L’Editto di Milano, Roma diventa cristiana

di Simone Borri

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Lapide nella chiesa milanese di San Giorgio al Palazzo, attigua ai resti del palazzo imperiale, sede dell’incontro tra Costantino e Licinio

«Noi, dunque Costantino Augusto e Licinio Augusto, essendoci incontrati proficuamente a Milano e avendo discusso tutti gli argomenti relativi alla pubblica utilità e sicurezza, fra le disposizioni che vedevamo utili a molte persone o da mettere in atto fra le prime, abbiamo posto queste relative al culto della divinità affinché sia consentito ai Cristiani e a tutti gli altri la libertà di seguire la religione che ciascuno crede, affinché la divinità che sta in cielo, qualunque essa sia, a noi e a tutti i nostri sudditi dia pace e prosperità».

L’Imperatore Costantino, che aveva da poco trionfato a Ponte Milvio a Roma sconfiggendo Massenzio ma che non aveva ancora trasferito la capitale imperiale a Bisanzio sul Bosforo, nel 313 d. C. aveva ormai le idee chiarissime sul riassetto dell’Impero. Soprattutto su una cosa: la vecchia persecuzione inflitta dai suoi predecessori ai Cristiani non aveva più senso, sia perché il loro numero aumentava lo stesso e perseguirli significava ormai mettere al bando una fetta consistente della cittadinanza romana, sia perché quella religione e la struttura della Chiesa la cui nascita aveva favorito apparivano strumenti essenziali ed irrinunciabili per rinvigorire l’Impero. I Cristiani, lungi dall’essere nemici dello stato, ne potevano diventare il principale sostegno.

Il 13 giugno del 313, secondo il calendario giuliano, Costantino ed il suo collega orientale Licinio (alla fine del secolo precedente l’Impero Romano era stato diviso in due parti, essendo la sua estensione diventata tale da non consentirne più il governo accentrato a Roma) promulgarono insieme l’Editto di Milano, così chiamato dal nome della città eletta capitale provvisoria dell’Impero d’Occidente in cui si erano incontrati.

L’Editto in sostanza metteva fine a tre secoli di persecuzioni contro i seguaci di Cristo ed equiparava la nuova religione a tutte le altre professate nell’Impero Romano. Era un Editto di tolleranza, anche se Costantino lo attuò spingendosi ben oltre, adottando (per motivi squisitamente strumentali, di governo) il culto cristiano e così facendone di fatto la religione predominante, praticamente ufficiale dello stato romano.

Quando dodici anni dopo al Concilio di Nicea la Chiesa cristiana si riunì (finalmente alla luce del sole) per dare una sistematicità definitiva alla propria dottrina ed alla propria organizzazione, a presiedere quell’assemblea i vescovi si ritrovarono nientemeno che l’Imperatore, quel Costantino al quale il Cristianesimo devo molto se non tutto, e la cui storia ufficiale comincia appunto con l’Editto di Milano.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Lavora nella pubblica amministrazione. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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