Romeo e Giulietta, o dell’Amore Rivoluzionario

di Barbara Chiarini

Leonard Whiting e Olivia Hussey nel Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli, 1968

Leonard Whiting e Olivia Hussey nel Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli, 1968

«Io desidero quello che possiedo: il mio cuore, come il mare, non ha limiti e il mio amore è profondo quanto il mare, più te ne concedo più ne possiedo, perché l’uno e l’altro sono infiniti».

WilliamShakespeare190412-001È da giorni che penso di dover scrivere questo articolo, mi frulla per la testa da quando ho redatto quello sul Globe Theatre, il teatro di Shakespeare a Londra, e adesso non potevo più esimermi. Eccomi dunque alle prese con l’opera che, tra quelle del grande drammaturgo inglese, è da me la più amata.

Romeo e Giulietta credo che sia la prosa che, nei secoli, abbia in assoluto suscitato più emozioni negli animi degli innamorati, nonché di tutti i romantici. Un’opera carica di contraddizioni, perché contraddittori sono i due protagonisti, troppo giovani e istintivi per affrontare una realtà estremamente avversa al loro amore.

La passione irrefrenabile e l’amore disperato fanno da padroni sul palcoscenico di questa tragedia, a Romeo Montecchi basta uno sguardo di Giulietta per incendiare d’amore il suo giovane cuore, un amore pericoloso, perché sarà costretto a celarsi dalle discordie che imperversano tra le famiglie dei due.

L’impeto con cui Romeo e Giulietta vivono il loro amore, unito alla guerra tra le due famiglie, darà il via ad una serie di eventi tragici e cosi forti da distruggere l’animo del lettore, poiché tutti, come confermerà il Principe di Verona, tutti sono responsabili della tragedia che fa da epilogo a Romeo e Giulietta, comprese le vittime ed il povero frate Lorenzo, che suo malgrado è forse il maggiore artefice della messa in atto. La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni, i vecchi detti non sbagliano mai .

Personalmente, sono le vittime di questo dramma che hanno suscitato in me fin da giovane un miscuglio di rabbia, e di compassione. Seppure sia la discordia dei propri genitori a generare la difficoltà nel vivere il loro amore, sarà la loro debolezza e impulsività ad avere il ruolo fondamentale nella loro fine. Giovani ed ingenui, decisi financo a privarsi della vita stessa in nome del loro amore, saranno consumati dalla smania dell’attesa e, tra la fretta di poter vivere il loro sentimento e l’eventualità di non poterlo fare, andranno incontro alla morte.

Claire Danes e Leonardo Di Caprio nel Romeo e Giulietta di Baz Luhrmann, 1996

Claire Danes e Leonardo Di Caprio nel Romeo e Giulietta di Baz Luhrmann, 1996

L’attimo in cui Romeo apprende della morte di Giulietta è emblematico in questo senso, perché nel giro di poche battute egli passa dalla gioia di un sogno felice che porta un buon auspicio, alla ferma convinzione di togliersi la vita, senza in alcun modo fermarsi a riflettere e capire come Giulietta sia potuta morire. Ogni volta che mi sono riletta questa tragedia mi sono detta che sarebbe bastato poco per cambiarne le sorti: una parola con frate Lorenzo e tutto avrebbe avuto un altro epilogo. Ma l‘amore è cieco e anche al povero Romeo regala come primo pensiero soltanto la morte e come prima azione l’acquisto di un veleno mortale da uno speziale.

Troppo amore può uccidere e le esperienze della vita insegnano che al cuore va sempre accoppiata una buona dose di mente, perché da solo è un organo pericoloso. Ma ahimè, è davvero difficile non dare ascolto al cuore, ad ogni età ! Ritengo che sarebbe come vivere la propria vita a metà … non lo credete anche voi?

Tornando a Shakespeare, in questa tragedia tutto va per il verso sbagliato fino a quando i due giovani protagonisti perderanno la vita. Infine allora un ultimo evento, che porterà a qualcosa di buono: il risanamento della discordia tra Montecchi e Capuleti, che metteranno da parte l’odio uniti da un dolore comune.

Mi sono sempre chiesta se un amore vissuto da persone più mature non avrebbe forse ottenuto lo stesso risultato, ma Shakespeare non è più tra noi per potercelo raccontare! Dunque, che cosa altro aggiungere? Ogni appassionato di letteratura e di teatro dovrebbe offrire il proprio tributo all’autore più tradotto di tutti i tempi e di cui da poco si è celebrato il quattrocentesimo dalla morte.

Il fatale balcone, in quel di Verona.....

Il fatale balcone, in quel di Verona…..

Romeo e Giulietta è un cammeo delicato della cultura mondiale che travalica il tempo e risulta gradevole ed attuale anche oggi. Le faide medievali tra guelfi e ghibellini sono ormai un evento del passato affidato ai libri di storia, ma le opposizioni delle famiglie alla libera espressione dell’amore permangono negli ambienti criminali, nelle nazioni in via di sviluppo e anche nella società occidentale perbene, se ci si scontra con differenze socio-economiche o se si considerano le unioni omosessuali. Inoltre esiste un tema più universale dell’amore e in particolare dell’amore degli adolescenti che sono innamorati del sentimento in sé?

Oltre all’attualità del tema che va di pari passo con la precisa definizione di un’atmosfera storica, esistono inoltre altre ottime ragioni per leggere o rileggere questo testo: lo stile poetico e raffinato, la caratterizzazione magistrale dei personaggi, la composizione efficace e credibile della trama nonostante il susseguirsi di eventi casuali sulla vicenda principale.

Un giovanissimo Franco Zeffirelli ai tempi del suo Romeo e Giulietta

Un giovanissimo Franco Zeffirelli ai tempi del suo Romeo e Giulietta

E qualora non vogliate leggere, potreste guardarvi la versione cinematografica della tragedia che fu egregiamente realizzata dal grande regista Franco Zeffirelli (nostro concittadino!) nel lontano 1968. Il film fu vincitore di due premi Oscar.

Se, come la critica di allora ebbe da obiettare, da un lato il film fece conoscere al mondo lo sfarzoso estetismo di Zeffirelli, è altresì vero che dall’altro fece cogliere a tutto il pubblico la sua capacità di tradurre nel linguaggio del grande schermo il fascino del grande teatro. Il film venne inoltre valorizzato dalla splendida colonna sonora composta da Nino Rota. L’intensa passionalità dei due protagonisti, perfetti nei loro ruoli, fece gran scalpore all’epoca per la loro giovanissima età, poco più che adolescenti (15 anni lei, 17 lui).

Abbiamo conosciuto tanti Romeo e Giulietta in edizioni postume. Tuttavia, Olivia Hussey e Leonard Whiting, gli attori di Zeffirelli, nellimmaginario pubblico rimasero per sempre gli storici innamorati di Verona. I due non ebbero altre esperienze cinematografiche dello stesso livello artistico e dopo vissero dei riflessi di un film inteso come modello di ribellione dei cuori nel caos della ribellione politica di un tempo.

Leslie Howard e Norma Shearer nel Romeo e Giulietta del 1936 di George Cukor

Leslie Howard e Norma Shearer nel Romeo e Giulietta del 1936 di George Cukor

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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