Gli asini che volano nel ciel

di Simone Borri

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Sessantun’anni senza Ollio, o Babe, come lo chiamavano gli americani. Era nato ad Harlem in Georgia il 18 gennaio 1892, un gentiluomo del Sud figlio di un veterano della Guerra di Secessione. Nel 1926 aveva incontrato negli Studios di Hal Roach a Hollywood, Los Angeles, colui che non è esagerato definire l’altra metà della sua anima”, Stan Laurel, Stan per gli americani, Stanlio per gli italiani. Da allora, la coppia più leggendaria del cinema di tutti i tempi aveva scavato la sua nicchia nel cuore di tutti, grandi e piccini.

Doppiati da Carlo Dapporto e Alberto Sordi, Stan e Babe riuscirono a forzare perfino la censura fascista – che vietava la diffusione di prodotti culturali esteri – e pare che perfino Mussolini si concedesse proiezioni private di loro film, ridendo a crepapelle delle loro gags.
Negli anni 80, dopo che per decenni Stanlio e Ollio avevano allietato i pomeriggi di varie generazioni di bambini (per non parlare delle Feste Natalizie, che acquistavano un senso tutto particolare grazie alle loro comiche ed ai cartoni animati di Walt Disney), la RAI dedicò loro uno speciale, la prima sistemazione antologica dell’opera omnia di Stan laurel & Oliver Hardy. A quell’epoca, se n’era andato da tempo anche Stan (il 23 febbraio del 1965 a Santa Monica, Ollio si era spento a North Hollywood l’8 agosto 1957, la California hollywoodiana era rimasta la loro casa ). Lo speciale terminava con queste parole, sui fotogrammi finali dei Diavoli Volanti, con Stanlio che si avvia da solo a compiere l’ultimo tratto del percorso della sua vita dopo la dipartita di Ollio: «La loro favola bella era finita, la leggenda era appena incominciata».

Dopo di allora, tante repliche, all’infinito, sulle quali ridere ogni volta a crepapelle come se fosse la prima volta. Tanti tentativi di imitazione, e di celebrazione. Citiamo per tutti lo struggente Triste, solitario y final di Osvaldo Soriano. Lo scrittore argentino è stato colui che forse ha reso più giustizia a questi due eroi di un mondo che non esiste più, se non in quella nicchia protetta all’interno dei nostri cuori.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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