale per un musical. 

Doris Day

Doris Day

Oggi i giovani non la ricordano Doris Day, bisogna forse  fischiettare

que sera sera, whatever will be will be, the future isn’t allowed to se…!

per fare loro sovvenire qualcosa …

Le tragedie della vita, tra cui la perdita prematura  del figlio piccolissimo,  rimasero sempre sullo sfondo di un’immagine patinata, pulita, anche e soprattutto nella scelta dei ruoli cinematografici, tanto da spingerla a rinunciare a Il laureato, considerando la parte della celeberrima mrs. Robinson troppo audace. «Voglio essere felice, voglio divertirmi sul set, voglio indossare bei vestiti e avere un bell’aspetto», ha detto una volta l’attrice. E così, almeno in apparenza, è stato fino al suo ultimo giorno.

Il finale di carriera, e molti lunghi  anni di silenziosa terza età vegetariana e animalista a Carmel Valley, in California,  l’hanno vista  impegnata nelle più sorridenti occasioni autobiografiche, il libro della sua vita By her own e il Doris Day show alla tv, sempre  con quel bel sorriso stampatosul volto, rappresentazione del fulgore della vita ad happy end in cinemascope,  colore de Luxe.

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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