Le Vichinghe siamo noi

di Simone Borri

Lana Clelland in azione

Lana Clelland in azione

HJORRING – Ohrstrom, Guagni, Tortelli, Agard, Philtjens, Clelland, Kostova, Breitner, Parisi, Bonetti, Mauro. Stai a vedere se alla fine non dovremo impararcela a memoria questa formazione, come alcune maschili di qualche ano fa.

Firenze si risveglia con la bocca addolcita, dopo l’amaro inghiottito a collo torto per colpa della sconfitta della Fiorentina a San Siro. Le ragazze tornano dalla Danimarca con una qualificazione agli ottavi di Uefa Women’s Champion’s League su cui alla vigilia era lecito sperare, ma che per il modo in cui è stata conquistata era quasi pazzesco sognare.

Un anno fa, il match di ritorno a Hjorring era stato un gioco duro, che aveva voluto, come si dice, vedere le donne in faccia. Le donne viola avevano portato in fondo lo 0-0, dopo il 2-1 dell’andata a Firenze, ma al prezzo di cadere a terra stremate un attimo dopo il fischio finale. La Champion’s aveva dato le prime grandi soddisfazioni internazionali, ma si era rivelata un osso talmente duro da complicare da subito la stagione in cui la Fiorentina Women’s difendeva lo scudetto. L’impatto con il calcio europeo è tanta roba, ne sa qualcosa la Juventus femminile, che è stata sconfitta per 1-0 dal Brondby salutando subito la competizione e rendendosi conto del perché un anno fa era stato così facile staccare in classifica le concorrenti viola e volare a sua volta verso lo scudetto.

Il calcio europeo femminile è duro ormai come quello maschile. Se non di più, almeno per le italiane che arrivano con diversi anni di ritardo soprattutto nei confronti di un Nord Europa che da tempo ha riconosciuto il valore del calcio giocato dalle donne. A maggior ragione, l’impresa compiuta dalla Fiorentina nella ripetizione della sfida con il Fortuna (che qualcuno con umorismo tipicamente fiorentino propone ormai di ribattezzare Sfortuna) che l’urna di Nyon aveva proposto a distanza di un anno appare di valore assoluto. Stavolta sono state le vichinghe a subire una razzia devastante da parte delle donne del sud.

In un anno, la Fiorentina ha infatti invertito le parti clamorosamente. Le danesi, prima di incontrarla, non si erano mai fermate prima degli ottavi. Uno score rovinato dalle ragazze viola, che stavolta hanno finito in piedi, avendo regolato la questione con le avversarie già alla metà del primo tempo. A Hjorring pregheranno di non incontrare più la squadra di Firenze, che ormai pare aver colmato il gap con un calcio finora inevitabilmente più evoluto, più avanti.

A Firenze era stato uno show di Ilaria Mauro, un primo eurogol ed un raddoppio di rapina da grande opportunista dell’area di rigore. Nello Jutland, l’eroina della serata è stata Lana Clelland. Due gol in contropiede micidiale, il primo su palla rubata alle avversarie e fuga per la vittoria attraversoquasi metà campo, il secondo dieci minuti dopo su assist della Kostova, altro valore aggiunto di questa edizione 2018-19 delle Women’s viola.

La Clelland sembra avere grande spessore internazionale e dimestichezza con queste partite e la relativa pressione che esercitano. Il suo uno-due dà coraggio e consapevolezza a tutta la squadra, che nel resto della partita rischia solo un paio di volte. Ohrstrom rimane per lo più inoperosa, tranne nell’unica occasione in cui una avversaria, la Olar, le arriva sola davanti. La portierona viola è brava a chiuderle lo specchio della porta e a costringerla all’errore.

L’esordio stagionale di questa Fiorentina che ritenta la via della gloria su tre fronti si impreziosisce subito di questa grande prestazione e di questo grande risultato. La Fiorentina è tra le prime sedici squadre d’Europa, ormai si può dire stabilmente. Non è un dato meramente statistico, è un dato di sostanza. Qualunque avversaria le metta di fronte l’urna adesso, c’é da credere che non avrà vita facile, come del resto non l’ebbe il Wolfsburg l’anno scorso.

Per quanto riguarda il campionato, la sensazione è che queste ragazze abbiano nelle gambe e nella testa qualcosa di esplosivo, e che le soddisfazioni arriveranno anche lì. Questa formazione la risentiremo, e magari finiremo per impararla a memoria.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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