Antica Farmacia di Santa Maria Novella

di Barbara Chiarini

FarmaciaSMN190418-001Se per caso vi capita di trovarvi a camminare per via della Scala, in direzione della chiesa di Santa Maria Novella, non rinunciate a fare una visita all’interno della farmacia più bella e più antica d’Europa!

I profumi si avvertono già sulla strada. E all’ingresso diventano avvolgenti e intensi. Appena poi si muovono i primi passi all’interno, le fragranze conquistano facilmente l’olfatto, e poi le emozioni.

Da qui si parte per un viaggio che unisce antichi preparati, essenze, distillati, sali, profumi e creme ad una storia iniziata nel 1221. In quell’anno i frati domenicani, arrivati a Firenze, costruirono il loro convento tra l’attuale via della Scala e piazza Santa Maria Novella. E qui, nel cuore della città, ha appunto ancora sede l’Officina profumo farmaceutica di Santa Maria Novella: un negozio-museo che si compone di sale decorate con arredi seicenteschi, stucchi lavorati a foglia d’oro, affreschi trecenteschi e ottocenteschi. Non mancano neppure numerosi attrezzi del mestiere, messi in bella mostra: dai vasi di ceramica, ai distillatori, ai forni, pure le presse per decorare i saponi.

FarmaciaSMN190418-004L’antica farmacia ha conservato il sapore e l’energia con cui era stata fondata. Dopo un paio di secoli in cui i frati studiarono le proprietà delle erbe officinali coltivate negli orti del convento, nel 1612 fra’ Angiolo Marchissi la aprì al pubblico. All’epoca solo una stanza era adibita alla vendita, quella che ora viene chiamata Antica spezieria su cui si affaccia, nella parte superiore, una vetrata ovale, a forma di grande occhio, da cui i vari direttori che si avvicendarono nel tempo seguivano l’andamento delle vendite dei loro prodotti curativi ed effimeri. Tra questi ultimi, ebbe successo l’essenza creata per Caterina de’ Medici: dopo il matrimonio della nobildonna con il re di Francia, Enrico II, il profumo prese il nome di Acqua della regina ed ancora oggi porta questo titolo. La fama dei prodotti e delle formule studiate dai frati conquistò vari paesi.

Nel 1866 però, dopo le confische dei beni della Chiesa, i frati lasciarono la direzione dell’Officina. L’immenso complesso del convento fiorentino finì allo Stato e così anche la direzione della Farmacia passò ad un laico, Cesare Augusto Stefani, nipote dell’ultimo direttore dell’Officina, fra’ Damiano Beni.

La sua famiglia ha portato avanti l’attività e oggi l’azienda è una società per azioni: ora la produzione è stata portata in periferia, in un nuovo stabilimento dove lavorano circa 130 persone, mentre nel centro di Firenze è rimasto solo il negozio storico.

Nel 2012, in occasione dei 400 anni dalla fondazione, sono stati fatti restauri consistenti per riportare le sale della Farmacia alla loro veste originale. È stato valorizzato l’aspetto del negozio-museo con una Sala grande che un tempo era una chiesa (testimone nel 1378 della rivolta dei Ciompi) ma che già nel 1848 era stata decorata con una maestosa volta gotica affrescata da Paolino Sarti: vi sono ritratte 4 donne che rappresentano i 4 continenti a simboleggiare, già all’epoca, la fama della Farmacia nel mondo.

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Oggi tra le tante mercanzie esposte (profumi, creme, candele, pot pourri di fiori profumatissimi, saponi di ogni genere) vi si può trovare ancora l’Aceto dei sette ladri che avrebbe avuto origine appunto da un leggenda popolare in cui si racconta di sette ladri che, all’epoca della peste del 1300, spogliavano i cadaveri degli appestati senza rimanere contagiati, grazie a questo rimedio miracoloso.

Vi è poi un’ altra bellissima sala, la Sala verde dove un tempo i frati servivano l’alkermes , la china ma anche la cioccolata che nel 1700 era in grande voga.

Di recente è stata restaurata anche la sacrestia di S. Niccolò, usata come aromateria e nel sotterraneo è stata allestita una mostra di ceramiche seicentesche di Montelupo.

FarmaciaSMN190418-002Insomma, l’Officina profumo-farmaceutica di Santa Maria Novella, oltre ad occupare degli ambienti pregevoli, è uno degli esercizi commerciali più longevi al mondo: più che una farmacia, ormai, la potremmo definire un’istituzione non solo per i fiorentini ma anche per i molti turisti che ogni giorno si mettono in coda sopportando lunghe ore di attesa pur di visitarla e acquistare qualche prodotto. Per me, entrare al suo interno è come andare a fare un viaggio sensoriale, artistico e storico, che per la bellezza e piacevolezza provata da cuore, occhi e naso non avrà mai fine, neppure quando ne esco!

Chi di voi vi e già stato sono quasi certa che condividerà il mio pensiero !!!!

E poi, diciamocelo, acquistare un prodotto dell’Officina ha sempre il suo fascino: un po’ antico forse, ma sempre profumatissimo!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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