Piccoli progressi, solito finale

di Patrizia Iannicelli

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Nella trentesima giornata di campionato, l’ultimo turno infrasettimanale, la Fiorentina affronta allo stadio Olimpico la Roma. I giallorossi e i viola, qualche anno fa in lotta per obiettivi di prestigio, oggi alla ricerca di una vittoria per rilanciare le piccole residue speranze per cambiare i loro rispettivi campionati. Il clima non certo idilliaco da parte della tifoseria di casa, con fischi a tutta la squadra all’entrata in campo, e con le bandiere ammainate della Curva Sud. I viola scendono in campo con il completo azzurro, in onore di Santa Croce. La formazione con il modulo del 4-3-3, Lafont tra i pali, Milenkovic, Vitor Hugo, Pezzella (cap), Biraghi, Veretout, Benassi, Dabo, Gerson, Simeone, Muriel.

La Fiorentina parte subito in avanti, Benassi e Muriel hanno due buone occasioni, il portiere Mirante non si fa sorprendere. Al dodicesimo i viola in vantaggio con un colpo di testa di Pezzella da un cross di calcio d’angolo. Il capitano festeggia mostrando la fascia DA13. I 120 tifosi encomiabili arrivati dal capoluogo toscano sono ancora a festeggiare il vantaggio, quando dalla parte opposta, un cross di Kluivert trova Zaniolo (ex rimpianto del vivaio viola) al centro dell’area che porta in parità il risultato.

Il ritmo della gara cala, la difesa viola devia in angolo un tiro di Dzeko, Simeone sbaglia in area. Poi è il colombiano Muriel che ravviva la gara, recupera palla e da 35 metri un gran destro, si ferma sul palo. Nel finale un cross di Simeone non viene agganciato per poco da Milenkovic vicino alla linea di porta. Dopo un minuto di recupero si va all’intervallo.

Nella seconda frazione di gioco, le squadre trovano una certa difficoltà a portarsi in avanti anche per le rispettive difese ben piazzate. Ma al cinquantunesimo un tiro da fuori area di Gerson, con una deviazione di Juan Jesus, riporta in vantaggio i viola. Dopo il consulto del Var per un presunto fallo di Benassi prima del tiro, il goal viene convalidato. Pochi minuti e si replica come nel primo tempo, cross dalla destra e tiro al volo di Perotti, con deviazione di Milenkovic che spiazza Lafont, e pari dei padroni di casa.

Al sessantaduesimo primo cambio al posto di Benassi, in campo Federico Chiesa, costretto in panchina per infortunio. Diverse occasioni sprecate dai viola, ma anche lavoro impeccabile di Pezzella che chiude gli spazi agli attaccanti. Il secondo cambio è Mirallas al posto di Simeone. Momenti di nervosismo in campo, parapiglia e ammonizioni per Perotti e Milenkovic. La Fiorentina é meno brillante del primo tempo con diverse interruzioni di gioco. Cartellini gialli per Veretout e Biraghi.

Nei quattro minuti di recupero ultimo assalto per la Roma, la difesa viola attenta, e infine Muriel dalla distanza, ma il tiro è alto. Termina la gara con l’ennesimo pareggio per la Fiorentina, un punto che serve a poco per entrambe le squadre. Dei viola ancora una buona prova della difesa, Pezzella su tutti, oltre il goal ha ripreso le redini del reparto, il migliore in campo. Il centrocampo in netto calo con Veretout non al suo livello e Benassi in affanno. In attacco Gerson da ex mette in campo la sua migliore prestazione, Muriel anche se denota una stanchezza fisica, resta un elemento importante per l’attacco, anche per le solite prove deludenti di Simeone e Mirallas. Discorso a parte per Chiesa,la sola sua presenza in campo diventa una buona notizia, non al meglio della condizione fisica, non demerita in impegno e grinta, in attesa di arrivare al massimo per quella che ormai sembra l’ultima gara che decide la stagione: il 25 aprile a Bergamo contro l’Atalanta.

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Piccoli progressi per impegno e carattere, gioco a sprazzi, recupero di qualche giocatore che non sono bastati per evitare il solito deprimente finale, ormai leit motive di questa squadra. Del quindicesimo pareggio della Fiorentina non possiamo che rimarcare il campionato dei rimpianti e delle delusioni, anche in questo caso due volte in vantaggio e ripresi. La solita squadra che ha lasciato punti per strada, ha perso l’ennesima occasione, precedentemente con avversari inferiori tecnicamente, oggi con una Roma irriconoscibile che non ha mai dato la sensazione di poter vincere.

Una vittoria che non arriva da febbraio in trasferta a da dicembre al Franchi, in una classifica sempre più anonima, un trend negativo che sembra aver portato alla totale rassegnazione di tutto l’ambiente. In questa situazione, che a fine anno valuterà cause e colpevoli, per una serata ci spostiamo verso la prima finale di Coppa Italia della Primavera di mister Bigica, il prossimo venerdì al Franchi, per ritrovare quelle soddisfazioni e qualche campione per il futuro.

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