La prima volta del calcio in TV

di Simone Borri

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La Fiorentina batte la Roma con il punteggio clamoroso di sette gol a uno, e scatena la corsa agli almanacchi per ritrovare nelle competizioni passate risultati altrettanto eclatanti.
In epoca moderna, è ancora fresco il ricordo di quel 7-1 inflitto dalla Germania al Brasile a Belo Horizonte, nella semifinale di quel Mundial 2014 che doveva dare ai carioca il sesto titolo, il primo conquistato in casa con annessa vendetta del Maracanazo del 1950, quando l’Uruguay aveva gettato il paese nella disperazione vincendo 2-1 la finale.
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La stessa Roma ha visto per ben due volte prevalere i propri avversari in Champion’s League con quell’umiliante punteggio: la prima volta nel 2007 a Manchester contro lo United, la seconda nel 2014 addirittura in casa, con i tedeschi del Bayern Monaco a maramaldeggiare all’Olimpico.
Più indietro, ancora la Fiorentina, quella volta in trasferta a Bergamo il 2 febbraio del 1964. Ancora un 7 – 1, con Uccellino Hamrin autore di cinque delle sette reti viola. Era la Fiorentina di transizione da quella di Befani che otto anni prima aveva vinto il suo primo scudetto a quella di Baglini che cinque anni più tardi avrebbe vinto il secondo, contendendo nel frattempo per diversi altri campionati il titolo al Milan.
Milan che aveva legato il proprio nome ad un altro 7 – 1, coincidente con un evento ancora più storico. Era il 1950. L’Italia stava rialzando la testa dopo la catastrofe della guerra mondiale persa dal fascismo. Ma quell’anno, la catastrofe che intristiva tutti era quella occorsa il 4 maggio dell’anno precedente a Superga, dove l’aereo che riportava in patria una delle più grandi squadre di tutti i tempi, il Grande Torino, si era schiantato non lasciando superstiti.
Il campionato dell’anno successivo era listato a lutto, e apparentemente senza padroni. I granata erano stati rimessi subito in piedi dal presidente Ferruccio Novo, che non si smentì come talent scout dal momento che i giovani eredi di Valentino Mazzola & c. avrebbero terminato quella stagione ad un sorprendente sesto posto.

Da sinistra: Nordhal, Gren, Liedholm

Da sinistra: Nordhal, Gren, Liedholm

Ma quell’anno il titolo era destinato ad essere una faccenda tra la Juventus (che non lo vinceva dal 1935, allorché aveva conquistato il quinto di cinque scudetti consecutivi ed il suo settimo complessivo) ed il Milan (che di titoli ne aveva vinti fino a quel momento tre, ma che quell’anno si era attrezzato fortemente per un probabile quarto). Tra le due contendenti sembrò potersi inserire almeno nel girone di andata la sorpresa Padova, che dette l’illusione di poter ripetere almeno il miracolo realizzato due anni prima da Nereo Rocco con la sua Triestina, finita seconda dietro al Grande Torino a pari merito con Milan e Juve.
CarloParolaGunnarNordahl190205-001Nella foto a fianco si vedono Carlo Parola, capitano della Juventus, e Gunnar Nordhal, centravanti del Milan. Destinati proprio quell’anno ad entrare entrambi nella leggenda del calcio italiano. Lo juventino sarebbe stato immortalato nella sua celebre rovesciata – che campeggerà poi per decenni sulla copertina degli album di figurine dei ragazzini italiani – con la quale negli ultimi minuti di Fiorentina – Juventus avrebbe negato il gol della vittoria al compianto Egisto Pandolfini.
Il milanista invece avrebbe messo in fila una serie di record (alcuni tutt’ora imbattuti) che ne fanno uno dei più grandi attaccanti di sempre. 35 reti in un campionato a 20 squadre (record superato soltanto due anni fa dal napoletano Gonzalo Higuain con 36), capocannoniere del campionato per la prima di cinque volte (imbattuto) di cui tre consecutive (eguagliato dallo juventino Michel Platini). Le sue reti contribuirono a fare del Milan la squadra che ha segnato di più in una singola stagione, 118 reti (imbattuto).

La rovesciata più celebre del calcio

La rovesciata più celebre del calcio

Era un Milan a trazione svedese. La Svezia aveva vinto il torneo di calcio alle Olimpiadi di Londra del 1948, e si preparava a sbattere fuori l’Italia campione in carica ai mondiali brasiliani di quell’anno. Il suo trio delle meraviglie, il Gre – No – Li (Gren. Nordhal, Liedholm), venne acquistato in blocco dall’allora presidente rossonero Umberto Trabattoni, che a partire da esso voleva costruire un ciclo vincente.
Nel vuoto lasciato dallo schianto di Superga, sembrava l’anno buono per il Milan, ma fu la Juventus a laurearsi campionessa d’inverno. Il 5 febbraio 1950 i bianconeri ricevevano i rossoneri al Comunale di Torino forti di un vantaggio di 3 punti in classifica e di un girone d’andata in cui avevano marciato come un rullo compressore. Quel giorno c’era addirittura la televisione ad assistere allo scontro che avrebbe deciso verosimilmente il campionato. E per l’epoca era un fatto assolutamente straordinario. Si trattò infatti della prima storica trasmissione di una partita di calcio (per la sola zona di Torino) di una RAI che iniziava allora a titolo sperimentale. I tempi di tutto il calcio minuto per minuto erano ancora lontani, ma presero il via quel giorno.
Le immagini trasmesse furono quelle della storica impresa del Milan, che vinse in casa della Juventus per 7 – 1. Hansen segnò il primo e unico gol bianconero, seguito da sette rossoneri di cui cinque svedesi (tre di Nordhal, uno di Liedholm e Gren) e due italiani (Candiani e Burini). Da segnalare, tre gol (tutti svedesi) in tre minuti tra il 23° ed il 25°. probabilmente un record anche questo.
La Juventus avrebbe serrato i ranghi dopo quella sconfitta, mettendo in fila otto vittorie consecutive e vincendo lo scudetto con cinque giornate d’anticipo, proprio sul campo del Padova surclassato con quattro reti e scivolato nel girone di ritorno in decima posizione. Il Milan, malgrado avesse continuato ad inseguire a suon di gol, avrebbe accusato all’ultima giornata un distacco di quattro punti (se ne assegnavano all’epoca due per le vittorie). Ma il Padova avrebbe concluso la stagione con la soddisfazione di togliergli momentaneamente il record della vittoria più rotonda in trasferta. Il 29 novembre 1949 a Venezia i biancoscudati avevano vinto il derby regionale con il capoluogo per 8 – 0. Non esistono immagini di quella partita, ma il record rimane a tutt’oggi, eguagliato soltanto dal solito Milan vittorioso in casa del Genoa nella stagione 1954-55.

Le prime "telecamere" della RAI, portate dentro lo stadio grazie ai Vigili del Fuoco

Le prime “telecamere” della RAI, portate dentro lo stadio grazie ai Vigili del Fuoco

Dall’Almanacco del Calcio Italiano:
Partita con più gol (12): Milan-Atalanta 9-3 (1972-73)
Vittoria in casa con maggiore scarto di gol (10): Torino-Alessandria 10-0 (1947-48)
Vittoria in trasferta con maggiore scarto di gol (8): Venezia-Padova 0-8 (1949-50), Genoa-Milan 0-8 (1954-55)
Pareggio con più gol (10): Torino-Ambrosiana 5-5 (1940-41)

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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