“Semplici” ed essenziali, la Spal ferma la Fiorentina

di Simone Borri

DanieleOrsato180416-001

FIRENZE – E’ la domenica in cui l’ora segnata dal destino dovrebbe battere finalmente sul cielo della patria. Un cerchio disegnato da strumenti più mistici (o comunque psicologici) che tecnico-tattici dovrebbe ritrovarsi quadrato, con il Milan che ospita a Milano un Napoli all’ultima chiamata per lo scudetto e con la Fiorentina che ospita una Spal alla penultima, se non ultima chiamata per la serie A.  L’aggancio al sesto posto e ad una Europa League probabile se non sicura sembra ormai scritto nei libri sacri del campionato.

Una squadra che ormai si sente invincibile perché gioca in dodici, con il dodicesimo che gioca dall’alto dei cieli, non avverte le insidie nascoste nella trentaduesima giornata di serie A, quella che nei pronostici (troppo facili) di tutti dovrebbe allungare la striscia magica – e mistica – alla settima vittoria consecutiva. Sembra quasi che la simpatica Spal dell’ancor più simpatico, poiché enfant de notre pays, Leonardo Semplici venga di qua dall’Appennino a fare una gita di piacere. La Fiorentina di Pioli, che trasforma in oro tutto ciò che tocca da un mese e mezzo a questa parte, a prescindere dalla formazione in un modo o nell’altro non può non avere ragione dei ferraresi, dopo aver messo sotto perfino chi ha messo sotto a sua volta il Barcellona.

Peccato che questa Spal non sia soltanto una squadra simpatica, ma una squadra altresì che ha dimostrato nella conquista della serie A e sta dimostrando adesso nella sua difesa di essere una provinciale di extra lusso, e come tale di poter costringere questa Fiorentina – che dall’inizio della stagione indichiamo come provinciale di extra lusso a sua volta e che ha cominciato a volare, fattori soprannaturali a parte, allorché il suo allenatore l’ha registrata come tale – a giocare a specchio.

Il mister Semplici, insomma, ha tutte le intenzioni di ricordarsi di essere fiorentino soltanto al novantesimo di questa partita, ha le competenze tecniche e le motivazioni per fare lo sgambetto alla sua squadra del cuore, ha i giocatori giusti per farlo. Hanno già fermato la Juventus, se può valere come referenza. In quella circostanza, per dirla con Buffon, non ebbero nessuna sensibilità. E non ne avranno nemmeno oggi.

La Fiorentina da parte sua ci mette tanto, a cominciare dalla classe in crescita esponenziale di Federico Chiesa a quella ritrovata di Riccardo Saponara. Le occasioni da rete della squadra viola sono talmente tante da far perdere il conto. Da quella iniziale confezionata dal primo per il secondo dei suddetti già al terzo minuto, a quella finale mangiata da Pezzella al terzo minuto di recupero sempre su invito dell’inesauribile Chiesa jr., ne abbiamo registrate almeno venti, tra grandi e piccole, nette o abbozzate, su palla in movimento o calcio da fermo. La Spal di contro ne mette a referto almeno quattro, compreso l’episodio del rigore concesso dall’arbitro Orsato al nono del primo tempo e poi revocato dalla Var.

Nella circostanza, oltre al tuffo in area del tarantolato ex Felipe che meriterebbe un posto d’onore nella celebre rubrica di Militello a Striscia la Notizia, si registra il divertente siparietto della Fiesole che richiama la recente attualità internazionale indirizzando al direttore di gara il goliardico coro di insensibile. Per fortuna, l’uso corretto della tecnologia esistente risolve la situazione e l’episodio va in archivio soltanto per il folclore.

Ma quello che non si risolve è la partita dal punto di vista dei padroni di casa, almeno in ottica europea. Delle venti occasioni e forse più che ad un certo punto smettiamo di contare, il minimo comun denominatore è dato da quel celebre detto locale: ad ogni poeta manca un verso.

Quando il cross è lungo, quando l’attaccante è in ritardo, quando lo stop è impreciso, quando ci si mette il filo d’erba, insomma alle pregevoli giocate degli avanti viola finisce sempre per mancare la finalizzazione, il killer instinct, quella cattiveria agonistica la cui mancanza è il tratto distintivo di questa Fiorentina prima e dopo il dramma che ha segnato lo spartiacque stagionale. Con Simeone che sembra lontano parente di quello che ha risolto le due trasferte precedenti e nessuno dei suoi compagni che possa supportarlo quanto a senso della porta, alla fine lo 0-0 è un segno del destino altrettanto forte di quelli che volteggiavano nel cielo di Firenze subito prima della partita.

Il paradigma di questi match è e resterà sempre quel Fiorentina- Pescara della Befana 2013, con i viola che giocarono a una porta sola, Perin che – come e più del Meret odierno – parò di tutto e di più, consentendo ai suoi di sopravvivere e addirittura di vincere la partita in contropiede. Per fortuna oggi, rigore mancato a parte, la Spal si affaccia di rado in area viola, preoccupata com’è di non scoprirsi, e quando lo fa non crea mai nulla di eclatante.

AlexMeret180416-001

E’ la giornata dei portieri. Il napoletano Dommarumma spezza il sogno del Napoli di interrompere l’egemonia juventina sul campionato italiano. L’udinese trapiantato ferrarese Alex Meret (ma quanti talenti nascono in Friuli, dopo quello Scuffet che si mise in mostra proprio a Firenze qualche anno fa! potenza del settore giovanile e di chi ci crede…..) spezza forse il sogno della Fiorentina di agguantare un Milan che delle sei che precedono sembrava l’unica forse a portata di mano, e che invece resta più su di due punti. A Firenze adesso arriva la Lazio, appaiata al terzo posto alla Roma. Da qui alla fine sarà un lungo derby capitolino, dopo quello giocato ieri e finito 0-0 anch’esso, e i biancocelesti laziali non vorranno concedere nulla agli avversari diretti e indiretti, a cominciare da mercoledi prossimo.

Per chi crede nel soprannaturale, se ci sono angeli in paradiso che spingono questa Fiorentina verso il suo destino stagionale, al prossimo turno di campionato dovranno fare gli straordinari.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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