Una squadra cinica e vincente

di Patrizia Iannicelli

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FIRENZE – Nel quinto turno la Fiorentina affronta al Franchi la SPAL dell’ex Semplici, rivelazione del campionato con la migliore difesa e seconda in classifica. Ancora un anticipo di sabato alle 18.00, a poche ore dal recupero contro la Samp. Buona l’affluenza del pubblico, nonostante il caldo torrido, con 30.068 spettatori totali. Dopo il consueto “Saluto alla Voce” del calcio storico, le due squadre entrano in campo.

La Fiorentina conferma il modulo del 4-3-3, rientra tra i pali dopo l’infortunio Lafont, in difesa, Milenkovic, Pezzelle (cap.), Vitor Hugo, Biraghi, a centrocampo Benassi, Veretout, Gerson, tridente d’attacco con Chiesa, Simeone, Pjaca. I viola partono subito forte con un cross di Veretout non sfruttato in area dai compagni, subito dopo un tiro di Simeone dopo un corner viene bloccato dal portiere. Al nono passaggio di Gerson per Milenkovic che mette in rete, ma il goal è annullato per fuorigioco. La difesa della Spal non si lascia sorprendere dalle incursioni viola.

Al diciottesimo cross di Biraghi dalla destra, Fares sbaglia il rinvio e da pochi passi Pjaca mette in rete, vantaggio dei viola. Gli ospiti provano a reagire, ci provano Petagna e Antonucci, ma la difesa  respinge gli attacchi dei bianco celesti. Al ventottesimo calcio d’angolo battuto da Veretout preciso per lo stacco di Milenkovic che realizza il raddoppio.

Il finale di tempo è ancora di marca viola con il contropiede di Simeone e Pjaca. Nella seconda frazione di gioco primo cambio per Pioli, esce Biraghi  per David Hancko, il mister corre ai ripari anche per l’ammonizione del terzino rimediata nel primo tempo. Buona occasione della Spal con Petagna, ma il tiro dell’attaccante è bloccato senza problemi da Lafont.

Al cinquantaseiesimo azione travolgente, con Pjaca che dal centro scambia con Benassi, che restituisce la palla al croato per il tiro, il rimpallo viene agganciato da Chiesa che con un perfetto rasoterra realizza il terzo goal. L’attaccante viola festeggia a bordo campo con il fratello Lorenzo altra promessa del calcio italiano classe ’94, nell’occasione raccattapalle.

La Fiorentina padrona del campo continua ad attaccare, l’esordiente Hancko in evidenza per due interventi su Lazzeri il più pericoloso dei suoi. Al sessantaseiesimo standing ovation del Franchi per Chiesa che lascia il posto a Mirallas. L’ex Everton vicino al goal ma il portiere Gomis manda in angolo il rasoterra del belga. Espulsione dell’ex Kurtic per fallo su Veretout, ma l’arbitro di turno Ghersini si avvale del Var per cambiare la decisione in ammonizione. L’ultimo cambio tra gli applausi esce Pjaca per Eysseric.

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Nella parte finale ancora in evidenza i viola, Milenkovic anticipato dalla difesa avversaria, Simeone fermato prima del passaggio finale. Nei cinque minuti di recupero punizione degli ospiti di poco fuori, ma ancora i viola che chiudono in attacco con un tiro di Simeone non preciso. Al triplice fischio finale la festa viola con una vittoria netta e meritata che proietta la squadra al secondo posto, anche se momentaneamente, dietro la capolista Juventus.

Una Fiorentina che ha dimostrato di avere la mentalità e il carattere di poter affrontare qualsiasi avversario senza timori. Un gruppo che continua a crescere come collettivo con le premesse di essere solo all’inizio e poter migliorare ulteriormente. Dopo cinque gare una difesa impeccabile, il reparto più assestato, anche con lo sloveno Hanncko classe ’97 un’ottima alternativa, un Milenkovic che oltre a difendere è presente e determinante in zona goal, il capitano Pezzella un pilastro. Un plauso a Veretout che dopo poche gare si è calato nel nuovo ruolo creato dal mister, il fulcro del centrocampo.

La novità di questo inizio le cosiddette seconde linee, oltre la nota lieta del terzino sloveno, la prestazione di Mirallas entrato subito negli schemi e in partita. Buone soluzioni che il mister avrà a disposizione in vista del tour de force delle gare da disputare. Protagonisti assoluti i tre goleador, da Milenkovic una certezza, l’enfant prodige Federico Chiesa che continua ad entusiasmare anche se ancora non al massimo della condizione, il primo goal di Pjaca importante sia per il giocatore, sia per il modulo offensivo che potrà dare molte soddisfazioni a tutto l’ambiente.

Una gara che alla vigilia poteva portare qualche motivo di apprensione per la stanchezza fisica e mentale di tanti impegni ravvicinati, ma affrontata con impegno e personalità mai venuta meno nei ragazzi terribili di Pioli. Una squadra cinica e vincente come solo le grandi sanno essere, e ora l’esame Inter, l’ennesima prova da affrontare il prossimo martedì. Se “il buongiorno si vede dal mattino” abbiamo di che ben sperare.

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