L’ultima regina

di Simone Borri

Kirsten Dunst nei panni di Maria Antonietta nel film di Sofia Coppola

Kirsten Dunst nei panni di Maria Antonietta nel film di Sofia Coppola

Il 16 ottobre del 1793 sale le scale del patibolo a Place de la Révolution a Parigi Maria Antonietta di Asburgo-Lorena, regina di Francia moglie di Luigi XVI, detronizzati entrambi dalla Grande Rivoluzione. Il marito l’aveva preceduta il 21 gennaio di quell’anno, cadendo sotto la ghigliottina a Place de la Concorde.
La più giovane delle figlie dell’Imperatrice d’Austria Maria Teresa aveva probabilmente una sola colpa: non essere riuscita a stabilire mai un rapporto affettivo né con il paese di cui il destino l’aveva resa regina, né con il marito stesso (il suo fu uno dei matrimoni reali più infelici della storia).
La sua figura è stata consegnata alla storia come quella di una svampita dedita alla ricerca di ogni tipo di piacere, tragicamente inadeguata al momento in cui si trovò a vivere, con la crisi storica della monarchia e degli anciennes régimes. Paradigma della sua vita, ingenerosamente, è rimasta la celebre frase rivolta al cortigiano che le spiegava il perché del tumultuoso affollarsi del popolo parigino al di fuori del palazzo reale delle Tuileries, “Maestà, il popolo ha fame, manca il pane!“. Leggenda vuole che lei rispondesse: “Che mangi brioches“.
Eppure, alla fine si dimostrò migliore di qualsiasi leggenda e di molti dei suoi carcerieri, affrontando il periodo tra l’esecuzione del marito e la propria con dignità e fermezza. Fu, come molte nella sua condizione prima e dopo, soprattutto una donna estremamente infelice, alle prese per giunta con un destino più grande di lei, e di chiunque altro.
Un destino tragico che si estese anche all’ultimo dei suoi figli sopravvissutile, quel Luigi Carlo che alle ore 12,15 del 16 ottobre 1793 – mentre la testa della madre, la cittadina Maria Antonia Asburgo-Lorena moglie del cittadino Luigi Capeto già giustiziato, rotolava sul palco sotto la ghigliottina – divenne automaticamente re di Francia con il nome di Luigi XVII.
Un regno che durò neanche due anni, e che il piccolo re trascorse per buona parte nella cella della prigione del Tempio di Parigi in cui Robespierre l’aveva fatto rinchiudere, ed in cui rimase fino alla caduta dello stesso ed alla fine del Gran Terrore. Liberato, sopravvisse solo un anno spegnendosi l’8 giugno 1795.
Quando il Congresso di Vienna nel 1814 restaurò la monarchia ereditaria in Francia, il trono che era stato di Luigi XVI e Maria Antonietta, i cui eredi diretti si erano ormai estinti, fu occupato dal fratello minore del Re ghigliottinato, Luigi conte di Provenza, incoronato come il diciottesimo ed ultimo del suo nome.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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