Mal di trasferta

di Patrizia Iannicelli

Anche a Roma, giocatori sotto la curva al fischio finale

Anche a Roma, giocatori sotto la curva al fischio finale

ROMA (dal nostro inviato) – Nell’ottava giornata di campionato, la Fiorentina all’Olimpico di Roma affronta la Lazio. A differenza delle volte precedenti i ragazzi di Pioli in completo viola e non uno dei colori che caratterizza i quartieri della città. Il modulo ormai collaudato del 4-3-3, Lafont tra i pali, Milenkovic, Pezzella, Vitor Hugo, Biraghi in difesa, Benassi, Veretout, Gerson a centrocampo, in attacco il tridente Chiesa, Simeone, Pjaca.

Nei minuti iniziali fase di studio delle due squadre, ma con buoni spunti dei gigliati che non riescono a concretizzare. Partita con poche emozioni con i laziali che si portano in area avversaria, qualche disimpegno del portiere viola non impeccabile, gli ospiti provano a fare la gara in contropiede. Il gioco spesso interrotto e molti passaggi sbagliati, errore di Benassi che invece di passare a Simeone libero in area tira sul portiere.

Al trentasettesimo da un calcio d’angolo dalla destra Radu colpisce di testa e la palla arriva a Immobile che riesce a segnare il goal del vantaggio, il portiere Lafont non al massimo nell’occasione. I viola cercano di rimediare allo svantaggio, ma ancora pericolosi i biancocelesti con una punizione di Leiva bloccata in due fasi dal portiere francese.

A fine tempo i viola chiedono un rigore per fallo di Acerbi su Simeone, penalty non dato, il Var conferma la decisione presa dall’arbitro di turno Orsato. Dopo tre minuti di recupero si va all’intervallo.

Nella seconda frazione di gioco primo cambio con l’uscita di Benassi per Edimilson. I viola sembrano entrati in campo con più convinzione, in evidenza Veretout in un paio di azioni. Il secondo cambio è l’ingresso di Eysseric per Gerson (ancora una prova sottotono), che determina una squadra portata all’ offensiva. Non mancano l’impegno e la volontà in questa fase ai ragazzi di Pioli, ma troppi gli errori commessi e la serie di falli dei laziali.

All’ottantesimo ultimo cambio con l’ingresso di Sottil al posto di Pjaca. Il neo entrato servito da Simeone si mette in evidenza con un tiro respinto dalla difesa laziale. Dal capovolgimento di fronte il portiere viola respinge in angolo un pericoloso tiro di Correa. Sul finire del tempo viola sfortunati con un’occasione sprecata da Edimilson deviata da un difensore, con Chiesa e Simeone in area pronti a trovare il tiro vincente.

Il gol decisivo di Ciro Immobile

Il gol decisivo di Ciro Immobile

Dopo quattro minuti di recupero il triplice fischio di Orsato decreta il termine della gara. Per le occasioni viste in campo un pari sarebbe stato il risultato più giusto, anche se la prestazione dei viola rispetto alle gare precedenti è stata meno brillante. Come i suoi compagni anche la prova di Chiesa non al massimo delle sue capacità, il primo tempo incerto e meno preciso, mancante dei suoi dribbling spesso vincenti, nel secondo tempo meglio con una serie di buone giocate.

La difesa è ormai reparto concreto, impeccabile su tutti il capitano Pezzella migliore in campo. Il reparto da rivedere il centrocampo, un passo indietro di Benassi e Gerson che non convince, mentre il francese Veretout si conferma una sicurezza anche nel suo nuovo ruolo per doti tecniche e impegno totale. L’attacco ancora sterile evidenzia i pochi tiri in porta di Simeone e Pjaca, che dovrebbero essere più cinici e incisivi ai fini del risultato.

La terza sconfitta in quattro gare fuori dal Franchi lascia qualche rammarico, e sottolinea un calo fisico e mentale di una squadra che, fino a questo momento, giustamente, ha ricevuto solo complimenti. La sfortuna in molti casi, gli errori dovuti all’età e alla poca esperienza, e infine ma non meno importante le sviste arbitrali, non possono essere giustificazioni ma anche campanelli d’allarme per il mal di trasferta visto in questo inizio di campionato.

La pausa della prossima settimana per gli impegni delle Nazionali arriva al momento opportuno, mister Pioli anche se non avrà a disposizione tutto il gruppo, potrà lavorare e intervenire per invertire questo trend negativo. Elogi ed applausi restano, serve cominciare a fare punti anche negli altri campi, per continuare quel processo di crescita appena iniziato per diventare una grande squadra.

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