Atalanta 2 – La vendetta

di Simone Borri

Ceccherini alle prese con il ciclone Ilicic

Ceccherini alle prese con il “ciclone” Ilicic

BERGAMO – Per chi si fosse perso la semifinale di andata di Coppa Italia, allo stadio Azzurri d’Italia di Bergamo va in onda la replica. Ma stavolta non c’é il lieto fine. La Fiorentina incontra il suo limite stagionale in casa dell’Atalanta, stavolta è quest’ultima a compiere la rimonta. Ed è una rimonta totale, come totale è il calcio messo in mostra dai ragazzi di Gasperini.

«C’é un bell’ambiente qui a Bergamo», dirà alla fine il mister orobico commentando l’entusiasmo tributato dal pubblico di casa ai propri beniamini, che se lo sono ampiamente meritato. Non c’é che dire, la città che ha la squadra intitolata all’antica divinità greca della caccia è veramente un’isola felice in questo momento. I suoi portacolori giocano probabilmente il miglior calcio che si possa vedere in Italia al presente, il suo pubblico si entusiasma e sostiene a dovere, in casa e fuori. E tutto ciò sembra giunto alla maturazione completa e definitiva proprio quest’anno, in cui la Dea attraversa la strada di una Fiorentina che vorrebbe – almeno nelle intenzioni dei suoi tifosi, di quelle della società non v’é certezza, avrebbe detto il capo tifoso Lorenzo il Magnifico – tornare a vincere o almeno a riaffacciarsi in Europa, dopo gli anni del braccino.

La Fiorentina, dicevamo, pare invece aver trovato il suo limite al cospetto di una squadra che fa tutto quello che fa lei, ma in questo momento lo fa meglio. Scesa in campo con la difesa che possiamo considerare titolare grazie al rientro a tempo record di German Pezzella e con l’attacco a tridente grazie alla fiducia accordata dal primo minuto al Cholito Simeone, rispetto al mercoledi di Coppa i viola mettono in campo tutti i loro soliti pregi e difetti. Altrettanto fanno gli avversari padroni di casa, ma hanno roba in più.

Le due squadre si avvalgono entrambe per la finalizzazione di un duo delle meraviglie. All’inizio è quello viola a prendersi la scena. Muriel ruba palla, finta ed entra in area, fulminando Gollini. Tra queste due squadre, le fasi di studio non esistono, si fa sul serio fin da subito.

Poi toccherebbe a Chiesa chiuderla. Il talento viola gode di un trattamento particolare qui a Bergamo. I tifosi orobici attuano inizialmente uno sciopero del tifo per motivi loro extracalcistici, con un silenzio surreale da cui si riscuotono soltanto per fischiare Federico e apostrofarlo con epiteti il più carino dei quali è buffone. Strascichi del match di andata. Non sarà magari per questo motivo che il numero 25 al termine di una discesa delle sue manca di precisione facendosi intercettare il colpo del KO da un ben piazzato Gollini. Più facile semmai un occasionale insorgere dell’antico egoismo che lo porta a cercare la soluzione personale a scapito dei due compagni meglio appostati.

Fatto sta che la partita rimane in bilico. E la Fiorentina non sa gestirla più di quanto abbia fatto l’Atalanta mercoledi sera a Firenze. Si gioca a viso aperto, ma quando i padroni di casa alzano il ritmo di gioco come sanno fare loro, ottengono ben presto di restare gli unici a giocare. Tocca adesso al duo delle meraviglie atalantino, la Fiorentina viene ben presto messa alle corde, Ilicic torna ad essere l’oggetto inmarcabile già ammirato al Franchi da quando non veste più la maglia viola. Imbeccato su punizione dal Papu Gomez, sconcerta di finte la difesa viola e trafigge Lafont complice una sfortunata deviazione di Biraghi.

Siamo alla mezz’ora, poco dopo il pareggio Laurini avrebbe l’occasione di riportare avanti i viola arrivando su un’apertura di Simeone che gli spalanca l’area e la porta. Il francese tira maldestramente in bocca a Gollini.

Poco dopo ancora, gol mangiato, gol subito. Gomez detto il Papu se ne va via per conto suo, si fa mezzo campo e mezza Fiorentina e dal limite dell’area fulmina di precisione un Lafont che fino a quel momento aveva ampiamente fatto il suo dovere (e lo farà ancor di più nella ripresa).

L’Atalanta a questo punto è un’ira di Dio, la Fiorentina dovrebbe rimetterci cuore e corsa come a Firenze, ma adesso pare un pugile suonato chiuso in un angolo. Si va al riposo con la sensazione che il verdetto del campo sia già stato emesso.

Gosens chiude i conti per l'Atalanta

Gosens chiude i conti per l’Atalanta

Nella ripresa, dopo qualche minuto in cui la Fiorentina illude, l’Atalanta ricomincia a correre togliendole il fiato ed il tempo di pensare. Potrebbe chiuderla Ilicic su punizione, o Zapata se arrivasse su un traversone basso che taglia l’area viola mettendolo davanti alla porta quasi vuota. Tocca a Gosens di testa su cross dell’altro terzino Castagne mettere fine ai sogni viola di rivincita e di sesto-settimo posto. Dopo un’ora di gioco per la Fiorentina è notte fonda. Ancora Chiesa potrebbe riaccendere la luce, centrando la traversa. Poi è l’Atalanta che avrebbe occasioni per mandare a referto un punteggio tennistico. Lafont deve fare gli straordinari.

Finisce 3-1, con la Fiorentina sulle gambe e l’Atalanta al settimo cielo. In campionato i viola hanno raggiunto il loro limite, e non paiono in grado di superarlo. A parità di attacco, i bergamaschi dietro mostrano di avere un centrocampo che fa la differenza. Proprio lì dove ieri – ma non solo ieri – la Fiorentina ha mostrato lacune clamorose, lasciando la difesa (non eccelsa, malgrado il rientro di Pezzella) senza filtro. Tre attaccanti e due centrocampisti questa Fiorentina in ultima analisi non può permetterseli.

Il campionato ormai sembra aver parlato, salvo cali clamorosi di chi ci sta avanti. Per dare un senso a questa stagione resta la semifinale di Coppa.

Peccato che l’avversario sia ancora questa Atalanta.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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