Avvento 2 – Giorno 6

di Simone Borri

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Nel suo celebre saggio del 1981 The Soccer Tribe, la Tribù del Calcio, il sociologo inglese Desmond Morris stabiliva l’altrettanto celebre paragone tra i comportamenti, i rituali e i miti degli appartenenti alle tifoserie del football moderno e quelli delle comunità tribali preistoriche o sopravvissute fino ai giorni nostri.

Gli individui umani, egli sostiene, «nel lungo cammino dell’evoluzione, si sono trasformati da cacciatori a calciatori, passando attraverso attività sempre meno sanguinarie». Oggi i calciatori sono i nuovi gladiatori e, in quanto tali, in ogni caso, eccitano il livello emozionale primordiale e ancestrale della folla. Non cambia però, per Morris, il significato di caccia rituale, in cui l’arma è la palla e la preda è la porta.

«La folla della Curva non è un branco disorganizzato, ma un gruppo ben strutturato, i cui membri si riconoscono fra loro attraverso la comunicazione simbolica espressa dai loro abiti, dalle bandiere, dai cori, dalle liturgie, che, in una sorta di rito collettivo, sanciscono e rafforzano l’identità del branco dei tifosi». Ovviamente, Morris si riferisce, in genere, a quella parte della tifoseria che vive «senza orizzonti di senso, nell’emarginazione sociale, per cui essi necessitano di una riaggregazione sociale, data proprio dall’appartenenza ad un gruppo sportivo, a dei colori specifici».

Non avevamo citazione migliore di questa per commentare l’operato di gente che inneggia alla tragedia di Superga, alla tragedia dell’Heysel, alla tragedia di Gaetano Scirea. Dovunque e per qualunque motivo.

E francamente, di che colore essi siano, per che squadra tifino, di quanta gente si tratti, di che posizione abbiano preso al riguardo la città o il gruppo di appartenenza, non ce ne può fregare di meno.

Siete bestie, più arretrate dell’Uomo di Neanderthal o di Cro-Magnon.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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