Era l’anno dei Mondiali

di Simone Borri

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Ci risiamo. Sono passati quattro anni. Dai quattro angoli della Terra le nazioni del football si preparano a far confluire nuovamente le loro squadre rappresentative verso il luogo prescelto dell’adunanza. La nuova Olimpia designata dalla FIFA, dove si deciderà chi è il più forte, chi potrà fregiarsi per altri quattro anni del titolo di campione del mondo. Quel luogo è la Russia, che ospiterà i Mondiali di calcio per la prima volta.

Stavolta le grandi correnti migratorie del pallone eviteranno accuratamente la nostra penisola. Quattro volte campioni del mondo, sempre presenti fino all’edizione 2014 tranne una volta in cui ci facemmo sorprendere dai carneadi dell’Irlanda del Nord per presunzione e sufficienza, siamo precipitati in una crisi epocale che ha fatto della Nazionale che vantava le quattro stelle sulla maglia azzurra una squadra di somari del calcio.

E così, con negli occhi il consueto fascino che riserva fin dalle origini la kermesse più importante del football ma stavolta anche con un velo di malinconia, ci disporremo ad assistere nel giugno prossimo ad un nuovo film, con i sottotitoli in cirillico e con tutti i colori del mondo, sulle maglie e sulla pelle dei giocatori.

Su questo giornale vogliamo raccontarvi la grande storia dei Mondiali di calcio, a cadenza settimanale. Una storia di cui siamo stati spesso protagonisti, ma di cui stavolta non concorreremo a scrivere l’ultimo capitolo.

Ma in fondo, cosa importa? Non si può togliere il pallone ad un bambino. E quando l’arbitro fischia l’inizio della partita, ritorniamo tutti bambini.

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Le mascottes delle edizioni passate dei Mondiali di calcio

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Lavora nella pubblica amministrazione. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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