Più interisti dell’Inter?

di Simone Borri

Federico Chiesa in terra dopo il contatto con l'atalantino Toloi

Federico Chiesa a terra dopo il contatto con l’atalantino Toloi

FIRENZE – C’é un detto antico come il calcio: alla fine del campionato torti e favori si equilibrano. Poggio e buca fa pari, detto in vernacolo fiorentino.

Non è vero. Non lo era mercoledi mattina, non lo è stamani. L’Atalanta recrimina sul rigore concesso a Chiesa per il fallo di Toloi così come la Fiorentina aveva recriminato sul rigore concesso ad Icardi per il mani di Vitor Hugo. La cosa che sorprende – e dispiace – è scoprire come a parti invertite la reazione della dirigenza e della tifoseria viola é la stessa di quelle interiste cinque giorni fa.

Stamattina Firenze si sveglia in qualche modo anch’essa nerazzurra, non perché riconosca le ragioni di un avversario battuto con un rigore inesistente, ma perché si scopre propensa a comportarsi come un altro avversario che ha battuto lei con un rigore altrettanto inesistente. Il regolamento del gioco del calcio è diventato una via di mezzo tra il ridicolo e l’inapplicabile, offrendo ai direttori di gara spazi di discrezionalità che prima erano più ridotti, malgrado l’avvento di tecnologie che dovrebbero escludere completamente quella discrezionalità. Ma quel regolamento, dice Firenze allineandosi a Milano, va più che bene quando è a pro. Oggi a me, domani a te. Fine dei complotti, fine dell’avversità del Palazzo, tutto torna come sempre, come gira la ruota.

Il fair play, in riva all’Arno, funziona dunque come altrove in Italia. E questo, a ben vedere, è il fallimento più clamoroso della gestione Della Valle, che dei proclami a proposito di calcio pulito e moralizzato, del terzo tempo e del fair play – appunto – a tutti i livelli aveva fatto la sua mission aziendale, più che delle promesse di vittoria. Non ci importa vincere, ma ci importa giocare con lealtà. E questo, in una città che da decenni si raccoglie sotto insegne e labari che recano il motto: «meglio secondi che ladri», aveva il suo peso.

Stamattina ci svegliamo scoprendo di essere uguali a tutti gli altri, e non è una sensazione piacevole. Non c’é un complotto, ma c’é sicuramente una filosofia (diffusa anche qui) da bacino d’utenza. Siamo inferiori come peso alle squadre del nord, della capitale ed al Napoli, ma superiori a tutte quelle che lottano per il settimo posto in giù, Atalanta compresa. C’é un ranking, e non ci meravigliamo se d’ora in avanti continuerà tutto come prima, cioé con decisioni arbitrali politiche. Per agganciare l’ultimo posto in Europa, Firenze fa più audience di Bergamo, e meno di Milano.

Escono un po’ tutti ridimensionati dal dopo-partita di Fiorentina- Atalanta. Gasperini e Percassi, amministratore delegato dei nerazzurri di Bergamo, forse eccedono un po’ con le rimostranze (forse abbiamo ecceduto anche noi dopo Inter -Fiorentina), ma non c’é un solo viola che ammetta che al Franchi è successo né più e né meno che quello che è successo al Meazza. Il secondo gol di Biraghi ha poi ripulito il risultato di Firenze come il gol di D’Ambrosio aveva ripulito quello di Milano. Il resto dipende tutto da che parte lo guardi.

Esce un po’ ridimensionato anche Federico Chiesa. O quantomeno, se l’abbiamo applaudito dopo l’abbraccio al fratellino nella partita con la Spal e in tante altre occasioni, diciamo che questa partita non ce la ricorderemo come una sua prestazione da Hall of Fame. Guardando e riguardando, le immagini mostrano chiaramente che sulla fuga in area atalantina, lui va a cercare Toloi che sente accorrere dietro le spalle, e fa in modo – incespicando non si sa quanto involontariamente – di mettersi davanti alle gambe del difensore che a quel punto non può fermarsi.

La trasformazione del rigore da parte di Jordan Veretout

La trasformazione del rigore da parte di Jordan Veretout

Mestiere, malizia, istinto, fanno parte del bagaglio del calciatore nostrano da che calcio è calcio. Lo fa lui, lo ha fatto suo padre, lo farà un giorno suo figlio. Ma teniamo ben presente che se l’arbitraggio di Valeri non venisse dopo quello di Mazzoleni, a quest’ora potremmo essere con altrettanta probabilità a ragionare di una squalifica di diverse giornate per il nostro gioiellino, per simulazione. Di sicuro Federico da stamattina sta un po’ meno simpatico a tutto il resto d’Italia, e c’é da giurare che starà sotto osservazione da parte degli arbitri delle prossime partite dei viola. Non lamentiamoci, in futuro, per valutazioni diverse da quelle di Valeri.

Detto questo, resta da parlare di una partita che, episodi a parte, ha messo di fronte due squadre che cercano sempre il gioco, e spesso lo trovano. Non crediamo di dire un’eresia definendo questa Atalanta l’avversario più difficile incontrato dalla Fiorentina in questo avvio di stagione che, sempre episodi a parte, ci regala la quarta vittoria casalinga consecutiva su quattro partite. L’Atalanta è un osso veramente duro da rodere per i ragazzi viola (e per chiunque), ed una diretta concorrente per la corsa all’Europa.

Nel primo tempo, c’é un sostanziale equilibrio come gioco e come occasioni. La Fiorentina soffre un po’ davanti la mancanza di una prima punta vera da affiancare a Simeone, per finalizzare il suo gioco che si basa quasi esclusivamente sugli inserimenti da centrocampo e sulle ali. L’Atalanta con i suoi di avanti è un po’ più pericolosa, o così sembra quando è costretta dal rigore trasformato da Veretout a prendere in mano la partita per pareggiarla. L’ultima mezz’ora è quasi un monologo bergamasco, e per fortuna portiere e difensori oggi sono in giornata positiva e non sbagliano nulla o quasi.

Menzione speciale per Biraghi, che sta diventando un esperto dei calci di punizione, una via di mezzo tra Manuel Pasqual e Adrian Mutu. Menzione anche per il centrocampista dai polmoni inesauribili Jordan Veretout, consacratosi rigorista sempre più implacabile di questa squadra.

Menzione infine per la Federazione Italiana Gioco Calcio. Si sono fatti più furbi, hanno dato subito il contentino alla Fiorentina, ed in questo modo le hanno chiuso subito la bocca. Adesso lamentarsi da parte viola di un qualsiasi torto sarà inattendibile.

La prossima partita la giochiamo a Roma, sponda Lazio. Bacini di utenza più o meno equivalenti, ma peso in Federazione e Lega incomparabili. I Della Valle non sanno nemmeno dove hanno sede, Lotito invece è sempre lì, con il suo amico Tavecchio.

Meditate, gente, meditate. E smettiamola di lamentarci, che tanto a fine campionato non si equilibra niente, e conta soltanto il gioco che si è messo in campo ed i gol che si é riusciti a segnare.

Scintille a fine gara tra Gasperini e Pioli

Scintille a fine gara tra Gasperini e Pioli

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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