Tanti auguri a te, Mina

di Barbara Chiarini

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«Non canticchio mentre cucino e neppure sotto la doccia e neppure in macchina. La deformazione professionale mi fa “canticchiare” solo in sala di registrazione».

Regina incontrastata della musica leggera italiana, con la sua voce dalle infinite possibilità ha interpretato migliaia di canzoni che hanno fatto la storia del Bel Paese.

La cantante Mina che è stata anche attrice, conduttrice, e produttore musicale, è da sempre considerata un’icona di stile.

Una Mina diversa per ogni occasione, sempre pronta a sorprendere e a stupire con i suoi abiti da sera talvolta austeri, con dinamiche geometrie cromatiche e tagli accentuati, altre volte così (elegantemente) provocanti. Basti pensare alle sue minigonne vertiginose, agli immancabili tacchi altissimi, alle fastose applicazioni di piume e paillettes, alle morbide chiome bionde al posto dei regali chignon.

Nata a Busto Arsizio, in provincia di Varese, il 25 marzo del 1940, Mina Anna Mazzini trascorse metà della vita a Cremona, città cui é rimasta legata per sempre, come dimostra il soprannome artistico, Tigre di Cremona( a chiamarla così per la prima volta fu l’amica e conterranea, la giornalista Natalia Aspesi, che probabilmente la conosceva bene, nel soprannome, infatti, c’è molto del suo carattere di donna e di artista).

Dopo il debutto nel 1958 come voce della band cremonese Happy boys, l’anno seguente raggiunse la notorietà sul piccolo schermo grazie allo strepitoso successo di Tintarella di luna e Nessuno.

Nel 1961 partecipò al Festival di Sanremo portando in concorso due canzoni che però non vinsero: infatti Io amo tu ami e Le mille bolle blu si classificarono solamente al quarto e quinto posto  Da allora Mina, molto delusa, decise e mantenne la promessa, di non partecipare mai più alla kermesse.

Ma Sanremo non fermò certo la sua corsa alla consacrazione internazionale, che è passata attraverso brani indimenticabili come Insieme, Grande, grande, grande, Se telefonando( tradotte e reinterpretate da numerosi artisti anche stranieri (come era la moda del tempo).

Vera prova della sua tempra la diede quando, in un’Italia molto conservatrice, che ancora non conosceva il divorzio, rimasta incinta di un uomo sposato (Corrado Pani), riuscì a non farsi abbattere nonostante l’estromissione dai programmi della televisione di Stato e le critiche negative che le caddero addosso.

Mina il 18 aprile del 1963 diede alla luce il piccolo Massimiliano Pani e nel 1964 tornò in TV nella Fiera dei sogni di Mike Bongiorno, dove si esibì in Città vuota ed È inutile.

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Erano gli anni d’oro della Rai, una televisione dove si sperimentava, si faceva cultura e spettacolo. Nel 1965 Mina diviene conduttrice di Studio uno e alla sua corte arrivarono personaggi del calibro di Ugo Tognazzi, Adriano Celentano, Vittorio Gassman, Totò, Amedeo Nazzari, Walter Chiari, Marcello Mastroianni, Lucio Battisti ( suo amico quasi fraterno) che con lei si esibirono in duetti e sketch passati alla storia.

Nell’edizione del 1966 dello stesso programma, Mina eseguì per la prima volta Se telefonando, di Ennio Morricone, divenuta una delle canzoni italiane più note.

Nel 1968 Mina festeggiò dieci anni di carriera registrando il primo album live a La Bussola, il locale a Forte dei Marmi dove cominciò di fatto la sua brillante carriera .

Ad attenderla, da lì in poi, un futuro fatto di grandi successi sia familiari che professionali: nel 1970 sposò Virgilio Crocco e un anno dopo diede alla luce Benedetta.

Nel frattempo, partecipò a molte trasmissioni, lanciando successi come Grande, grande, grande ed E poi, divenendo la musa ispiratrice di Mogol e Battisti che le affidano pezzi meravigliosi come Insieme e Amor mio.

Il tendone di Bussoladomani,  dove tutto era cominciato, fu anche quello in cui  si chiuse  la carriera live di Mina.

Correva  infatti l’anno 1978 quando sul suo palco della Versilia, in quel teatro-tenda dal quale sono passati tutti i grandi nomi della musica di quel periodo, Mina si esibì per l’ultima volta dal vivo il 23 agosto, (dovendo cancellare le quindici date successive a causa di un’infezione polmonare).

L’ultima sua  apparizione fu  in Mille luci di Raffaella Carrà e poi scomparve per sempre dalla ribalta mediatica, trasferendosi in Svizzera e continuando a incidere album.

Un ritiro non annunciato, non sbandierato. Una decisione presa e sempre rispettata. Per la famiglia, per i figli, per la voglia di starsene tranquilla, dopo una vita passata sotto i riflettori. Stanca di calcare i palcoscenici, Mina abbandonò ufficialmente le scene, e si ritirò a vita privata a Lugano dove vive tutt’ora con il marito Eugenio Quaini, sposato nel 2006.

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Dalla  sua casa svizzera, Mina continua a cantare, anche in inglese, spagnolo, tedesco, perfino giapponese, pubblicando un album ogni anno, senza muoversi da casa.

Sebbene da anni sia invisibile, Mina è una presenza costante per il suo pubblico: legge tutte le lettere e ascolta i brani che riceve (persino quelli lasciati in segreteria, ha detto ironicamente in un’intervista la figlia Benedetta).

Per anni ha mantenuto un filo diretto con i suoi fan in una rubrica su Vanity Fair (recentemente affidata al giornalista Massimo Gramellini).

La cantante manca dalle scene da trentasette anni. Nel 2018, in occasione del festival di Sanremo, è stato realizzato un ologramma in suo onore.

Oggi per i suoi 79 anni, per la sua voce impareggiabile di sempre, per averci regalato dalla fine degli anni Cinquanta ad oggi più di 1500 canzoni indimenticabili, insomma perché Mina è Mina e perché è la più grande cantante italiana, e non solo… le auguriamo il nostro specialissimo …..

buon compleanno!

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Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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