Il poeta veggente

di Barbara Chiarini

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In tutti gli ambienti letterari oggi si ricorda Charles Baudelaire, uno dei più importanti poeti dell’Ottocento, modello insuperabile per la generazione dei cosiddetti poeti maledetti.

Padre del simbolismo letterario e precursore del Decadentismo, è ritenuto dalla maggior parte degli studiosi semplicemente il più grande genio poetico di tutti i tempi.

Il suo capolavoro immortale, la raccolta di poesie I fiori del male, è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Anche noi vogliamo ricordarlo sulle pagine di questo giornale.

Rendiamo dunque omaggio a Charles Baudelaire, senza scrivere per almeno una volta, della sua esistenza da dandy, corrotta e tormentata.

Ricordiamolo soltanto con una delle sue poesie, forse la più bella, L’albatro, vero e proprio manifesto del suo modo di fare poesia.

Spesso, per divertirsi, i marinai

catturano albatri, grandi uccelli di mare,

che seguono, indolenti compagni di viaggio,

la nave che scivola sugli abissi amari.

Appena deposti sulla tolda,

questi re dell’azzurro, vergognosi e timidi,

se ne stanno tristi con le grandi ali bianche

penzoloni come remi ai loro fianchi.

Com’è buffo e docile l’alato viaggiatore!

Poco prima così bello, com’è comico e brutto!

Uno gli stuzzica il becco con la pipa,

un altro, zoppicando, scimmiotta l’infermo che volava!

Il poeta è come quel principe delle nuvole,

che sfida la tempesta e ride dell’arciere;

ma, in esilio sulla terra, tra gli scherni,

con le sue ali di gigante non riesce a camminare.

Charles Baudelaire

(Parigi, 9 aprile 1821 – Parigi, 31 agosto 1867)

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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