Euro, e poi ne rimase una sola

di Simone Borri

EURO190301-001

1° marzo 2002. Dopo due mesi di coesistenza, la Lira italiana cessa di avere corso legale ed è sostituita dall’Euro. Monete e banconote nuove hanno già iniziato a circolare dal 1 gennaio, ma da quel momento la vecchia valuta nazionale non ha più alcuna validità.

EURO190301-002L’unificazione delle monete nazionali europee in un’unica valuta avente corso legale in tutto il continente – ribattezzato per l’occasione eurozona –, risale al Trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992, che istituisce l’Unione Europea. Il nome di battesimo della neonata moneta unica viene trovato a Madrid tre anni dopo, allorché il Consiglio Europeo (l’organo che riunisce i capi di stato e di governo dell’Unione) stabilisce la sostituzione della locuzione originaria ECU (European Currency Unit, una moneta virtuale, inesistente fino ad allora nell’uso corrente, ma utilizzata nelle scritture interbancarie) con quella di Euro. Il simbolo dell’Euro si ispira all’epsilon greca, rendendo omaggio alla culla della civiltà europea e richiamandosi alla prima lettera di Europa, mentre i due tratti paralleli rappresentano – o vorrebbero rappresentare – la stabilità della moneta.

Care vecchie Lire......

Care vecchie Lire……

L’Italia è uno dei 19 paesi aderenti all’Unione Europea (in totale sono ad oggi 28, scenderanno a 27 con la conclusione della Brexit, l’uscita della Gran Bretagna che peraltro ha sempre mantenuto la sua moneta, la sterlina) che hanno aderito anche alla valuta comune, e precisamente: Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Ad essi si sono aggiunti i microstati Andorra, San Marino, Città del Vaticano e Principato di Monaco (già legati da unioni monetarie con gli Stati maggiori dal cui territorio  sono circondati: Spagna, Francia ed Italia), mentre le neonate repubbliche ex jugoslave del Kosovo e del Montenegro hanno aderito alla nuova moneta unilateralmente. Restano fuori dall’eurozona a tutt’oggi 9 membri dell’Unione: oltre alla Gran Bretagna, Repubblica Ceca (Corona ceca), Danimarca (Corona danese), Svezia (Corona svedese), Ungheria (Fiorino ungherese), Croazia (Kuna croata), Bulgaria (Lev bulgaro), Romania (Leu rumeno), e Polonia ( Złoty polacco). La Norvegia mantiene la propria moneta, la Corona norvegese ed è a tutt’oggi fuori dall’Unione Europea, per diventare membro della quale non ha mai avanzato la propria candidatura.

Sono comunque agganciati all’euro la Bosnia – Erzegovina (candidata a membro dell’Unione assieme ad Albania, Macedonia, Montenegro, Serbia, Turchia e Kosovo) ed una serie di paesi africani: Benin, Burkina Faso, Camerun, Capo Verde, Centrafrica, Ciad, Comore, Congo, Costa d’Avorio, Gabon, Guinea Bissau, Guinea Equatoriale, Mali, Niger, Senegal, São Tomé e Príncipe, Togo.

L’euro sostituisce le vecchie monete nazionali venendo scambiato con esse ad un tasso stabilito in base ai loro valori sul mercato alla data del 31 dicembre 1998. Per l’Italia, il cambio con la lira viene dunque fissato a 1936,27 lire per 1 euro.

Il monumento all'Euro antistante la sede della BCE a Francoforte sul Meno

Il monumento all’Euro antistante la sede della BCE a Francoforte sul Meno

Le nuove monete e banconote (coniate ancora dalla Banca d’Italia ma non più come ente sovrano bensì come filiale della Banca Centrale Europea, BCE, con sede a Francoforte sul meno) cominciano ad essere distribuite nel dicembre del 2001 per aver come detto corso legale dal 1° gennaio successivo. Negli uffici postali di tutta Italia vengono distribuiti i sacchettini contenenti le monete metalliche negli otto tagli da 1, 2, 5, 10, 20, 50 centesimi e 1 e 2 euro, affinché i cittadini comincino a prendere dimestichezza con la nuova valuta. Ad esse si affiancano ben presto le banconote: sette tagli da 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro. Per gli italiani si tratta di una rivoluzione anche culturale. Dal dopoguerra sono abituati a ragionare in termini di migliaia, milioni, miliardi. Si ritorna a tagli e ordini di grandezza e di spesa da anteguerra, e ricompaiono i centesimi di cui avevano memoria soltanto i nonni.

Ai Comuni di Fiesole e Pontassieve spetta l’onore di aver fatto da cavie sperimentali per testare la nuova moneta. Nei territori dei loro Comuni, l’Euro entra i vigore il 1° ottobre 2001, con tre mesi di anticipo sul resto del paese.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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