Debacle viola

di Patrizia Iannicelli

GENOVA (dal nostro inviato) – Dopo la sosta per le Nazionali, riparte il campionato con la seconda giornata di ritorno, la ventunesima. La Fiorentina affronta a Marassi la Sampdoria, una sfida da spareggio per un posto in Europa. Data l’importanza della gara, l’orario pomeridiano delle 15.00, la distanza relativamente vicina, la mobilitazione della tifoseria viola è totale, presenti sugli spalti del settore ospiti più di 1300 supporter.

La formazione di partenza è con il modulo del 3-4- 1-2, Sportiello tra i pali, Laurini, Vitor Hugo, Pezzella, Biraghi, Chiesa, Badelj (cap.), Benassi, Eysseric, Babacar, Simeone. Pesanti le assenze di Astori e Veretout per squalifica, di Thereau per infortunio.

I viola partono subito in avanti, pericolosi in diverse occasioni ma sotto porta imprecisi. Pronta e immediata la reazione dei padroni di casa con due corner, Sportiello si supera su un tiro di Ramirez, ma dalla parte opposta Babacar spreca una facile conclusione a rete. Quasi alla mezz’ora infortunio per Pezzella che resta in campo, lo stesso argentino si fa sorprendere dall’ex di turno Quagliarella che realizza il vantaggio dei doriani.

La Fiorentina potrebbe pareggiare i conti con Babacar su cross di Biraghi, ma il tiro del senegalese termina sul fondo. Dopo un minuto di recupero termina il primo tempo, prestazione opaca dei viola, errori dei singoli, occasioni sprecate sotto porta.

Nella seconda frazione di gioco notevoli difficoltà dei viola, le azioni manovrate non portano a conclusioni verso la porta degli avversari. Al quattordicesimo raddoppio dei blucerchiati ancora Quagliarella, i viola frastornati sono in balia degli avversari superiori in tutte le zone del campo. Mister Pioli effettua due cambi esce Biraghi per infortunio, e Benassi, al loro posto Gil Dias e Saponara.

Pochi minuti dopo e si chiude ogni flebile speranza di recuperare il doppio svantaggio, con il terzo goal di Quagliarella, tripletta dell’attaccante capace di sfruttare le occasioni avute. Il terzo cambio è Sanchez al posto di Eysseric. Al trentaseiesimo goal della bandiera quanto inutile del neo entrato Sanchez su assist di Saponara.

Tre i minuti di recupero e termina una delle più brutte gare dei viola in questa stagione. Gli applausi per il portiere doriano, tifoso viola da sempre, Viviano che saluta i supporter sotto il settore. Dopo l”ultima buona prestazione al Franchi contro l’Inter, che aveva portato segni di miglioramento e fatto presagire ad un proseguo del campionato competitivo con squadre alla portata, la dèbacle dei viola in questa gara è stata totale.

Una sconfitta senza alibi e giustificazioni, una squadra come abbiamo detto più volte carente nelle riserve che non hanno mai sopperito alla mancanza dei titolari. Ma la giornata negativa della Fiorentina è stata su tutti i fronti, dalle scelte tecniche di formazione, dall’attacco ancora una volta deludente con Babacar e Simeone (non si possono sbagliare goal quasi fatti sotto porta), dal centrocampo inconcludente (l’assenza di Veretout ha dimostrato quanto il francese è insostituibile), dalla difesa che dopo trovato il giusto assetto ed equilibrio, ha avuto la peggiore prestazione.

Una gara che ha evidenziato oltre i limiti tecnici e fisici anche l’approccio sbagliato, l’assenza di carattere e di cattiveria agonistica. Il dato più preoccupante non è una sconfitta che su un campo difficile come il Marassi è preventivabile, ma il modo per come arrivata, la Fiorentina ha mostrato tutti i limiti di squadra demotivata e senza identità.

Una vera e propria batosta che riporta i gigliati in una classifica anonima, le prossime gare con la speranza che arrivi qualche rinforzo in questo ultimo scorcio di mercato invernale ci diranno se è possibile ancora recuperare questa stagione ad oggi deludente e di transizione.

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