L’Arco di Castiglioni

di Barbara Chiarini

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Achille Castiglioni è stato uno dei più importanti designer, progettisti e architetti italiani. Nato a Milano il 16 febbraio del 1918, scomparso il 2 dicembre 2002, è stato definito un figlio d’arte poiché il padre Giannino era un famoso scultore, noto tra le altre cose per aver fatto un pezzo della porta del Duomo di Milano (quella sulla vita di SantAmbrogio).

Proprio lo scorso anno sono ricorsi i cento anni della nascita dellarchitetto milanese, che ha cambiato volto al design contemporaneo, anche grazie al confronto e alla collaborazione con il fratello Pier Giacomo, anch’esso architetto. Vincitore di nove Compassi d’Oro e presente nei maggiori musei mondiali con le sue creazioni, Castiglioni ha anche contribuito alla fortuna di molti marchi dellarredamento e dellilluminazione italiana, affermando il made in Italy nel mondo.

Nel 1956 fu tra i fondatori dellADI, l’Associazione per il Disegno Industriale. Una carriera lunghissima la sua, portata avanti da solo dopo la prematura morte di Pier Giacomo nel 1968, ma ricca di trionfi e di collaborazioni con le più importanti aziende del mondo: Cassina, Kartell, Zanotta, Brionvega, Flos, Olivetti, Siemens, Knoll, Lancia, Alessi, Poltrone Frau solo per citarne alcune.

Achille Castiglioni

Achille Castiglioni

in oltre 40 anni di professione, Castiglioni ha dato vita a 190 progetti di architettura, 290 progetti di industrial design e 484 allestimenti. Al MoMA, il Museo d’Arte Moderna di New York, sono esposti 14 oggetti progettati da lui: la poltrona Sancarlo (dalla struttura semplice e lineare sulla quale sono posizionate delle imbottiture di densità variabile per garantire un supporto ideale a ogni diversa zona del corpo); Fucsia, una lampada a sospensione dalloriginale forma conica; fino all’ apparecchio radio RR226 per Brionvega , un radiofonografo rivoluzionario perché concepito per una produzione industriale su vasta scala. E molti altri ancora.

Certo non li conoscerete tutti, ma questo di cui sto per parlarvi sono sicura che ciascuno di voi lo avrà visto almeno una volta, magari senza sapere che è suo. Sto parlando della lampada Arco.

La geniale intuizione che sta dietro alla lampada Arco, creata per il marchio Flos nel 1962 è stata l’intenzione di trasformare un oggetto quotidiano ordinario in un progetto di design: firmata insieme al fratello Pier Giacomo, ha lanciato Achille Castiglioni nel firmamento delle star del design internazionale. Una cupola in acciaio forato, sospesa da un arco sempre in acciaio sorretto da un blocco in marmo di Carrara. Per la prima volta viene disegnata e realizzata una lampada a sospensione che non pende dal soffitto ma che può essere spostata per illuminare lì dove c’è bisogno.

Parlando di Arco, Castiglioni disse: «Pensavamo a una lampada che proiettasse la luce sul tavolo: ce ne erano già, ma bisognava girarci dietro. Perché lasciasse spazio attorno al tavolo la base doveva essere lontana almeno due metri. Così nacque lidea dellarco: lo volevamo fatto con pezzi già in commercio, e trovammo che il profilato di acciaio curvato andava benissimo. Poi cera il problema del contrappeso: ci voleva una massa pesante che sostenesse tutto. Pensammo al cemento prima, ma poi scegliemmo il marmo perché a parità di peso ci consentiva un minore ingombro e quindi in relazione ad una maggior finitura un minor costo».

Arco190322-001Arco fu pensata quindi per far arrivare la luce dallalto senza dover mettere un lampadario al soffitto o qualcosa di ingombrante vicino a un tavolo. Come molte altre cose pensate da Castiglioni, è essenziale. La base è un parallelepipedo in marmo di Carrara bianco (ma esistono versioni limitate in marmo nero). Pesa circa 65 chili e in mezzo ha un foro: basta essere in due e avere una scopa per farci passare in mezzo il manico, per poi sollevare e spostare la base senza troppa fatica. Larco, composto da quattro elementi, è invece in acciaio. Laltezza da terra della lampadina è di circa due metri, e due metri è anche la distanza tra la lampadina e la base in marmo. I Castiglioni spiegarono di essersi ispirati, per le forme, ai lampioni delle città di qualche decennio fa.

Nel suo libro Fare di più con meno, l’architetto Stefano Boeri ha scritto: «Arco è una sintesi di eleganza, genio e semplicità. Un oggetto che non addiziona, ma moltiplica il valore iniziale economico, estetico e simbolico dei tre oggetti che assembla, creando qualcosa di inedito».

Oltre ad aver segnato la storia del design italiano, Arco ha cambiato le cose anche per quanto riguarda il diritto dautore. Proprio perché era una lampada semplice, in molti provarono a farne di simili: in certi casi troppo simili. Nel 2007 lazienda FLOS fece causa ai negozi Semeraro, che producevano in Cina lampade molto simili ad Arco vendendole col nome Fluida. Semeraro sostenne di poter copiare le lampade perché nel frattempo i diritti per Arco erano scaduti e diventati quindi di pubblico dominio. FLOS sostenne invece che Arco non era solo un prodotto industriale ma unopera d’arte. Vinse FLOS, e la legge sulla protezione del diritto dautore di prodotti di design industriali fu cambiata.

Achille Castiglioni aveva la capacità di far sembrare semplici le cose complicate. I suoi oggetti di design  hanno anticipato i tempi dal punto di vista estetico e concettuale e ancora oggi reggono la sfida della funzionalità. Sperimentazione e praticità, raffinatezza e semplicità sono gli elementi chiave intorno a cui ruotava la ricerca di Castiglioni.

Una storia costellata di successi caratterizzata dalla ricerca costante su forme, tecniche e nuovi materiali e consacrata con il riconoscimento più prestigioso nel mondo del design per ben 14 volte. Genialità di questa portata non hanno età, restano per sempre al passo coi tempi, ogni giorno più attuali di quello precedente!

Resta memorabile anche una sua considerazione in merito alla professione: «Se non siete curiosi, lasciate perdere. Se non vi interessano gli altri, ciò che fanno e come agiscono, allora quello del designer non è un mestiere per voi». Vien da pensare che forse molti di quelli che si considerano designer al giorno d’oggi, hanno decisamente frainteso le sue parole!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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