Sapessi che occasione, fare pena a Frosinone

di Simone Borri

Pinamonti segna un gran gol e poi imita lo Special One

Pinamonti segna un gran gol e poi imita lo Special One

FROSINONE – Quest’anno la Fiorentina vuole organizzarsi per tempo, niente patemi d’animo e scherzi da prete dell’UEFA che ti squalifica quella davanti e ti spedisce a giocare l’Europa League, magari a metà luglio quando te hai programmato di essere comodamente disteso al sole di Moena o tutt’al più piacevolmente impegnato in qualche sfida scapoli – ammogliati con il FassaTal o il Dopolavoro Canazei.

Quest’anno, davanti ce ne facciamo arrivare un bel po’, così l’UEFA ha a fare quello che le pare, il Tas non ci rompe le scatole e il computer si può lasciare spento, che tanto queste email servono soltanto a fare casino. Questi orari, poi… a mezzogiorno a Casette d’Ete se magna, nun se scrive.

Il campionato della Fiorentina finisce a Frosinone, a occhio e croce una fine più o meno gloriosa di quelle degli ultimi anni, a meno di non volersi augurare qualche fastidiosa disgrazia che ricompatti un ambiente che non si fa mai i fatti suoi.

Ce lo immaginiamo assorto in questi pensieri il ragionier Cognigni, mentre archivia questo quarto 1-1 consecutivo con soddisfazione e tranquillizza i fratelli Della Valle: potete prenotare l’ombrellone a Francavilla, quest’anno non ci sono scherzi. A giocare l’Europa League ci va qualcun altro. magari che non fa scherzi da prete come il Milan.

Dice, ma non stai facendo la cronaca della partita, stai facendo la parodia. Nossignore, la parodia la fa la Fiorentina, di se stessa. A noi resta solo da stabilire e valutare le parti in commedia. Cercare di capire, visto che da qui a maggio non abbiamo praticamente altro da fare, se abbiano più colpa giocatori mediocri, allenatori che non sanno metterli in campo nemmeno come quei provinciali che sarebbero tagliati per essere, dirigenti che quando vanno al mercato lesinano anche sulla cipolla per il soffritto e riscaldano ormai minestre allungate oltre ogni limite, proprietari assenti, incompetenti, francamente a questo punto anche umanamente poco apprezzabili.

Non abbiamo mai preteso di fare gli imprenditori con i soldi degli altri, ci mancherebbe. Ognuno spende i suoi come vuole. Ma quando si va in giro portando scritto sul pullman il nome Firenze, bisognerebbe avere più rispetto e senso della dignità. Quest’anno la Della Valle Productions ha messo in campo una squadra che potremmo definire che più mediocre non si può, con l’aggravante di venire di seguito ad un paio di altre formazioni mediocri e ad anni in cui l’entusiasmo della tifoseria è stato praticamente devastato.

A Frosinone, sul campo di una matricola che come detto in passato rappresenta il migliore spot per il campionato a diciotto squadre (e meno male, altrimenti con questi che abbiamo noi a Firenze non è da sapere…), è difficile dire se si è toccato il fondo, perché si può sempre fare peggio, a cominciare da Bologna dopo la sosta. Ma insomma, giocando così, segnando quando il campo è in discesa per noi e prendendone regolarmente almeno uno facendo fare il fenomeno anche a chi non lo è, non dovrebbe essere difficile raggiungere l’obbiettivo stagionale di Cognigni & c. già alla fine del girone di andata, se non a Natale.

Dice, ma ieri Sportiello ha fatto il fenomeno, sembrava Buffon. Che un ex mandato via come il nostro portiere dell’anno scorso (sostituito con un ragazzotto di belle speranze che ancora ha da dimostrare di valere i soldi spesi per lui) quando ti ritrova di fronte faccia la partita della vita lo devi mettere nel conto. Ma siccome – dopo un primo tempo in cui la Fiorentina aveva trotterellato rischiando comunque anche di rimpiangerlo, Sportiello – alla fine il capocannoniere Benassi era riuscito a fare il suo bucandolo su giocata individuale di Federico Chiesa (l’unico schema di questa Fiorentina, che Dio ce lo conservi in salute altrimenti si fa la fine dell’ultimo anno del suo babbo), a quel punto la devi portare in fondo.

Ma Pioli è un mister di quella scuola italiana che faceva tanto letteratura e sana provincia qualche anno fa, quando la serie B era ancora qualcosa da raccontare alla televisione o sul giornale. Uno di quelli che va in vantaggio e i giocatori non sono ancora rientrati da sotto la curva che lui ti ha già tolto un attaccante per mettere un difensore o un centrocampista, o quello che diavolo è Edimilson. Lasciamo fare che l’attaccante sarebbe quell’ectoplasma a nome Pjaca. La Fiorentina nel secondo tempo è un Frosinone 2.0.

Simeone fa venire sempre più voglia di saperne di più della famosa offerta dell’Atletico in estate (se hanno davvero offerto 40 milioni sono da ricovero), ma il cambio con Vlahovic è di quelli da pura perdita di tempo. Ci pensa Pinamonti a vanificare le tattiche di Pioli con un eurogol, la cosa più bella insieme all’azione del vantaggio di Chiesa vista in questa serata che credevamo il calcio non potesse mai arrivare ad offrirci.

Il calcio no. La Fiorentina sì. Domenica scorsa l’abbiamo definita una squadra inutile. Chiediamo scusa. Inutile è la società.

Buone vacanze, ragionier Cognigni. Ci saluti Della Valle, sotto l’ombrellone.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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