Cartoline da Firenze

di Simone Borri

Soccer: Serie A; Fiorentina Vs BolognaCome una nave carica di gentiluomini d’altri tempi, quel Titanic ad esempio di cui ricorre in questi giorni l’anniversario, la Fiorentina mette in salvo ragazzi e donne, accingendosi al sacrificio degli uomini a cui non resta altro che ballare al ritmo di una sempre più sconsolata orchestrina, aspettando una fine che tutti vedono ormai come ineluttabile.

Venerdi mattina Firenze si sveglia con la città tappezzata di didascalie. Le cartoline da Firenze, testimonianza essenziale di ogni viaggio in Italia dei turisti di tutto il mondo, stavolta avranno scritto non Saluti da o Greetings from, ma un più prosaico ed inedito Della Valle vattene, Firenze. La notte la città va a letto invece con quel cerchietto tricolore che finalmente torna ad adornare la maglia viola. Sono i ragazzi della Primavera di Emiliano Bigica, che se lo conquistano a Torino battendo i pari età granata e bissando il successo dell’andata al Franchi e soprattutto un successo che mancava dal 2011, generazione Camporese. Adesso via tutti a fare le valigie. Il Corvo è già in agguato con il cellulare, e il Ragioniere sta già facendo le sue addizioni e sottrazioni. Di questi ragazzi, come già successe nel 2011, se ne arriverà uno in prima squadra ci sarà da fare caroselli al Piazzale.

Sabato tocca alle ragazze di Antonio Cincotta, che sono separate da nuova gloria soltanto dal punto in classifica che le divide dalle pari categoria della Juventus, e che sarà difficile rimontare, a meno che sabato prossimo Verona non sia fatale alle bianconere come lo è stata altre volte ad altre strisciate. Comunque sia, alle ragazze che espugnano Bergamo (piazza non facile, sia in campo maschile che femminile, e ne avremo la riprova il 25 prossimo) non si può che tributare onore e gloria, ed un sentito grazie. Anche loro, chissà quante saranno ancora qui l’anno prossimo. Il calcio femminile comincia ad essere remunerativo, e se c’é da spendere – si sa – la palla passa al Corvo e all’Uomo Nero. Che non si lasceranno affascinare dalle nostre graziose e brave indossatrici dei colori viola.

La Primavera vittoriosa in Coppa Italia

La Primavera vittoriosa in Coppa Italia

Bigica e Cincotta erano dati per possibili candidati alla successione di Stefano Pioli, ma solo – per fortuna loro – in certe sceneggiature di fantascienza. Per gestire non tanto le ultime partite di campionato (sempre più simili ad amichevoli di lusso) e la semifinale di Coppa Italia senior di ritorno (sempre più simile ad un Armageddon), quanto un ambiente che assomiglia ormai ad una pentola a pressione lasciata sul fuoco acceso da troppo tempo, è arrivato alla fine il figliol prodigo. Quel Vincenzo Montella che ci fece divertire assai, e che se ne andò poi in modo non dissimile da quello di Pioli allorché si accorse che a quel divertimento non sarebbero seguiti fatti concreti. Leggasi titoli.

Finalmente Domenica. Nella bussata d’acqua che gratifica i coraggiosi fiorentini che ancora si spingono fino al Franchi e la controparte bolognese che spera di trarre qualcosa di positivo in chiave salvezza da questo mogio derby dell’Appennino (il Bologna ha smesso di far tremare il mondo da tempo, limitandosi ormai soltanto ai propri tifosi), finisce 0-0, il classico occhiale (appannato dall’umido, in questo caso) che scontenta tutti e non serve a nessuno. La Fiorentina torna improvvisamente a giocare alla Montella, giro palla al posto delle ripartenze, ma i giocatori sono quelli di Pioli. Gente che una volta ne butta dentro tre, poi sta tre mesi senza segnare nemmeno a piangere. Il Bologna ha una occasione sola, ma basterebbe a gettare la patria viola in un casino immane se San Giovanni non vigilasse tra le nuvole cariche di pioggia.

L’Aeroplanino dunque non fa miracoli, e nessuno – anche per sconforto ormai maturato da tempo verso i suoi datori di lavoro – glielo chiedeva. Semmai, qualcuno spera ancora per Bergamo, 25 aprile prossimo venturo. Si vedrà, intanto Montella ha messo le mani avanti lamentando la mancanza di entusiasmo di un ambiente che stenta a riconoscere, a soli quattro anni di distanza. Caro Vincenzo, dopo di te qui è successo di tutto. Anzi, di niente. Per poco uno non lotta per lo scudetto con i tuoi giocatori, per poco un altro non va in Europa League con giocatori inferiori ma galvanizzati dalla perdita di un loro compagno. I titoli in compenso sono quelli che hai lasciato tu: zero.

In sala stampa ci transita anche Mihajlovic, e non è tenero né generoso né verso Firenze né verso la Fiorentina. Il mister serbo è un guerriero, più che un allenatore, e per tirare la sua banda fuori dai guai sa di dover ricorrere anche all’Arte della Guerra di Sun Tzu, se serve. I punti deboli del nostro ambiente (entusiasmo a parte) lui li conosce bene, ed evocandoli fa il suo, per tirare a riva in salvo la barca rossoblu.

Fiorentina190415-005

Il nostro problema non sono i cavalli di ritorno e i loro nitriti. Il nostro problema sono quelle cartoline da Firenze che qualcuno si è già precipitato a togliere per non far dispiacere al padrone, anche se ormai hanno impressionato le memorie digitali di migliaia di cellulari. Firenze non è più uno spot per il Gruppo Della Valle, e nemmeno ultimamente per se stessa. Altro che entusiasmo, caro Vincenzo Montella.

Guardiamo comunque il lato positivo. Da ieri siamo matematicamente salvi. Di doman non v’era certezza ai tempi di Lorenzo, figuriamoci a quelli di Diego.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


Visualizza gli altri articoli di Simone Borri

Potrebbe interessarti anche ...

Commenta l'articolo