ULTIM’ORA: LA FIORENTINA SU CRISTIANO RONALDO

di Simone Borri

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FIRENZE – Bruno Gaspar allo Sporting Lisbona, il calciomercato 2018 della Fiorentina comincia con una vendita. E come te sbaji? direbbe qualche lettore se fossimo a Roma. Ma siamo a Firenze, e ci limitiamo ad un lapidario: nova…….

Non sai se fare i complimenti a Corvino perché fare plusvalenza in questo caso non era facile (non ce ne voglia il buon Bruno, medaglina, obrigado e arriedecci, avrebbe detto uno di noi che non c’é più….) o cominciare a preoccuparti.

Come al solito, i mezzi di informazione cittadini più che schiarirti le idee ti gettano in confusione. Cominciata l’operazione sfoltimento, si legge da qualche parte. Ma come, non era cominciata l’anno scorso? Son tre stagioni che si va avanti a botte di attivi da 30 e più milioni d’euro, l’anno scorso il monte ingaggi è sceso a quello da undicesimo posto (posizione occupata dalla Fiorentina – meritatissimamente – al momento della disgrazia di Davide Astori, evento che ha costituito l’unica vera plusvalenza morale e tecnica, purtroppo, della stagione appena conclusasi).

C’é da sfoltire ancora? Davanti all’UEFA pende il giudizio sulla situazione del Milan, che rischia di vedersi annullare la qualificazione alla prossima EL. In tal caso, Atalanta dentro senza preliminari, Fiorentina spedita ai primi di luglio in qualche amena località del continente a fare quei preliminari al posto suo. Con conseguente stravolgimento della campagna acquisti (com’é noto, servono due squadre o quasi per reggere botta su due fronti, almeno da qui a Natale). E questi sfoltiscono?

Al netto delle fantasmagoriche notizie con cui ci siamo trastullati fino ad adesso, dall’interesse per Balotelli alla trattativa per El Shaarawy (gente che da sola guadagna quasi quanto tutta la rosa attuale della Fiorentina) fino alle offerte per Chiesa, l’ultima delle quali a sentire certe fonti sarebbe il doppio quasi di quella per Bernardeschi (stesso offerente, ovviamente), la sensazione è che a Viale Manfredo Fanti siano – come già altre volte – in pieno marasma.

Da Casette d’Ete non giunge alcun segnale di cambio strategia: autofinanziamento, arrangiatevi. Che si vada in Europa o che si resti a San Piero a Sieve. Che si venda il pezzo pregiato o che si resista alle Sirene come Ulisse, magari legandosi a qualche albero (ci crediamo poco). Che si faccia l’acquisto di nome magari in prossimità dell’avvio della campagna abbonamenti o che si punti ancora su giovani di belle speranze e di probabili plusvalenze.

Diciamoci la verità, di un progetto – per usare una terminologia tanto cara al gruppo Tod’s – non c’é nemmeno l’ombra. Magari arriva anche il Faraone (abbassandosi l’ingaggio e dimenticandosi di aver appena giocato una semifinale di Champion’s) ma è una operazione di pura immagine, come quando fu fatto venire a Firenze l’ingegner Winkler per studiare il piano del traffico, ben sapendo che nessuno aveva voglia poi di adeguare i nostri strumenti urbanistici alle sue raccomandazioni.

In una città alle prese con i primi caldi e con il casino (ampiamente preventivato, come il bilancio della Fiorentina) della Tramvia, molti avrebbero tanta voglia di fuggire verso un sogno. Rimane Chiesa, arriva il Faraone, la Juve ci presta Plaça, vedrai che squadrone.

Sì. E il portiere? E il terzino? E il mediano? E un’altra punta? E lo stadio? E il centro sportivo?

E pinco palle. Tra otto mesi l’amministrazione Nardella va a casa, ed è facile pensare che non firmerà più nemmeno una concessione per utilizzo di suolo pubblico. Al resto ci pensa Corvino, sentito Cognigni.

Peggio mi sento.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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