Salutiamo la Berta!

di Barbara Chiarini

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Passeggiando per le vie del centro storico di Firenze, più precisamente passando per Via de Cerretani, è solito sentirsi osservati.

E’ infatti possibile incontrare una donna particolare. Sempre vigile ed attenta, giorno e notte: se ne sta lì da secoli, affacciata dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore, osservando Firenze dall’alto. Si tratta di un inquietante busto marmoreo, una testa pietrificata dai tratti femminili che spunta dal muro dell’edificio lungo via de’ Cerretani.

Non si nasconde ad un occhio attento, ma per vederla è necessario alzare la testa e rivolgere in alto lo sguardo: è allora che potrete scorgere la signora Berta.

Come la Berta ( così perlomeno la chiamano tutti i fiorentini) sia finita lassù, ancora oggi è un mistero!

Vi sono varie leggende sul suo conto, tante e diverse.

Una di queste narra che quel marmo sia la testa pietrificata di un sacerdote. Infatti nel 1327 mentre di lì passava lastrologo, filosofo, medico e poeta Francesco Stabili, meglio conosciuto come Cecco DAscoli (che era condotto al rogo per stregoneria), un sacerdote si affacciò da quel punto della chiesa urlando alla popolazione, che si era riversata sulla strada per vedere il passaggio del famoso condannato a morte, di non dargli da bere per nessun motivo.

Pare che il sacerdote fosse infatti venuto a sapere che Cecco aveva fatto un patto con il diavolo e che si sarebbe salvato soltanto se avesse ottenuto un sorso dacqua. Così,  svelato il patto, Cecco bruciò tra le fiamme ma prima fulminò con il suo sguardo il sacerdote impertinente, dicendogli: «E tu di lì il capo non caverai mai!»

Secondo altre versioni, fu invece la signora Berta (e non il prete) che seguendo la processione dallalto, si affacciò da una piccola finestra per avvertire tutti i cittadini di mettere da parte la loro misericordia altrimenti, essendo l’uomo un potente alchimista nonché servo del demonio, avrebbe potuto salvarsi dalle fiamme del rogo anche solo bevendo un po’ d’acqua.

La conclusione è poi la medesima della leggenda che vi ho precedentemente raccontato, ovvero che Cecco, profondamente adirato, scagliò una terribile maledizione contro la donna, affermando che non avrebbe più tolto la testa da lì, dove si trovava in quel momento.

Ancora, un’altra leggenda, molto più cortese delle altre, vuole invece che la testa sia il ritratto di una venditrice di verdure che ogni mattina dalla campagna si muoveva verso la città con il suo banco che allestiva presso quellangolo. Ed un giorno decise di regalare alla città una campana perché il suo suono avvertisse al mattino i contadini che le porte delle mura cittadine si stavano aprendo, ed alla sera che si stavano chiudendo. I fiorentini ringraziarono la venditrice, immortalandola con quel busto di marmo.

Più verosimilmente la statua è uno dei resti delle numerose statue romane che nel Medioevo furono utilizzate per abbellire gli edifici: difatti nella Fiorenza romana il foro era vicino a questo luogo e nelladiacente Via delle Belle Donne alcuni palazzi riportano ancora sulle facciate dei resti di statue romane come ornamenti.

In ogni caso, qualunque sia la verità, quella donna per noi fiorentini è semplicemente la Berta e, leggenda o non leggenda, il busto di questa signora guarda ancora la strada !!!

Quindi, se vi trovate a camminare lungo Via deCerretani, ricordate di alzare gli occhi al cielo e di aguzzare la vista. Un saluto alla Berta è d’obbligo e cortesia!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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