I Viola ai quarti di Coppa Italia

di Patrizia Iannicelli

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TORINO – In attesa della ripresa del campionato, si torna in campo con gli ottavi di Coppa Italia. La Fiorentina di scena all’Olimpico Grande Torino contro i granata di mister Mazzarri. Sugli spalti presenti 17.000 tifosi, dal capoluogo toscano 380 supporters al seguito. I viola in completo azzurro in onore del quartiere di S.Croce. Mister Pioli non effettua nessun turn over, data l’importanza della gara secca da dentro o fuori.

Si parte con il consueto modulo del 4-3-3, esordio in gara ufficiale del neo arrivato Muriel. Tra i pali Lafont, difesa con Biraghi, Vitor Hugo, Pezzella (cap.), Milenkovic, centrocampo Benassi, Veretout, Edimilson, tridente d’attacco Chiesa, Muriel, Mirallas.

I viola partono subito in attacco, un cross di Chiesa viene respinto in angolo, poi ci prova Biraghi in un paio di occasioni, la difesa dei granata non rischia. Al ventesimo la prima occasione dei gigliati un sinistro di Chiesa tocca il braccio di Meite in area, i viola chiedono il rigore per fallo di mano, l’arbitro di turno Abisso si avvale del Var e dopo diversi minuti ( l’episodio risulta quantomeno dubbio), decide di non concedere il penalty.

La gara prosegue senza troppe emozioni, equilibrata, con diversi passaggi sbagliati e difficoltà d ‘impostazione da parte delle due squadre. Quasi al termine della prima frazione di gioco, il primo tiro degli ospiti con Veretout che il portiere Sirigu mette in angolo, dal corner ancora una parata. Nei due minuti di recupero ancora il portiere granata in evidenza con una respinta su un tiro di Mirallas.

Nella seconda frazione di gioco il Torino entra con più grinta e in tre occasioni mette i brividi alla difesa viola, prima Lafont salva su Iago Falque, poi un tiro di Belotti attraversa tutto lo specchio e termina fuori, poi ancora Belotti viene anticipato da Biraghi.

Il primo cambio è Gerson al posto di Mirallas. La Fiorentina senza idee soffre il forcing dei granata, ancora diversi passaggi sbagliati.  Un errore di Gerson che sbaglia rinvio permette di portarsi verso rete a Iago Falque, Lafont riesce a respingere. Al sessantaquattresimo secondo cambio esce Muriel per Simeone.

Errori e falli interrompono la gara, Chiesa fermato al limite guadagna una punizione, batte Veretout che colpisce la barriera. Al settantanovesimo goal dell’ex di turno De Silvestri, in evidente fuorigioco, ancora la decisione al Var, che conferma l’off side. All’ottantasettesimo contropiede di Simeone che in velocità parte dal centrocampo salta Djidji, il suo tiro viene deviato da Sirigu, dalla ribattuta Chiesa realizza il goal del vantaggio.

Nei sette minuti di recupero momenti concitati e di totale confusione. Da un presunto fallo in area di Milenkovic, parte il contropiede di Chiesa che si libera di Lyanko e realizza il secondo goal. L’arbitro prima di convalidare la rete, ferma il gioco per verificare ancora al Var il possibile rigore chiesto dal Torino, nessun rigore e finalmente il 2 a 0 che chiude la gara.

Grande euforia di tutta la panchina gigliata con mister Pioli che abbraccia tutti i giocatori, per poi festeggiare e ringraziare i tifosi sotto il settore ospiti con il Saluto al Capitano e i cori per ricordare Davide Astori. Una vittoria importante che porta la Fiorentina ai quarti di Coppa Italia, ma che potrebbe diventare una vera opportunità per arrivare in Europa, anche se il cammino verso un traguardo finale ancora lungo e difficile.

Protagonista della gara e migliore in campo ancora una volta l’enfant prodige numero 25, che realizza la sua prima doppietta, nella sua 92esima presenza in maglia viola. Il classe ’97 Federico Chiesa che ha lottato per tutta la gara, ha subito falli e ne ha commessi altrettanti, fino ai minuti finali dove si è scatenato in uno show personale che ha proiettato la squadra al passaggio successivo.

Nella gestione dei 90 minuti ancora diverse sbavature, un gioco da trovare, alcuni giocatori impacciati, qualche errore di troppo a centrocampo, anche se Veretout costretto a coprire un ruolo non suo, offre le uniche garanzie.  Il reparto difensivo resta quello più consolidato, i centrali Pezzella e Vitor Hugo i giocatori più affidabili.

Sull’attacco spesso messo sotto accusa,  diversi sono gli aspetti positivi, Muriel può essere determinante per goal e per un sano agonismo con Simeone, partito dalla panchina ha creato l’azione che ha portato al vantaggio di Chiesa. Dell’esterno viola Chiesa gli elogi non sono mai abbastanza, se riesce anche a finalizzare la sua crescita di campione è totale.

Dopo aver raggiunto il primo obiettivo, tra una settimana riprende il campionato contro la Sampdoria, una diretta concorrente per l’Europa, gara per rimettere una stagione ancora tutta da definire.

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