Luna Park Chievo Verona

di Simone Borri

Federico sempre più uguale ad Enrico....

Federico sempre più uguale ad Enrico….

VERONA – C’era una volta….

«Una squadra di nome Fiorentina!», diranno subito i nostri lettori.

No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un gruppo di giocatori chiamato Fiorentina. Ma da lì a chiamarla squadra……

Carlo Lorenzini in arte Collodi ci perdonerà questa parafrasi dell’incipit del suo Pinocchio. Ma ci sembrava più che mai azzeccata, dovendo principiare a narrare l’ennesima impresa della Banda Pioli. La quale deve avere, al pari del burattino di legno, una fatina benevola a vegliarla, se è vero come è vero che per la seconda domenica consecutiva sopravvive alla propria sciagurataggine, prima ancora che alle circostanze avverse.

Vediamolo, questo nuovo capitolo della Fiorentina di legno, assemblata da Mastro Corvino su ordinazione di Mastro Cognigni e con i cordoni della borsa di Mangiafuoco Della Valle. Anzitutto, vale ormai la regola del tre. Tanti sono i gol che incassa regolarmente la squadra viola, segno che il suo punto di forza di una volta – la difesa – ormai partecipa della crisi tecnico-tattica di tutta la squadra. Ad ulteriore certificazione di ciò, l’allineamento di German Pezzella al marasma generale: ieri l’argentino sembrava giocasse a ciapa no più che a calcio, insidiato nella corsa al titolo di Principe della Boiata – almeno fino alla prodezza effettuata sul secondo rigore di Pellissier – da Alban Lafont. Portiere che sicuramente si farà, come dicono gli esperti, ma che per ora una ne fa e cento ne combina.

Vale anche la regola del dieci. Tale è il numero di giocatori con cui si ritrova altrettanto regolarmente la Fiorentina a giocare una buona fetta di gara grazie all’espulsione di qualche sua pedina non diciamo essenziale ma sicuramente al momento presente difficilmente sostituibile. Domenica scorsa toccò ad Edimilson, sostituitosi sotto gli occhi dell’arbitro ad un quarter-back di football americano. Ieri è toccato a Benassi, istintivamente sostituitosi al collega portiere. Fatalità? Sicuramente, ma due di fila sono già troppe. Finiamola qui, la Fiorentina non è uno squadrone, ed i suoi 11 effettivi in campo le servono tutti.

L'altro eroe di giornata Luis Muriel

L’altro eroe di giornata Luis Muriel

Va sottolineato come l’arbitraggio in questa circostanza se non è stato ineccepibile non ha fatto certo danni alla causa viola. I nostri eroi sono stati semmai capaci di complicarsi la vita da soli. La risultante del cartellino rosso a Benassi è che il Chievo, attuale sbiaditissimo fanalino di coda del campionato, è finito per assomigliare alla Sampdoria facendo vedere sorci verdi e streghe alla Fiorentina per buona parte della ripresa. Fiorentina che per cavarne gambe e faccia ha dovuto aggrapparsi ai fantasisti che ha lì davanti: Luis Muriel, che segna per la seconda domenica consecutiva confermando – gol a parte – la bontà di un acquisto che magari poteva essere perfezionato anche prima, e Federico Chiesa, che segna la prima doppietta in campionato dopo quella in Coppa contro il Torino e che per buona parte del match fa gara e spettacolo a sé, come un marziano capitato tra i terrestri.

Il ragazzo n. 25 sta diventando sempre più simile al padre, non soltanto nell’aspetto fisico e nei tratti somatici ma anche e soprattutto nello spessore tecnico delle sue prove. Ora che ha trovato il gol con continuità, Chiesa Federico vedrà la sua quotazione raggiungere in men che non si dica quella di Chiesa Enrico. Il che purtroppo getta sulla sua permanenza in maglia viola l’ombra che tutti sappiamo.

Insomma, per vedere il bicchiere mezzo pieno di questa vittoria per 4-3 su una squadra che all’andata si era meritata ampiamente il 6-1 inflittole e che da allora aveva racimolato soltanto la miseria di otto punti, bisogna aggrapparsi a questi due, e a poco altro. E sperare che siano sufficienti anche contro la Roma che si sta dirigendo alla volta del Franchi per disputare alla squadra viola l’accesso alla semifinale di Coppa Italia. Se mercoledi valessero ancora le regole del tre e del dieci, crediamo che i giallorossi finirebbero per confermarsi le nostre solite bestie nere.

Stiamo a vedere. Questo è il burattino intagliato al calciomercato da Mastro Corvino su ordinazione di Mastro Cognigni con i cinque denari ricevuti da Mangiafuoco (e Mangiasogni) Della Valle. Speriamo di non incontrare subito, anche quest’anno, gli Assassini.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


Visualizza gli altri articoli di Simone Borri

Potrebbe interessarti anche ...

Commenta l'articolo