Lo sbarco di Anzio

di Simone Borri

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22 gennaio 1944. Shingle. Nome in codice per lo sbarco delle truppe angloamericane sul litorale laziale tra Anzio e Nettuno. L’operazione che avrebbe dovuto accorciare la campagna d’Italia, sorprendendo i tedeschi di Kesselring a nord della Linea Gustav e della fortificazione di Cassino.

In realtà, anche se lo sbarco fu un successo, i tedeschi riuscirono a tenere le posizioni bloccando per circa quattro mesi gli uomini del generale Clark a Cassino e quelli del generale Lucas ad Anzio.

Lo sfondamento in entrambi i settori sarebbe avvenuto soltanto alla metà di maggio, permettendo la liberazione di Roma il 5 di giugno e l’arretramento dei tedeschi sulla Linea Albert (da Castiglione della Pescaia all’Adriatico costeggiando il Monte Amiata ed il Lago Trasimeno)

La Albert resistette a sua volta fino al 1° luglio 1944, allorché gli americani sfondarono a Cecina. Il 3 luglio fu liberata Siena. Firenze avrebbe dovuto attendere l’11 agosto. Dopodiché i nazisti si sarebbero attestati sulla Linea Gotica, sulla quale avrebbero resistito dal settembre 1944 all’aprile 1945.

Disposizione delle linee difensive tedesche nel sud Italia. In rosso è evidenziata la linea Gustav, che lo sbarco di Anzio tentò di aggirare

Disposizione delle linee difensive tedesche nel sud Italia. In rosso è evidenziata la linea Gustav, che lo sbarco di Anzio tentò di aggirare

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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