L’anno che sta arrivando

di Simone Borri

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FIRENZE – Prima o poi le devi affrontare tutte. Sì, ma il sorteggio non ci ha voluto bene. Tra questi due consueti luoghi comuni si avvicina l’inizio della stagione calcistica 2018-19, anzi già cominciata con il preliminare di Europa League tra Atalanta e Sarajevo. Quello che fino alle ore 12,00 del giorno 20 luglio avrebbe dovuto giocare la Fiorentina, poi si è pronunciato il Tas, riportando la situazione a quell’ignominioso 5-1 di San Siro, ultima giornata del campionato precedente.

Già, la Fiorentina. Che poi – curiosità a parte per l’esordio nella nostra serie A di un campione stratosferico come Cristiano Ronaldo – è quello che ci interessa, e poco altro. L’esordio è duro, Marassi sponda Sampdoria. Soprattutto perché la Samp si sta rafforzando, mentre la Fiorentina non si sa che sta a fare, a parte candire.

Il calciomercato è fermo a Ceccherini, come i film di Leonardo Pieraccioni. Pjaca vuole Firenze, ma lo prenderà proprio la Samp, e stai a vedere se non ci segna il primo gol del campionato. Pasalic è in direzione Bergamo (qualcuno, che lo ha avuto, dice meglio così….). Della ribongia di nomi che occupa quotidianamente le testate sportive abbiamo perso il filo, e francamente pare ci sia poco da dire.

Si ricomincia il 18 agosto. A poco più di 20 giorni dall’avvio, e dalla fine delle contrattazioni, siamo al solito punto. Il tesoretto va a bilancio, pare ci comprino o ci facciano il nuovo centro sportivo. L’autofinanziamento dal braccio retrattile ha prodotto un portiere di belle e francesi speranze ed un difensore del Crotone, squadra che non pare aver avuto una gran difesa nella scorsa stagione.

Le devi incontrare tutte, e tutto dipende da quante ce ne sono più forti di te. Tutte o quasi si stanno dando da fare, per dirne una la Lazio ha preso Badelj – che a Firenze non ha ancora il sostituto.

Alla seconda giornata, sopravvissuti o meno a Marassi, c’é il Chievo, sopravvissuto o meno a CR7. Poi l’Udinese, da cui non ci riesce – udite, udite – di acquistare De Paul. Dice De Laurentiis che i della Valle sono braccini. Parafrasando il Marc’Antonio di Shakespeare, De Laurentiis è un uomo d’onore…. Come dire: può mai mentire?

La quarta giornata è a Napoli, e a quel punto ne dovremmo sapere di più sul nostro destino. La squadra è quella dell’anno scorso, qualcosa in più ma più facile qualcosa in meno. Ad ogni raduno si invoca lo sfortunato capitano, Davide Astori, ma è difficile che la buonanima possa produrre altri miracoli nella nuova stagione, pace all’anima sua.

Spal in casa alla quinta, e poi San Siro nerazzurra. Atalanta in casa alla settima, poi trasferta romana sponda Lazio. Anche se Badelj ci risparmia il gol dell’ex, quanti punti avremo in classifica la sera del 7 ottobre?

Nona giornata, Cagliari al Franchi. Decima in casa del Torino. Undicesima, arriva la Roma. Dodicesima, si va a Frosinone. Tredicesima, derby dell’Appennino, a Bologna. Quattordicesima, arriva lei, a farci visita. Anche se lascia a casa Cristiano, l’impressione è che sarà dura.

Continuiamo? Quindicesima in quel di Sassuolo. Sedicesima, ci fa visita l’Empoli. Diciassettesima, si fa visita noi al Milan. Diciottesima, viene il Parma. Diciannovesima, di nuovo a Marassi, stavolta sponda rossoblu. Difficilmente a quel punto saremo campioni d’inverno.

Le devi affrontare tutte, e c’é ancora una parte della tifoseria che ha fiducia nei miracoli societari, anche quelli in salsa pugliese. Pare di poter dire, senza che nessuno si risenta, che con una campagna acquisti fino a questo momento del livello di quella che portò da queste parti Zagano si finirà per andare da poche parti.

E meno male – ribadiamo – che il Tas ci ha sollevato dall’obbligo di andare a fare figuracce anche fuori dei confini nazionali.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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