Il meglio Fico del bigoncio

di Simone Borri

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Non riesco proprio ad appassionarmi alla vicenda umana e politica di Roberto Fico, neo presidente della Camera dei Deputati.
Che abbia rinunciato all’indennità aggiuntiva di presidente può essere suggestivo, ma si soggiace facilmente alle suggestioni quando il tuo 730 dichiara un reddito di centomila euro all’anno (novantottomila per la precisione, il Fico ci tiene).
Che vada al lavoro in tram è parimenti suggestivo, senonché il Fico sa benissimo che il fotografo (magari, chissà, su appuntamento?) aspetta di immortalarlo, e proprio non ce la fa ad evitare di volgere il faccione verso l’obbiettivo. Nè a spiegare come mai nelle stesse ore il collega di partito Alessandro Di Battista sia visto parcheggiare l’auto privata nell’area riservata ai parlamentari di Montecitorio, dei quali per sua scelta non fa più parte.
Non mi piacciono i Fico, istintivamente. Ho imparato a diffidare di loro fin dall’apparizione dei primi prototipi, negli anni settanta. Gente da Movimento Studentesco, che non avrebbe combinato nulla allora e non combina nulla tutt’ora, ma che è bravissima a spendere la propria immagine quando si tratta di aprir bocca. Che arriva regolarmente in posti di comando, non avendo avuto a differenza di altri da perdere tempo a lavorare sul serio. E poi alle donne piace….

La principessa di Danimarca

La principessa di Danimarca porta i bambini a scuola

Molto più suggestiva, per i miei gusti da nordico nato per sbaglio al sud, Mary Elizabeth Donaldson principessa erede al trono di Danimarca, che va a lavorare – sul serio – tutte le mattine in bicicletta, e con la stessa bicicletta porta a scuola i figli. E’ una cosa talmente normale per i danesi che le uniche foto che alla principessa vengono scattate sono quelle dei turisti, non di paparazzi su appuntamento. (P.S. la principessa va a lavorare davvero, il Fico di cui sopra a stretto rigor di termini ha ancora da cominciare).
Sono stato uno dei primi sostenitori del diritto democratico dei Cinque Stelle a governare se vincitori delle elezioni, e sono stato uno dei primi a pensare che non abbiamo altra via d’uscita se non un governo Cinque StelleLega.
Ma per l’amor di Dio, non mi si vengano a spacciare certi atteggiamenti per il nuovo che avanza, la virtù che prevale, l’avvento dei Buoni e dei Santi che scacciano il Male (tutti gli altri). Troppi ne ho visti di faccioni alla Fico, con quel sorriso da fregnone che vorrebbe far passare da fregnone te.
Alla fine sono sempre stati altri a lavorare al posto loro, non hanno mai concluso nulla, e di loro rimane solo qualche bel gesto, spettacolare ma altrettanto inutile. E qualche post su Twitter o Facebook dove cercano di accreditare l’immagine di se stessi come gli unici bravi, onesti e intelligenti.
Lavora, bel Fico. E concludi qualcosa. E poi casomai discutiamo se quei centomila (pardon, novantottomila) che ti porti a casa comunque sono tanti o pochi. Alla RAI manco si sono accorti che c’eri.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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