Treizième vendémiaire

di Simone Borri

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5 ottobre 1795, 13 vendemmiaio secondo il calendario rivoluzionario. A Parigi i monarchici tentano una insurrezione contro la Convenzione termidoriana ed il Direttorio che hanno preso il controllo della Rivoluzione Francese alla fine del Gran Terrore di Robespierre. Per stroncarla, Paul François Jean Nicolas visconte di Barras, l’uomo che sta emergendo come leader della Convenzione, ha una intuizione che si rivelerà determinante, e carica di conseguenze a lungo termine. Nomina di punto in bianco un suo amico giovane ufficiale comandante della piazza militare di Parigi, dandogli carta bianca nella repressione della insurrezione.

Napoleone Bonaparte, aiutante generale già distintosi nella repressione dei moti antirivoluzionari di Tolone, non se lo fa dire due volte e non delude. Alla fine della giornata, la sua fanteria e la cavalleria di Gioacchino Murat hanno riconquistato Parigi sterminando senza pietà i monarchici.

Quel giorno, Napoleone rimane padrone di molto più che la capitale della repubblica francese. Rimane padrone del suo destino, che da quel momento in poi conoscerà una ascesa impetuosa e vertiginosa, quale il mondo non ha più visto dai tempi di Giulio Cesare.

Napoleone181005-001L’oscuro provinciale corso di simpatie giacobine arrivato a Parigi a cercar fortuna presso la Scuola Militare diventa dall’oggi al domani l’uomo del momento, meritandosi per la riconoscenza di Barras dapprima il comando dell’Armata interna, e poi quello dell’Armata d’Italia, che nel 1796 parte da Nizza per creare un diversivo al fronte principale attestato sul Reno in Germania, e finisce per cambiare irreversibilmente la storia del mondo.

Come successo a Cesare, le sue conquiste militari gli aprono la strada per quelle politiche. Quando ritorna dall’Egitto quattro anni dopo essere partito per l’Italia, ha creato la Repubblica Cisalpina ponendo le basi per il Risorgimento italiano, ha disfatto un ordine europeo che durava da più di mille anni, ha messo in crisi l’Impero Britannico.

Anche Barras ha sfruttato le occasioni della sorte, piegando la Convenzione al potere del Direttorio, ridotto ad un triumvirato (il secondo dopo quello di Robespierre, Danton e Marat) che ha costituito con Reubell e La Réveillère. Ma la fortuna per lui ha vita breve, e coincidente con la lontananza di Napoleone Bonaparte. Il quale il 18 Brumaio, 9 settembre 1999 assume il potere in prima persona proclamandosi Primo Console ed esautorando tutti gli organi assembleari e le istituzioni rivoluzionarie.

Come Cesare, ormai è pronto per l’Impero. Più consapevole – e se possibile spietato – di Cesare, vivrà abbastanza per cingerne la corona.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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