Aggrappati al Var

di Simone Borri

FiorentinaJuventus180210-002FIRENZE – Sgombriamo subito il campo dagli equivoci, e cioè dalla situazione equivoca che quando si gioca contro la Juventus, a torto o a ragione, non manca mai. Il rigore prima concesso e poi revocato alla Fiorentina da Guida dopo consultazione Var è di quelli che si possono dare, e anche non dare. E’ di quelli su cui si può stare a discutere da qui all’eternità. E su cui nessuno, a seconda del fronte in cui milita, cambierà idea. Var o non Var.

L’abbiamo detto mille volte e lo ripetiamo, in un paese dove la cultura sportiva sostanzialmente non esiste, non c’è tecnologia che tenga. Abbiamo detto altrettante volte che il regolamento del gioco del calcio ormai è diventato, grazie alla sagacia di chi ha governato e governa il movimento negli ultimi anni, più complicato e inapplicabile di una direttiva comunitaria. Da Simeone a Benassi ad Alex Sandro le situazioni da considerare per Guida & C. sono tante, infinitesimali e nessuna del tutto assoluta, netta, tale da togliere dubbi di sorta anche se analizzata al microscopico atomico.

Ciò detto, come sempre ci interessa la sostanza. E la sostanza, almeno a parere nostro, spiacerà al colore viola, ma è questa. Un episodio che capita al 18’ del primo tempo non sarà mai decisivo, per quanto controverso. Avesse Veretout trasformato quel rigore che ha atteso per quattro minuti invano di battere, alla Juventus restavano 70 minuti circa più recupero per ribaltare il punteggio. E come abbiamo visto, purtroppo, con questa Fiorentina era abbondantemente in grado di farlo.

Il fatto è che la Fiorentina ha fatto il massimo, e come era lecito attendersi quel massimo non è stato all’altezza del minimo della Juventus, che ha finito per vincere senza grande sforzo. Liquidiamo subito anche il discorso Bernardeschi. La F.C. Juventus è una società che va sul mercato per realizzare plusvalenze tecniche, l’A.C.F. Fiorentina è una società che va sul mercato per realizzare plusvalenze economiche. Dunque, nessun dottore obbligava i signori Della Valle, o chi per loro, a cedere nella scorsa estate il giocatore più forte che avevano sotto contratto a una concorrente storica (almeno una volta), oltretutto senza sostituirlo e mettendosi in tasca tout court i proventi dell’operazione (parola di Corvino, Antognoni e quant’altri). Se poi quel giocatore ti segna il gol partita, quello che ti mette KO e per giunta esulta (come è giusto che sia, visto che si è comportato da professionista sia quando giocava in maglia viola che adesso che gioca in maglia bianconera), di cosa ti vuoi rammaricare? Un’altra volta semmai, ma dubitiamo che una certa Firenze sia in grado di farlo, impariamo a parlare – e a insultare – dopo le partite, non prima. Altrimenti otterremo sempre di dare soddisfazioni aggiuntive ai nostri avversari.

La Fiorentina che esce scherzata dalla Juventus è una squadra che ha fatto tutto, ma proprio tutto ciò che poteva. Cioè poco. Un allenatore mediocre abituato ad allenare squadre mediocri ha messo in campo – come all’andata – una formazione allestita per non far giocare il più forte avversario. Di mettere in campo un gioco proprio non se ne parla, e forse con questo materiale umano – più che mediocre – non se ne può parlare comunque. Loro giustappunto hanno un Bernardeschi in più, noi il massimo che si può opporre è un Veretout. E una difesa appena decente, che comunque una occasione ad un gordo inguardabile come Higuain finisce per regalarla sempre.

Se poi vogliamo parlare di risultato ingiusto, avendo all’attivo un palo e una parata di Buffon, oltre al rigore su cui discuteranno i filosofi nei secoli dei secoli, prego. Accomodiamoci pure. Care signore e signori, la realtà purtroppo è un’altra, e la Juve ce l’ha sbattuta in faccia senza nemmeno sudare. Tra loro e noi c’è una categoria di differenza.

Grazie Andrea e Diego Della Valle. Alla signora Laura Masi che ha chiuso l’inutile stage di giovedi scorso ribadendo che loro – proprietari e stipendiati – «rappresentano Firenze», non possiamo che rispondere: sì, cara signora, proprio così. E’ questo, questa miseria tecnica, questa vergogna inguardabile e intollerabile, ciò che avete fatto diventare Firenze.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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