Dalla parte di Fontana

di Simone Borri

Attilio Fontana

Attilio Fontana

FIRENZE – «Noi non possiamo accettare tutti gli immigrati, perché, se dovessimo accettarli tutti, vorrebbe dire che non ci saremmo più noi come realtà sociale, come realtà etnica. Perché loro sono molti più di noi, più determinati nell’occupare questo territorio di noi. Noi, di fronte a queste affermazioni, dobbiamo ribellarci, non possiamo accettarle: qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, qui è questione di essere logici, razionali. Noi non possiamo, perché tutti non ci stiamo. Quindi, dobbiamo fare delle scelte: decidere se la nostra etnia, la nostra razza bianca, la nostra società deve continuare a esistere o la nostra società deve essere cancellata: è una scelta».

Non c’é che dire, le parole di Attilio Fontana, candidato del Centrodestra a governatore della Regione Lombardia, riecheggiano quelle di Alfred Rosemberg, teorico del Partito Nazionalsocialista di Adolf Hitler. O così almeno fa comodo sostenere alle forze politiche che al Centrodestra contenderanno il prossimo 4 marzo la guida dell’avvenire non solo della Lombardia, ma di tutta l’Italia. Dal Partito Democratico ai Cinque Stelle, tutti si scagliano oggi su Fontana ed il commento più emblematico è quello di Roberto Fico (M5S) su Twitter: «La razza bianca è a rischio (che stupidaggine) ma la mamma dei cretini è sempre incinta».

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Roberto Fico

Fico dimentica che tanto per cominciare di cosiddette stupidaggini è pieno il blog del fondatore del suo partito ed il programma della sua parte politica, e chi ha partecipato per avventura ad una qualche riunione dei Cinque Stelle sa che con loro a rischio è prima di tutto l’intelligenza, ma non è questo il punto. Il punto è che una volta di più forze politiche che hanno poco da dire in merito ai problemi reali del paese cavalcano sistematicamente battaglie culturali di retroguardia. L’importante è arrivare al giorno del voto friggendo aria, hai visto mai che gli elettori….

Il punto è che il problema reale di questo paese, o quantomeno uno dei principali, è proprio quello sotteso dalle parole di Fontana. Che si sarà anche espresso male (così è sembrato ammettere lo stesso candidato lombardo, in una sua successiva excusatio non petita), ma che ha detto in realtà quello che pensano molti. E che Matteo Salvini ha espresso con chiarezza nel suo commento: «Esattamente come in tempi non sospetti ha sostenuto Oriana Fallaci, siamo sotto attacco, sono a rischio la nostra cultura, società, tradizioni, modo di vivere. È in corso un’invasione, a gennaio sono ripresi anche gli sbarchi. Il colore della pelle non c’entra e c’è un pericolo molto reale: secoli di storia che rischiano di sparire se prende il sopravvento l’islamizzazione finora sottovalutata».

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Alfred Rosemberg con Adolf Hitler

Fintanto che sono le Comunità Ebraiche d’Italia a risentirsi, pazienza. Abbiamo sempre sostenuto da queste colonne il diritto dei praticanti la religione ebraica (ci esprimiamo così volutamente, dal momento che il concetto di razza non può essere usato per non incorrere in accuse di razzismo ed antiscientificità) ad essere difesi e a difendersi dai rigurgiti di antisemitismo e dal risorgere di ideologie che fanno del culto della razza il loro principio cardine, sottintendendo tra l’altro un disprezzo per quella ebraica che va ben al di là la stigmatizzazione della politica dello Stato di Israele. Ma le Comunità Ebraiche stavolta l’hanno buttata di fuori, a nostro giudizio, né più e né meno che una Boldrini qualsiasi.

Come l’antifascismo di Fiano, l’attacco odierno a Fontana è una questione di lana caprina. Il problema della salvaguardia della nostra civiltà e cultura – per ciò si intende razza, non per il colore della pelle – anche senza aver letto una pagina di Oriana Fallaci è sotto gli occhi di tutti, a condizione di essere in buona fede e senza il prosciutto radical chic sugli occhi.

Le parole, come le scoperte scientifiche, non sono né buone né cattive, dipende dall’uso che se ne fa. Il problema semmai è cosa dire agli elettori da qui al giorno in cui verrà rimessa loro in mano la fatidica matita copiativa. E qui le chiacchiere, da Renzi a Grillo, stanno a zero.

Una nota a margine. Caro Fico, la mamma dei cretini sarà sempre incinta, ma è un fatto che attorno ad account Twitter come il suo, o come quelli dei suoi dirimpettai del PD, se ne radunano parecchi.

Simone Borri

Simone Borri è nato a Firenze, è laureato in scienze politiche, indirizzo storico. Tra le sue passioni la Fiorentina, di cui è tifoso da sempre, la storia, la politica, la letteratura, il cinema.


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