Principi del Galles

di Simone Borri

Lo stemma dei Principi di Galles

Lo stemma dei Principi di Galles

Nei secoli trascorsi tra la conquista sassone e quella normanna dell’Inghilterra, il Galles era diventato l’ultima ridotta dei Britanni, i Celti abitanti originari dell’isola prima dell’arrivo delle legioni di Giulio Cesare. Cymru, in latino Cambria, poi Wales con l’affermarsi della componente sassone della lingua inglese, era rimasta sostanzialmente inespugnata e indipendente – scampando perfino alle razzie vichinghe – fino a quasi tutto il tredicesimo secolo.

Il Principe di Galles era stato il più potente dei governatori della regione aspramente montuosa, di volta in volta scelto in ragione della sua forza e non di un vero e proprio diritto di successione. I Britanni superstiti del Galles non avevano una vera e propria unità politica, e questo finì per costare loro l’indipendenza. Edoardo I Plantageneto fu il primo monarca inglese a realizzare – anche se per poco tempo – il sogno del mitico re Alfredo il Grande, di unificare l’isola che i sassoni avevano chiamato England come nemmeno ai Romani era riuscito a fare. Negli anni ottanta del tredicesimo secolo, Edoardo sottomise i gallesi e riuscì a fare altrettanto con gli scozzesi, malgrado le rivolte di William Braveheart Wallace e di Robert Bruce non gli dessero mai un reale momento di tranquillità fino alla sconfitta di Bannockbourn nel 1314.

Ma in Galles la corona inglese riuscì a mettere in qualche modo radici. Edoardo fu abile a guadagnarsi un certo sostegno tra i Celti delle montagne ad ovest, ridando vitalità al titolo di Principe di Galles da tempo in disuso. E promettendo di conferirlo ad un nobile rampollo locale che non parlasse l’inglese. I gallesi esultarono credendo di vedere finalmente l’ascesa di un loro signore su di un loro trono, ma il furbo Edoardo gelò loro ogni entusiasmo nominando il proprio figlio omonimo, il futuro Edoardo II, che era nato da pochi mesi e che pertanto non era in grado di parlare alcuna lingua, men che meno l’ostico gallese. Ed essendo nato a Caernarfon nel nord-ovest della terra chiamata Cymru dai suoi abitanti, essi non potevano obbiettare – formalmente – sul suo buon diritto in base alle promesse reali.

Nacque così il titolo di Principe di Galles come lo conosciamo tutt’oggi. Dal 7 febbraio 1301, giorno in cui l’erede Plantageneto fu beffardamente insignito del titolo, al 26  luglio 1958, giorno in cui fu nominato l’attuale possessore del titolo stesso Carlo primo figlio maschio di Elisabetta II (ma l’investitura avvenne solo il 1° luglio 1969, al raggiungimento della maggiore età dell’erede), con esso è stato designato di diritto l’erede al trono presunto, a decorrere dallo stesso giorno in cui il genitore o la genitrice ereditano la Corona.

Futuri re e futuri principi, Carlo con il figlio William

Futuri re e futuri principi, Carlo con il figlio William

Così, Charles Windsor, nato il 14 novembre 1948, è Principe di Galles di diritto dal 6 febbraio 1952, giorno in cui venne a mancare suo nonno Giorgio VI e sua madre Elisabetta divenne automaticamente regina di Gran Bretagna. A proposito della quale, da notare che la legge che regola la successione al trono nel Regno Unito prevede la linea ereditaria femminile in caso di assenza di eredi maschi fin dai tempi di Elisabetta I Tudor (una norma innovativa con cui gli inglesi salvarono la loro indipendenza dalle grandi potenze di allora, soprattutto la Spagna di Filippo II). In tal caso però, ed è stato il caso proprio di Elisabetta, la futura regina non viene insignita del titolo di principessa del Galles perché sarebbe un declassamento. Il titolo spetta infatti alle principesse consorti degli eredi maschi. Elisabetta, come Vittoria prima di lei e come l’omonima di quattro secoli prima, sarebbe stata regina di diritto dinastico, e non acquisito per matrimonio.

Il figlio Carlo, l’attuale Principe, si può fregiare di un record analogo e conseguente a quello della madre. Con i suoi 66 anni di principato ha superato abbondantemente Edoardo VII erede della regina Vittoria, che si fermò a 60. Per Carlo, che quest’anno compie 70 anni, c’è ancora comunque da attendere. Dio ha tutte le intenzioni, a quanto sembra, di continuare a salvare la Regina.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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