Saviano sì, Ultimo no

di Simone Borri

Il Capitano Ultimo

Il Capitano Ultimo

E’ Rita Dalla Chiesa, la figlia del generale ucciso dalla Mafia, a dare l’annuncio su Facebook. Il 3 settembre prossimo l’Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza personale (U.C.I.S.) del Ministero dell’Interno revocherà la scorta concessa a Sergio De Caprio, il Comandante Ultimo, l’uomo che arrestò Totò Riina.

Abbiamo raccontato da poco la sua storia, in occasione della ricorrenza del giorno in cui fu costretto a collocarsi a riposo, il 24 agosto 2015. Il racconto di una pagina di storia che ogni cittadino italiano degno di questo nome dovrebbe già conoscere, mandata a memoria come le vecchie lezioni scolastiche di educazione civica. Tutti sanno, o dovrebbero sapere, chi è e che cosa ha fatto il Comandante Ultimo per questo paese. Per noi.

A riprova di quanto annuncia, Rita Dalla Chiesa allega fotocopia della disposizione dell’U.C.I.S., chiosando con due commenti amari. Il primo è una coincidenza (se di coincidenza si tratta) che salta agli occhi colpendoli come uno sputo: il 3 settembre è giusto l’anniversario del giorno in cui morì la speranza degli italiani onesti, dell’attentato a Carlo Alberto Dalla Chiesa, suo padre, l’uomo che dopo aver sconfitto le Brigate Rosse era stato mandato in Sicilia per fronteggiare l’altro nemico mortale dello Stato italiano, della libertà dei suoi cittadini: Cosa Nostra. Prefetto di Palermo con poteri speciali che poi di fatto non gli vennero mai concessi, lasciandolo così alla mercé dei suoi assassini.

Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e sua figlia Rita, giornalista

Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e sua figlia Rita, giornalista

L’altra considerazione è di stretta attualità, chiama in causa il ministro Salvini e risuona come uno schiaffo sulla faccia già congestionata di tutti quegli italiani onesti che cominciarono a perdere la speranza il giorno in cui morì il generale, in via Isidoro Carini a Palermo, e un po’ alla volta l’hanno svanita del tutto, fino al giorno in cui gli uomini del ROS, il colonnello Mori, il capitano Ultimo, i ragazzi della CRIMOR gliela riaccesero clamorosamente catturando l’inafferrabile Capo dei Capi. «Perché Saviano sì e lui no?», chiede Rita Dalla Chiesa al ministro Salvini, che crediamo non farà mancare a lungo adeguata risposta.

Lo scrittore che campa di lauta rendita sull’unico libro scritto sulla Camorra campana è da tempo uno dei punti di riferimento di una sinistra che ha dimostrato di tenere assai poco alla dignità del nostro paese ed alla libertà dei suoi cittadini. Un signore che a fronte di meriti quantomeno discutibili si permette di andare in giro per il mondo scortato e riverito, soggiornando in posti tipo Manhattan e sbeffeggiando allegramente l’istituzione che gli mantiene impegnati 5 militari 24 ore su 24 a difesa della sua incolumità ritenuta a rischio, mentre lui gira video dove definisce il Ministro che gli organizza quel servizio di scorta un buffone. Quest’uomo è tra coloro che in questo momento inneggiano alla democrazia riconquistata sul molo di Catania a conclusione della vicenda Diciotti.

La nota dell'U.C.I.S. pubblicata da Rita Dalla Chiesa su Facebook

La nota dell’U.C.I.S. pubblicata da Rita Dalla Chiesa su Facebook

L’altro, il Comandante Ultimo, è un uomo che in silenzio e con i fatti, rischiosissimi fatti e dalle conseguenze ancora più rischiose per lui, ha difeso in una ormai lontana stagione in cui tutto sembrava perduto quella democrazia che oggi permette ad un mediocre scrittore di soggiornare in vetta alle classifiche dei best sellers e dei video più gettonati di Youtube con i suoi insulti e le sue sciocchezze farneticanti rivolti non solo a Salvini ma a tutto il popolo che rappresenta.

Roberto Saviano

Roberto Saviano

Se Massimo Cacciari dal canto suo può permettersi di andare in televisione a definirci tutti dei pezzi di merda, se Roberto Saviano può sorridere ironico e beffardo mentre ci definisce tutti dei buffoni, se viviamo in un paese in cui tutto sommato ci è consentito di ignorarli, lo dobbiamo a Sergio De Caprio nome di battaglia Ultimo. Nessuno lo dimentichi. Lasciamo pure la scorta allo scribacchino, se chi di dovere valuta che il costo per i contribuenti sia giustificato. Ma manteniamo anche quella dell’eroico servitore di questo Stato che se ancora si chiama Stato e non Mafia o Camorra lo deve a lui e a pochi altri.

Ci auguriamo che quel foglio pubblicato da Rita Dalla Chiesa sia frutto di una svista dovuta essenzialmente alla burocrazia ministeriale. E non abbiamo dubbi che il Ministro Salvini, se sarà lasciato libero di lavorare, porrà rimedio opportunamente a questa svista. A questo oltraggio a tutta la nazione italiana.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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