Eppur (qualcosa) si muove?

di Simone Borri

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FIRENZE – Se vi sembravano tanti i 250 milioni di euro chiesti dalla famiglia Della Valle per privarsi della A.C.F. Fiorentina (vere o presunte che siano state nel corso degli anni le offerte e le trattative, questa è sempre stata la richiesta del gruppo Tod’s, una offerta tra l’altro giudicata da tanti sovrastimata per una società che non è nemmeno proprietaria dello stabile in cui ha sede), ecco che arriva il rialzo. Ed è un rialzo clamoroso, che arriva dal passato, da vicende ormai lontane ma che si sono accompagnate a suo tempo a ferite mai rimarginate nel cuore dei fiorentini.

Vittorio Cecchi Gori si è ristabilito dopo le note vicissitudini sanitarie della scorsa primavera. E con la salute ha ritrovato la voglia di combattere. E’ notizia di questi giorni il mandato all’avv. Gianfranco Passalacqua, suo legale da sempre, ad agire in giudizio per rientrare in possesso di ciò che egli ritiene a suo tempo essergli stato sottratto ingiustamente, l’A.C. Fiorentina dichiarata fallita nel settembre del 2002 quando ormai aveva perso il titolo sportivo in rappresentanza di Firenze (titolo riavocato a sé dal Comune alla mezzanotte del fatidico 31 luglio e poi ceduto nei giorni successivi alla holding di Diego Della Valle).

vittorio-cecchi-gori-3736-kjRB-U240461145342GQE-620x349@Gazzetta-Web_articoloL’azione annunciata sarà intentata direttamente nei confronti del giudice Sabastiano Puliga, allora curatore fallimentare della pratica «Fallimento A.C. Fiorentina spa», poi coinvolto in una indagine su alcuni fallimenti pilotati (tra cui quello appunto della Fiorentina) e quindi trovato colpevole e condannato a sei anni di reclusione. Da circa quindici anni Cecchi Gori chiede giustizia, o quantomeno chiarezza sulle circostanze che indussero la magistratura a decretare il suo fallimento e la perdita di possesso di quello che ancor oggi definisce senza mezzi termini un pezzo del suo cuore. Da altrettanto tempo, a detta del suo legale perdura «l’inerzia degli organi del fallimento» rendendo alla fine inevitabile l’iniziativa giudiziaria assunta.

«Nel corso degli anni – spiega l’avvocato Passalacqua – sono emersi fatti e acquisiti documenti che hanno reso evidenti le gravissime anomalie connesse alle vicende che portarono al fallimento dal quale è derivato, successivamente, il dissesto del gruppo Cecchi Gori. Un’anomalia su tutte: la Covisoc (la Commissione di vigilanza sulle società di calcio, ndr), che nel giugno 2002 riteneva la Fiorentina idonea all’ammissione al campionato di serie A 2002/2003, a distanza di un mese e senza alcuna motivazione, contraddiceva le sue stesse conclusioni. Altra macroscopica anomalia è la circostanza che la Fiorentina fu l’unica società obbligata a saldare in un unica soluzione il suo debito con il Fisco attraverso una compensazione con i crediti vantati dalla stessa per i diritti tv, laddove le altre società, indebitate quanto e oltre la Fiorentina, furono beneficiate con dilazioni trentennali».

Cecchi Gori si dichiara fiducioso: «Sarà l’occasione per far luce su una vicenda che presenta troppe ombre». Certo è che per quanto non direttamente coinvolta, l’attuale proprietà della Fiorentina calcio si troverebbe di fatto in una situazione difficile qualora le ragioni della vecchia proprietà venissero in qualche modo riconosciute. E questo nei giorni in cui il disamore della città per coloro che all’epoca dei fatti suddetti erano stati accolti come salvatori cresce a vista d’occhio di pari passo con il decrescere dei risultati sportivi.

Sono anche i giorni in cui si affaccia all’orizzonte un’ipotesi di futuro sviluppo della storia calcistica di Firenze la cui verosimiglianza è tutta da verificare, ma che per le stesse ragioni sopra dette non ha mancato di suggestionare la tifoseria e la cittadinanza.

charlie-stillitano-1009738Charlie Stillitano è il presidente di Relevent Sports, la società americana che gestisce la International Champions Cup, il torneo che mette di fronte nella fase che precede l’avvio delle stagioni regolari alcuni dei più prestigiosi club delle varie federazioni mondiali. E’ un torneo sempre più importante e prestigioso, al pari di chi l’ha organizzato e lo gestisce dal 2013 a questa parte. Il New York Times ha definito Stillitano il manager invisibile più potente del calcio mondiale. Un personaggio non facile agli elogi come José Mourinho lo chiama Mister Zero Mistakes, zero errori. E’ uno che coltiva amicizie potenti nel calcio europeo e mondiale. Uno che quando apre bocca per parlare ottiene immediato silenzio ed attenzione.

Intervistato dal Corriere dello Sport, alla domanda su cosa dovrebbe fare il calcio italiano per crescere e tornare alle posizioni di una volta, ha risposto: «Aprirsi al mercato mondiale. Il pianeta è la nostra casa. Ma le big italiane sono pronte. E qui (in America, n.d.r.) ci sono tanti pronti a mettere tanti soldi». Negli Stati Uniti cominciano a guardare alla Serie A con più curiosità. Qualcuno sta pensando di investire. I club più appetibili sarebbero, secondo Stillitano, Roma e Fiorentina. «Perché rappresentano due città uniche al mondo e conosciute da tutti».

«La Fiorentina ha la maglia viola, mi piace molto, bel colore» aggiunge il chairman di Relevent Sports. Ed approva, quando gli fanno notare che nella classifica di Forbes sulle quaranta città più affascinanti al mondo, quattro sono italiane, e la prima è Firenze….

Discorsi, di là da venire e soprattutto da verificare? Può darsi, certamente. Ma se Firenze ha un brand che fa gola, come fecero notare a suo tempo gli stessi uomini del gruppo Tod’s, è facile immaginare che sia così anche per chi, nel Nuovo Mondo, ha da un lato una passione storica per questo brand, questa immagine, che risale alla seconda guerra mondiale, e dall’altro capitali da investire anche nello sport, per farne – all’americana – sport che conta. The championship.

della_valle_lapresseChe torni in auge il passato, per quanta acqua possa essere passata sotto i ponti sull’arno, o che prenda corpo un futuro impensabile fino a poco tempo fa, una cosa sembra di poter dire. A Firenze non è più tempo di vivacchiare. Se i Della Valle – come qualcuno dice – hanno ancora passione per questo gioco e per questa squadra, è tempo che lo dimostrino.

It’s now or never.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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