Shakespeare and The Wooden O

di Barbara Chiarini

Shakespeare's Globe Theatre in London

Shakespeare’s Globe Theatre in London

Quando si pensa a Shakespeare ed al suo teatro, non si può non pensare al Globe Theatre di Londra. Vi assicuro  che commettete uno sbaglio  se credete che la cosa  possa risultare interessante solo per gli studiosi del grande drammaturgo o per gli appassionati del teatro elisabettiano, non potreste essere più lontani dal vero. Quando si entra al Globe è come tornare di quattrocento anni indietro nel tempo,  quando a Londra si respirava un’aria elisabettiana….. La mente  inizia a viaggiare: sei sulle rive del Tamigi, un po’ fuori dalla città, in un quartiere popolare, tu  girovago tra i vicoli, su cui si affacciano  casupole  di fango e legno, strade sterrate in cui transitano carri e carrozze, galline che razzolano per le strade , qualche dama con il suo signore al fianco  e  tanto popolo, le locande aperte e illuminate, i mercanti che vendono sulle loro bancarelle mercanzie varie, ortaggi, verdura, farine…

Ecco fatto. Sei  già dentro ad un opera di Shakespeare, giusto giusto nel suo teatro… il Globe appunto!

Indissolubilmente legato alla  fama del nostro caro Shakespeare, (definibile senza remore il più grande autore inglese di tutti i tempi), Il Globe Theatre venne costruito nel 1599 dalla compagnia con cui Shakespeare si esibiva una volta trasferitosi a Londra, i The Lord Chamberlain’s Men (*). Da allora , opere come il Giulio Cesare, il Macbeth, il Re Lear e l’Amleto videro al Globe la loro prima rappresentazione.

Certamente saprete che all’epoca in Inghilterra i teatri rappresentavano una novità. Fino al 1576 infatti, anno in cui venne eretto The Theatre, (il primo teatro stabile edificato dal capocomico James Burbage nei pressi di Londra, in perenne rivalità con il Globe)  le rappresentazioni teatrali avevano luogo in locande o case private.

 A causa di alcune problematiche   relative ai costi di affitto dello stabile fu presa  in considerazione l’idea di trasferirlo dalla sua prima sede. Fu così che due anni dopo l’edificio venne demolito e il legno con cui era stato costruito venne trasferito nei pressi del borgo di Southwork, nella zona meridionale di Londra per essere riutilizzato per costruire il nuovo teatro.

Qui infatti Burbage decise di comprare il  terreno ma per sostenerne le spese aveva la necessità di venderne le quote. Uno degli acquirenti delle stesse fu proprio William Shakespeare, che contribuì quindi alla costruzione del Globe Theatre.

Il Globe, che per quattordici anni fu il protagonista assoluto della vita culturale londinese, non ebbe mai  vita facile: durante una recita, nel 1613, un cannone destinato agli effetti speciali mandò a fuoco il tetto di paglia e l’edificio risultò completamente distrutto.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d'un sogno è raccolta la nostra breve vita” (W. Shakespeare, La tempesta, atto IV, scena I)

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita” (W. Shakespeare, La tempesta, atto IV, scena I)

Già in epoca elisabettiana, infatti, l’arte teatrale era stata oggetto di attacchi da parte dei ministri anglicani e del governo, ufficialmente perché considerata corruttrice dei costumi nazionali, in realtà perché ritenuta un pericoloso strumento di propaganda mirante all’ottenimento del consenso popolare. Un elemento, questo, che non era sfuggito all’astuta Elisabetta I che, nei primi anni del suo regno, aveva usato spesso le rappresentazioni a lei dedicate in chiave antispagnola ed anticattolica.

Situato sulla riva del fiume Tamigi, l’antico  teatro dalla struttura ottagonale lignea  chiamata the wooden O, (l’O di legno) dai londinesi, era munito di un oculo centrale per filtrare la luce naturale e poteva contenere fino a 3200 spettatori, disposti a pagare un penny per i posti in piedi e due per assistere alle rappresentazioni dalle tre più comode gallerie circolari. Era inoltre protetto da un’ampia tettoia che, in caso di pioggia, riparava i preziosi costumi degli attori. Gli attori, si sa, furono a lungo esclusivamente uomini, visto che fino al 1660 alle donne fu vietato comparire sulle scene.

Per Shakespeare il teatro era la vita, e tutto il mondo un palcoscenico: sue le parole memorabili in  Come vi piace,  quando fa dire ad uno dei suoi personaggi la famosa frase: «Tutto il mondo è un palcoscenico e tutti gli uomini e le donne solamente degli attori. Essi hanno le loro uscite e le loro entrate. Ognuno nella sua vita recita molte parti».

Poche battute che riassumono l’universalismo shakesperiano ed il suo concetto del grande teatro del mondo e dell’uomo come un attore, cui però nella vita reale non è concesso il lusso di riprovare la scena malamente recitata.

Tornando al nostro Globe, vorrei scrivervi di un paio di altre curiosità. La struttura così come la conosciamo oggi, denominata Shakespeare’s Globe è stata inaugurata nel 1999, realizzata per merito e caparbietà  di un attore e regista americano di nome Sam Wanamaker.

La progettazione del nuovo teatro provoco’ infatti  molte critiche, perché non esistevano dei modelli precisi cui ispirarsi. Alla fine Wanamaker decise di adottare la soluzione di rifarsi ai teatri elisabettiani ed agli edifici in stile Tudor realizzati tra il 1599 ed il 1614, traendo anche spunto dai disegni panoramici sopravvissuti della zona, concludendo il progetto con un buon risultato esecutivo.

Il  Shakespeare’s Globe ospita annualmente una sofisticata stagione teatrale da maggio a ottobre, programmando almeno un’opera shakespeariana eseguita da una compagnia completamente al maschile, che utilizza costumi elisabettiani e riscuote molto successo.

Forse è corretto dire che il  Globe suscita sentimenti diversi tra i seguaci  di Shakespeare: alcuni lo considerano nient’altro che una scaltra operazione commerciale, per molti altri come me esso rappresenta ancora uno dei luoghi imperdibili legati al genio del grande drammaturgo d’oltremanica, un ambiente in cui ancora respirare quell’atmosfera shakespeariana sempre attuale, nonostante siano trascorsi più di 400 anni dalla sua morte.

La famiglia di Shakespeare in un'illustrazione del 1890: William recita l'Amleto, la moglie Anne Hathaway e le figlie lo ascoltano

La famiglia di Shakespeare in un’illustrazione del 1890: William recita l’Amleto, la moglie Anne Hathaway e le figlie lo ascoltano

William Shakespeare si vede ovunque, si sente ovunque, si legge ovunque. Ciò significa che dopo mezzo millennio, il suo genio  ha ancora qualcosa da dirci.  E sapete perché ?

La risposta è semplice: Shakespeare parla delle passioni che muovono l’uomo da sempre, l’odio, l’amore, la gelosia, il potere, e queste passioni sono trasversali e sempre attuali. Ritengo che sia più facile arrivare ai giovani con un suo dramma che non con una commedia borghese dell’Ottocento!

La genialità del bardo è che parla alto e basso allo stesso tempo, ti fa ridere e poi ti fa piangere, ti coinvolge e poi ti tiene lì sulle spine anche se sai la fine. Giulietta è un classico, chi non sa come va a finire, eppure stai sempre lì attaccato alla trama, e quando si ammazza ti viene voglia di dire «non farlo!!», perché sai le conseguenze. E vogliamo parlare dell’Otello? Un femminicidio per gelosia ante litteram, attualissimo di fatto anche ai nostri giorni, poiché purtroppo è  facile che sfogliando un  quotidiano oggi stesso ti puoi trovare a leggere un notizia di  cronaca del tipo: marito geloso uccide la moglie!

Personalmente Adoro – e ribadisco la A maiuscola –  Shakespeare. Di lui mi piace anche il fatto che scrivesse per il caos, che era l’atmosfera che si creava al Globe,  il suo teatro a Londra. Pare che la gente, ovvero il suo pubblico, entrasse e uscisse, bevesse, mangiasse senza rispetto, perché il suo era teatro per il popolo.

Inoltre, non  dimentichiamo che, senza offesa, Shakespeare è stato anche un genialissimo copione, o per esprimermi più gentilmente ….un nobilissimo furfante.

Siete  stupiti dalle mie parole ??? Certamente non tutti  ma qualcuno tra voi probabilmente ignora che molte delle sue storie furono davvero  carpite ad altri!!!

Un esempio per tutti: Romeo e Giulietta altro non è che la storia di Mariotto e Ganozza scritta da Masuccio Salernitano. E nessuno  di noi sa chi è Masuccio, ne sono certa !

Tutti noi ci siamo sporti almeno una volta dal balcone di Giulietta declamando «Romeo, o Romeo…». Poco importa che dietro Shakespeare ci sia Marlowe, o un gruppo di drammaturghi nobili, o chissà chi….

Quello che conta è che le sue storie sono bellissime e ancora oggi c’è gente che va a vederle recitate  in teatro.

Quando mia figlia inizio’ a studiare Shakespeare a scuola , temeva la noia… Io allora le feci vedere Shakespeare in love,  un film delizioso che sono certa che molti di  voi avranno visto e  che sviluppa un modo diverso di fare conoscenza della società elisabettiana, nonché  del  modo che Shakespeare aveva di fare teatro: democratico, aperto a colti e analfabeti. Ciascuno pescava la similitudine o la metafora che gli era più vicina, e tutti si divertivano.

La ricetta vincente per tenere viva l’attenzione è creare un parallelo tra la realtà nostra e quello che stiamo leggendo, e in questo Shakespeare è imbattibile: quando parla della sete di potere, di gelosia, di vendetta non c’è bisogno di spiegare, il rimbalzo alla notizia di cronaca è immediato.

Nadia Fusini, docente di lingua e letteratura inglese alla Normale di Pisa, ha  scritto qualche  anni fa un libro: Vivere nella tempesta, un approccio personalissimo all’opera omonima di Shakespeare che le ha influenzato la vita e che leggendola sicuramente scaverebbe anche in noi dei ricordi: «Come quando si accosta all’orecchio una conchiglia e si sente il mare», scrive l’autrice. Siamo su un’isola nel Mediterraneo, ci sono esiliati, naufraghi  e mostri. Vi ricorda niente? Il bardo ci ha spiazzato ancora!

Inside the Globe Theatre

Inside the Globe Theatre

(*) in un’epoca in cui il teatro era ancora oggetto di inimicizie altolocate e superiori alle pur crescenti simpatie popolari, era d’uso che i teatranti cercassero amicizie e si mettessero sotto la protezione di personaggi potenti, appartenenti alla corte reale. Al Lord Ciambellano del Gabinetto della regina Elisabetta spettava tra l’altro la funzione di censore delle riviste teatrali nella città di Londra, e quindi la dedica offertagli da Shakespeare e dai suoi commedianti nel battezzare la propria compagnia era una mossa decisamente geniale.

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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