Il rifrullo del diavolo

di Barbara Chiarini

L'affresco al Bigallo che ricorda il miracolo

L’affresco al Bigallo che ricorda il miracolo

All’angolo di Via Vecchietti con Via degli Strozzi vi è una piccola scultura bronzea raffigurante un diavolo dallo sguardo grottesco e dalla posa beffarda. Questa è la fedele copia di unopera del Giambologna, il cui originale si trova, oggi, conservato nella Terrazza del Saturno di Palazzo Vecchio.

Il diavoletto di questa nostra storia non si trova certo messo lì a caso. Anche questa volta abbiamo una leggenda che ci racconta di lui. Ma partiamo dall’inizio, come si usa fare in tutti i racconti che si rispettino.

Bernardo Vecchietti, proprietario del palazzo su cui il diavoletto primeggia, aveva commissionato il bronzetto a Giambologna che per molti anni era stato suo ospite nella precedente dimora.

Palazzo Vecchietti si trova appunto in via de’ Vecchietti, ovviamente nel centro della nostra più antica Firenze. In quella zona, la famiglia Vecchietti anticamente possedeva case e torri. Di fronte al palazzo vi erano una piazzetta ed una chiesa (San Donato dei Vecchietti), che poi sparirono col riordinamento del centro. I Vecchietti, ricordati anche da Dante Alighieri in un cantico del Paradiso (XV, 115-117), erano una delle più antiche e importanti famiglie fiorentine nel medioevo. Nel 1578 Bernardo Vecchietti, proprietario del palazzo, incaricò Giambologna (1529-1608) di rimodernarlo.

DiavoloGiambologna190330-001La facciata lungo via dei Vecchietti, l’unica non stravolta dagli interventi ottocenteschi, presenta ancora oggi un impianto tardo-rinascimentale con finestre inginocchiate al pian terreno e timpanate, con marcapiano, ai piani superiori.

Il cortile interno è di notevole interesse, con due loggette sovrapposte, al primo e secondo piano: la prima loggetta è decorata a graffito: se non avete mai avuto occasione di visitarlo, vi consiglio vivamente di farlo perché è davvero un palazzo di notevole pregio.

Giambologna fu colui che dunque modellò il diavoletto portabandiera protagonista della nostra storia odierna. Sull’angolo del palazzo è rimasta una copia poiché l’originale, dopo essere stato esposto nella Terrazza di Saturno in Palazzo Vecchio, è oggi al Museo Bardini.

La caratteristica opera del Giambologna ricorda le origini nordiche dello scultore, il gusto delle grottesche che aveva studiato nel suo soggiorno romano e le decorazioni gotiche delle cattedrali.

L’opera era ispirata al Canto dei Diavoli, all’angolo con via Strozzi, zona del Mercato Vecchio dove, secondo la leggenda, era avvenuto in passato un fatto miracoloso.

Nel 1245 un monaco domenicano, Pietro di Verona (divenuto poi San Pietro Martire 1205-1252), predicava in Firenze, ed un giorno, mentre svolgeva la sua missione nel Mercato Vecchio (scomparso sul finire Ottocento per fare spazio allattuale Piazza della Repubblica), apparve un cavallo nero, imbizzarrito, che interruppe la sua predica. Pietro si accorse subito che quella poteva essere solo opera del diavolo, giunto lì sotto le vesti di un quadrupede per ostacolarlo.

Così il monaco, per niente intimorito, alzò la mano e tracciò nellaria il segno della croce contro il cavallo. Questo interruppe la sua corsa, indietreggiò e corse via e giunto allangolo dove adesso sorge il palazzo deVecchietti, scomparve in una nuvola di zolfo. Lepisodio è ritratto nellaffresco trecentesco sulla facciata della Loggia del Bigallo, in piazza San Giovanni opera di Rossello di Jacopo Franchi.

A ricordo del miracolo, qualche secolo più tardi, Bernardo Vecchietti fece costruire i due reggistendardi in bronzo da collocare proprio nel punto in cui avvenne l’episodio (uno dei due satiri è andato disperso quando il palazzo subì una parziale demolizione per le opere di sventramento durante il periodo di Firenze Capitale 1865-1871).

Per taluni ovviamente la leggenda non finì così come ve l’ho raccontata: ha un seguito che vede come protagonista ovviamente questo mitico diavoletto! Si narra che il satiro ( raffigurato da un turbine di vento) si nascose per aspettare il passaggio del prete e vendicarsi. Ma Il sant’uomo, più astuto di lui, si nascose nella Porta dei Canonici e riuscì a seminarlo passando dalla parte opposta e scappando dall’altra uscita.

Il diavolo fu così ingannato, ma ancora oggi non riesce a capire cosa possa essere successo ed è li che aspetta il prete sempre nel suo rifrullo di vento!

Noi fiorentini sappiamo quanto la Piazza del Duomo, al lato di Via dello Studio, sia molto ventosa ed in quel punto, infatti, i nostri vecchi usavano dire che è tutta colpa del rifrullo del diavolo se tira vento!

Ecco a voi tutti svelato il perché!

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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