La Toscana non è più rossa

di Simone Borri

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FIRENZE – Si è appena spenta l’eco dell’esternazione dell’ultimo testimonial reclutato dalla Sinistra alla FruttaClaudio Amendola nella circostanza in prestito da parte di Bet365 nota agenzia internazionale di scommesse e gioco d’azzardo legalizzato («non voglio vivere in un paese che chiude i porti») – e Giovanna Botteri non ha ancora mandato in onda sulla RAI il suo servizio da New York dove le 500 persone circa che manifestano contro la politica di tolleranza zero di Donald Trump verso i migranti messicani appaiono moltiplicate da qualche abile cameraman in migliaia, milioni come i pani e i pesci di una celebre parabola evangelica.

Ed ecco che arrivano le prime proiezioni, confermate poi ad abundantiam dai risultati definitivi, sui ballottaggi delle elezioni amministrative comunali che a quasi un mese di distanza dall’insediamento del primo storico governo Lega – 5Stelle costituivano il primo banco di prova del nuovo corso instaurato da Giuseppe Conte, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. E’ una valanga per il centrodestra che sfonda per la prima volta nelle roccaforti storiche della Toscana e dell’Emilia rosse. E’ una ecatombe per il PD, che salva soltanto sei dei comuni nei quali si votava, un solo capoluogo di Regione, Ancona, e stando così le cose (ma dalle prime dichiarazioni dei suoi esponenti pare proprio di sì) vede avvicinarsi il momento in cui il medico legale sarà costretto a redigerne il certificato di morte.

Non è stato dunque un gioco d’azzardo, con buona pace di Claudio Amendola, quello di Matteo Salvini, che sta portando la Lega (ex Lega Nord) ad una dimensione nazionale e trionfale impensabile quando l’attuale segretario ne ereditò la guida da Umberto Bossi.

Il centrodestra a trazione leghista cancella il colore rosso dalla carta geografico-politica della Toscana, ed è un giorno atteso da tanta gente che non ne può più, oltre che storico. Massa, Pisa e Siena passano in blocco nel suo campo, e fa scalpore soprattutto il cambio storico nell’amministrazione della Città del Palio, sempre di sinistra fin dall’indomani della Liberazione.

Matteo Salvini sui Lungarni a Pisa, dove ha concluso la lunga campagna elettorale

Matteo Salvini sui Lungarni a Pisa, dove ha concluso la lunga campagna elettorale

Dopo essersi vista quasi distruggere il fiore da sempre orgogliosamente esposto all’occhiello, la più antica banca tutt’ora in attività della storia del mondo intero, il Monte dei Paschi, dopo essersi vista cancellata una squadra di basket che era diventata altrettanto leggendaria con il suo record (fastidioso per qualcuno) di vittorie, la Mens Sana, e ridotta ai minimi termini una squadra di calcio stabilmente in serie A per oltre un decennio, la Robur, Siena ha finalmente avuto uno scatto di orgoglio e di insofferenza, mandando a casa la pluridecennale e disastrosa amministrazione rossa che anche in questa circostanza aveva mobilitato tutte le risorse possibili (compreso il redivivo ex sindaco Pierluigi Piccini) raschiando il fondo del barile e che tuttavia si è dovuta fermare al 49,2%.

Il nuovo sindaco Luigi De Mossi governerà grazie ad un pugno di voti in più, 378, che gli saranno però sufficienti. Come Michele Conti a Pisa, città evidentemente stanca tra le altre cose di ritrovarsi trasformata in una specie di Bronx dove bande etniche di delinquenti spacciati per migranti e risorse economiche si affrontano ogni sera a colpi di coltello. Come Francesco Persiani a Massa, città dove la crisi economica ha picchiato ancora più duro che altrove, e dove la sinistra ha saputo dare le solite risposte inesistenti quando non dannose.

Buone notizie, per chi aspettava il cambiamento, anche dall’Umbria dove la rossa Terni passa al centrodestra. In Emilia significativa affermazione dei Cinque Stelle a Imola, città che non cambiava colore dal 1944. Vittoria anche ad Avellino, e risultati contraddittori altrove, tra i quali spicca la perdita del Terzo Municipio di Roma. Per il movimento di Luigi Di Maio evidentemente più che le buone prime uscite del governo nazionale (nell’ambito del quale le deleghe assunte dai 5Stelle necessitano di tempi più lunghi per produrre risultati di quelle assunte dalla Lega) pesa al momento una certa difficoltà a mettersi in sintonia con la realtà delle amministrazioni locali che proprio la gestione della Capitale ha evidenziato, nei due anni di Giunta Raggi.

Il Ministro dell'Interno a bordo dell'aereo militare che lo ha portato in Libia

Il Ministro dell’Interno a bordo dell’aereo militare che lo ha portato in Libia

I dati più eclatanti sono dunque due: il tonfo della sinistra ed il capolavoro di Matteo Salvini, che stamattina parte per la Libia (ed una auspicata soluzione della questione degli scafisti e del traffico di esseri umani più o meno legalizzato) forte di un successo che lo colloca nella storia politica italiana già fin dai primi giorni della sua attività di governo. «Più la sinistra insulta, più i cittadini ci premiano», scrive stamattina il Ministro dell’Interno sul suo profilo Facebook. La lega che non è più Nord, con il suo slogan prima gli italiani pare ormai in grado di mettere a tacere qualunque battage pubblicitario messo in campo da avversari sempre più in rotta, che sopravvivono ormai soltanto confinandosi in qualche realtà alternativa, in qualche universo parallelo. E da oggi anche in quella Guantanamo, quel ridotto della Valtellina che è per loro il Comune di Ancona, ultima riserva come quelle dei Navajos in Arizona visitabile da turisti che vogliano vedere gli ultimi esemplari di una specie che – a differenza dei Navajos e degli altri pellirosse – era quasi riuscita lei a sterminare tutte le altre. Ed è stata grazie a Dio fermata in tempo.

Prossimi appuntamenti elettorali, le Comunali nella primavera del 2019 e le Regionali nel 2020. A Firenze ed in Toscana specialmente dovrebbero uscire risultati interessanti, di tendenza. Soprattutto se gli amministratori uscenti sono sempre dell’idea di scambiare i problemi reali della gente con marce e manifestazioni contro l’aria fritta o di farsi scattare foto che qualcuno adesso magari vorrebbe che non avessero mai girato in pubblico.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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