Raccattati dalla piena

di Simone Borri

Da sinistra: Pioli, Antognoni e Corvino

Da sinistra: Pioli, Antognoni e Corvino

FIRENZE – In futuro a Genova entrambe le società calcistiche potranno assecondare la naturale propensione ligure al risparmio. Al Genoa basterà mandare contro la Fiorentina il solo Mattia Perin. Alla Sampdoria sarà sufficiente Quagliarella. Il Fabio che mosse i primi passi in viola, e che qualche genio ritenne non adatto al viola, è da allora la bestia nera viola per eccellenza.

In oltre vent’anni di sua carriera, la Fiorentina di diverse generazioni non ha mai imparato a marcare Francesco Totti. Stessa cosa per Fabio Quagliarella, che la domenica che sa di incontrare la sua ex squadra disdice tutti gli altri impegni e poi azzera tutti i metri già percorsi sul viale del tramonto.

La cronaca di Sampdoria – Fiorentina potrebbe esaurirsi qui. Bisogna semmai cercare di spiegarsi come sia possibile che una squadra che pochi anni fa veniva qui a Marassi a passeggiare adesso si sia trasformata in inesistente. Inconsistente. Non mediocre, non deludente come sostiene, minimizzando Stefano Pioli. No, il nulla assoluto. Capace di tirare giù nello sprofondo perfino i due pezzi buoni che bene o male si ritrova a possedere, almeno fino a giugno.

German Pezzella ieri sembrava Zagano, con rispetto parlando, al cospetto di Fabio Quagliarella che lo ha ridicolizzato. Federico Chiesa ha dimostrato che prima di diventare determinante come un Quagliarella deve mangiare tanta pappa. Di quella che purtroppo alla mensa fiorentina non servono più. Se vuole diventare un campione vero, temiamo che dovrà rispondere a qualcuna delle sirene che gli stanno cantando nelle orecchie. Qui, con il progetto dei Della Valle, per lui e per chi sa giocare davvero al calcio purtroppo non c’é più nulla.

La trasferta si apre con le dichiarazioni di Corvino («squadra a mia immagine e somiglianza», e per una volta il diesse di Vernole la racconta giusta, nel derby tra due città a suo tempo pesantemente alluvionate la figura dei raccattati dalla piena la fanno i viola, con il tanto sbeffeggiato Daniele Prade’ che se la ride e gongola in tribuna) e si chiude con quelle di Antognoni («per il mercato bisognerà aspettare giugno», della serie: come si auto-distrugge la reputazione del più grande numero 10 di Firenze). Passando per quelle di Pioli («non sono tradito, sono deluso, questa non è la mia Fiorentina»).

Ecco, allora piuttosto che di giocate che non ci sono state o sono state di quelle da mano sugli occhi e capelli ritti, parliamo di queste dichiarazioni. Caro Pioli, questa è la tua Fiorentina. Una mediocre provinciale che quando non sputa sangue e polmoni dando anche quello che non ha (quasi tutto) le becca anche da squadre non trascendentali come questa Samp. 2-1 all’andata, 3-1 al ritorno (grazie a Sportiello, potevano essere di più), quella di Giampaolo peraltro è una squadra vera a prescindere da Quagliarella.

Di Antognoni preferiamo non parlare, ci sono ancora persone a Firenze e nel mondo che nel 2018 venerano i santi del calendario e le figure mistiche, potrebbero offendersi. Anche se ci sono modi di invecchiare più dignitosi, ma questo sta alle scelte soggettive di ognuno di noi.

Quanto a Corvino, e all’evidente appoggio di chi gli sta dietro e non a caso gli paga lo stipendio (chi tace acconsente), la cosa che sorprende di più non è l’asticella sempre più alta delle fandonie (adesso si dice fake news) di cui infarcisce il suo pittoresco eloquio, ma l’acquiescenza che una parte della città (che alcuni renzianamente si ostinano a definire maggioritaria, ma chi vivrà vedrà, perdiamone ancora altre in questo modo e poi si fanno i conti) riserva ancora alle sue tesi, chiamiamole così.

Il fatto è che questa squadra gli somiglia davvero. Gente che è capitata qui sentendosi già arrivata, a guadagnarsi uno stipendio niente male pascolando su praterie verdi, senza una guida (come il Pioli di giornate come ieri sappiamo allenare tutti), senza una strategia, senza più futuro. Senza un progetto.

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà, cantava Lucio Dalla. Noi ci stiamo preparando, è questa la novità. Alla prossima volta che rincontreremo Quagliarella.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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