Prima sconfitta e molti rimpianti

di Patrizia Iannicelli

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Dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali riprende il campionato con la quarta giornata. La Fiorentina è di scena al S.Paolo di Napoli nel secondo anticipo del sabato alle 18.00.

I viola scendono in campo con la divisa rossa in onore del quartiere di Santa Maria Novella, e il lutto al braccio per la scomparsa dell’ex difensore Giancarlo Galdiaolo. La formazione iniziale parte con il modulo del 4-3-3, tra i pali Dragowski che sostituisce Lafont fermo per infortunio, Milenkovic, Hugo, Pezzella, (cap.), Biraghi, Gerson, Veretout all’esordio dopo la squalifica, Benassi, Chiesa, Eysseric, Simeone.

Il Napoli si porta subito in avanti e attacca sulle fasce, ma la difesa dei viola è attenta e Dragowski non si fa sorprendere su un cross di Callejon. La prima azione dei viola parte da Eysseric che con un gran destro costringe il portiere avversario Karnezis in angolo.

Partita equilibrata con molto possesso palla da parte dei padroni di casa ma con gli ospiti che provano in contropiede.Il primo tempo termina a reti inviolate.

Nella seconda frazione di gioco il Napoli inizia con determinazione a mettere pressione agli avversari, i viola chiudono gli spazi. L’arbitro di turno Fabbri continua a non ravvisare e intervenire su diversi falli dei partenopei.

Al sessantesimo il primo cambio tra i viola esce Gerson per l’ingresso di Dabo. Bella parata di Dragowski che mette in angolo un cross di Insigne deviato. Il secondo cambio è l’entrata di Edimilson al posto di Veretout.

Grande azione di Chiesa che salta Rui Mario e crossa in mezzo per Benassi che non aggancia per poco. Al settantottesimo il vantaggio dei partenopei con un goal di Insigne, il pallone passa sotto le gambe di Pezzella e arriva in rete.

Un minuto dopo l’ultimo cambio per mister Pioli, esce Benassi per Pjaca, con il modulo che passa al 4-2-3-1. Al novantesimo ancora Dragowski protagonista su un tiro di Zielinski. Dopo quattro minuti di recupero termina la gara.

I ragazzi viola sotto il settore ospiti ricevono i cori e gli applausi dei circa trecento temerari tifosi che da Firenze hanno affrontato km. e caldo per sostenere la squadra gigliata. La prima sconfitta dei ragazzi di Pioli lascia molti rimpianti per come arrivata, contro un avversario tecnicamente più forte sulla carta, ma affrontato con impegno e alla pari per la maggior parte della gara.

Un pari poteva essere ottenuto, soprattutto per un buon primo tempo, anche se diversi sono i problemi da risolvere, a partire dal centrocampo : la posizione di Veretout davanti la difesa da rivedere o perfezionare, Benassi e Gerson in calo rispetto alle precedenti gare, l’attacco ancora non incisivo e privo del sostituto di Simeone.

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Nel secondo tempo si è vista una squadra rinunciataria e mai pericolosa che ha lasciato molti spazi agli avversari, che hanno amministrato il vantaggio per maggiore esperienza, i cambi arrivati in ritardo, i nazionali in affanno a livello mentale e fisico. Una squadra in processo di maturazione deve ancora acquisire i vari automatismi, tre gare ufficiali sono ancora poche per decifrare l’entità di questa nuova Fiorentina.

Diverse note liete della serata, da Eysseric considerato un esubero ma diventato un punto fermo della squadra, Dragowski che non ha fatto rimpiangere il portiere titolare, a Chiesa una certezza in fase offensiva. All’inizio del campionato non ha senso fare processi alla squadra più giovane del torneo, che per impegno e carattere non si è tirata indietro. Tra pochi giorni si torna in campo per il recupero contro la Sampdoria, lanciata e in piena forma, un test impegnativo per archiviare questa sconfitta e tornare a fare punti.

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