Il balcone arrovesciato

di Barbara Chiarini

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Dalla testa pietrificata della signora Berta, alla finestra sempre aperta di piazza Santissima Annunziata. Le curiosità, a Firenze, di sicuro non mancano e tra questa c’è, per esempio, il Balcone al rovescio, sulla torre di Santa Maria Maggiore, che si trova, precisamente, a Borgo Ognissanti, numero civico 12.

Lo avete mai visto? Si tratta di un imponente balcone di un palazzo signorile del Cinquecento.E adesso per voi ho una bella domanda da porvi : notate Dei segni particolari, qualcosa di strano e diverso?  

Ebbene sì! Tutti gli elementi architettonici del balcone sono montati al contrario: le mensole di sostegno, le volute e le balaustre … sono state assemblate tutte quante al contrario!

Come sempre in questi casi la spiegazione della stranezza si trova in una leggenda che rende più interessante un dettaglio di per se poco significante: si narra che il balcone, facente parte di un edificio del XVI secolo fu costruito in questo modo curioso per ordine e volontà dello stesso costruttore come gesto di ripicca nei confronti del Duca Alessandro De’ Medici.

Per capire i motivi di questa strana storia di edilizia privata (ma se qualcuno di voi avesse occasione di frequentare attualmente gli uffici tecnici comunaliedilizia privata di Firenze, forse non riterrebbe poi così strano quanto accadde 500 anni fa …. considerato che al giorno d’oggi siamo messi peggio assai!), dobbiamo tornare indietro nel tempo, precisamente all’anno 1530, quando Alessandro de’ Medici appunto emanò un’ordinanza per vietare elementi architettonici troppo invadenti, dato che le vie cittadine erano molto strette. Fu di fatto limitata la richiesta di costruzione dei balconi troppo ampi in tutta la città (il divieto era presumibilmente anche dovuto all’usanza di scaricare liquidi organici dagli stessi sulle strade sottostanti).

A quel tempo era Messer Baldovinetti il proprietario del palazzo di Borgo Ognissanti e non solo intendeva costruire un balcone per la sua dimora, ma lo voleva bello e imponente. Quindi, il costruttore presentò il progetto per la richiesta di concessione del palazzo al Duca e come potete ben immaginare, il progetto gli fu bocciato .

Il costruttore, che lo voleva a tutti costi, presentò più volte il progetto, facendo modificare ogni volta alcuni piccoli particolari ma di fatto preservando sempre il balcone. Si dice allora che il Duca, indispettito dall’insistenza del costruttore, abbia scritto in una delle sue risposte: «si, ma al contrario».

Ovviamente l’intenzione era quella di scoraggiare l’ostinato proprietario del palazzo, che invece accettò al volo la proposta e optò per costruire il balcone… al contrario, applicando alla lettera la risposta del Duca.

Sono sottosopra, infatti, tutti gli elementi del balcone, tra cui i mensoloni di sosegno, le volute, le colonnine della balaustra. Il mitico Baldovinetti riuscì a dare vita a una struttura (che è poi quella che vediamo ai tempi nostri!) che ancora oggi fa parlare di lui ogni passante !

Il Duca, in principio molto offeso per aver subito tanta onta, voleva punire il costruttore ma alcuni consiglieri lo fecero desistere dal suo intento, facondogli notare ed apprezzare la presenza di spirito del costruttore. E qui la storia finisce!

Firenze, conosciuta da tutti per i suoi monumenti e le opere d’arte, mantiene ancora molto del suo antico fascino. Al di fuori dei percorsi turistici più famosi ancora oggi, si possono trovare angoli di città che hanno mantenuto il loro carattere inalterato nel tempo. Nel nostro caso abbiamo trovato una curiosità, una piccola cosa da vedere, ma che mette in risalto il tipico carattere della città e dei Fiorentini: un po’ burloni,forse è vero, ma anche sagaci e soprattutto sempre molto determinati!!!

E allora ……Viva La nostra bella città …evviva i fiorentini !

Barbara Chiarini

Barbara Chiarini è nata a Firenze, è laureata in Architettura, indirizzo storico, restauro e conservazione dei Beni architettonici. Tra le sue passioni, l’ arte, l’ architettura, la musica, la letteratura, il cinema ed il teatro.


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