Lepanto

di Simone Borri

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Lepanto (Ναύπακτος), 7 ottobre 1571

A Lepanto si giocò il destino dell’Europa, come a Salamina quasi 2.000 anni prima. Gli storici hanno raccontato che non fu una battaglia decisiva. La flotta turca sconfitta si riorganizzò nel giro di pochi anni, e fu in grado di riprendere ad essere una spina nel fianco dell’Europa cristiana come prima, più di prima, almeno per tutto il diciassettesimo secolo.

Ma in realtà la vittoria della Santa Alleanza cristiana fu decisiva eccome, per due motivi: impedì agli Ottomani di spalancarsi la porta del continente, come sarebbe successo in caso di loro vittoria al largo della vecchia fortezza veneziana, e invertì – psicologicamente parlando – la tendenza secondo cui la Sublime Porta di Istanbul per tutto il Cinquecento aveva accumulato vittorie su vittorie, creando quasi negli avversari il mito della sua ineluttabile invincibilità, inducendo in essi una rassegnazione confinante con la disperazione per cui ogni battaglia, ogni episodio di quella guerra plurisecolare, di quello scontro di civiltà come sarebbe stato chiamato un giorno, non poteva avere per i Cristiani altro obbiettivo che la mera sopravvivenza.

A Lepanto, i Cristiani mostrarono che al bisogno sapevano unirsi (sarebbe per la verità risuccesso di rado, dopo l’abdicazione di Carlo V, l’unico imperatore d’Asburgo che aveva unificato politicamente e militarmente il continente europeo, e qualcuno – come i francesi – avrebbe più volentieri flirtato con gli Infedeli piuttosto che allearsi con i correligionari), ed imporre al Mediterraneo la loro legge, anziché subire quella dei Musulmani.

A Lepanto si formò una generazione che avrebbe ripreso confidenza con il proprio valore militare, senza più aspettare tremebonda la vela nera all’orizzonte che annunciava il valore militare altrui, nuove razzie, nuove invasioni, nuove conquiste della Mezzaluna. La Cristianità ristabilì l’equilibrio delle armi a Lepanto, e pose le basi affinché – dopo un altro secolo di guerre senza quartiere alternate da scambi politici e commerciali sotto traccia – entrambe le confessioni e le rispettive popolazioni avessero un futuro.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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