Bella prova dei Viola ma è solo pari

di Patrizia Iannicelli

GiovanniSimeone180106-002FIRENZE – Nell’anticipo della ventesima giornata di campionato, la prima del girone di ritorno, ancora una gara di cartello al Franchi dove la Fiorentina affronta l’Inter, una delle candidate alla vittoria finale. Nella sfida con una delle grandi, anche il giorno da avversario di Borja Valero, uno dei beniamini della tifoseria viola degli ultimi anni, dell’ex Vecino passato in maglia neroazzurra, di mister Pioli arrivato dopo l’esperienza interista. Sugli spalti 29.428 spettatori. Gli undici titolari sono gli stessi schierati la scorsa settimana contro il Milan, con il ritorno di Chiesa dal primo minuto.

Si parte con il modulo del 4-3-3, Sportiello, Laurini, Pezzella, Astori (cap.), Biraghi, Veretout, Badelj, Benassi, Chiesa, Thereau, Simeone. I gigliati partono subito molto aggressivi e pericolosi, nei primi minuti da una punizione, Astori per Simeone che non riesce a concludere in porta. Diverse azioni in area avversaria, ma manca l’ultimo passaggio decisivo, ancora l’argentino Simeone che manda alto sopra la traversa, ma è di Thereau su passaggio di Chiesa a pochi passi dal portiere neroazzurro l’errore più eclatante.

I viola nella prima frazione di gioco creano molto, dominano su ogni parte del campo, ma mancano di cinismo cattiveria, anche se il portiere Handanovic non viene impegnato seriamente. Due minuti di recupero e si va all’intervallo. Inizia la ripresa, gli avversari sembrano avere un altro passo in campo, ma sono ancora i viola vicini al vantaggio prima con un colpo di testa di Simeone, poi con un tiro di Chiesa di poco sul fondo.

Da una punizione dalla destra per l’Inter scaturisce il vantaggio degli ospiti: colpo di testa di Icardi, parata in un primo momento da Sportiello ma sulla ribattuta lo stesso argentino mette in rete. Pronta reazione dei viola con una punizione di Biraghi e risposta di Handanovic che salva il risultato.

Il primo cambio tra i viola è Eysseric al posto di uno stanco Thereau. Ancora i viola in avanti con Chiesa che ci prova da ogni parte del campo senza fortuna. Il secondo cambio è l’ingresso di Babacar al posto di Benassi. Il forcing dei gigliati è totale, su cross di Biraghi è la difesa interista che chiude su Veretout, anche Badelj non riesce a centrare la porta nei minuti successivi.

Ancora una bella azione di Chiesa che manda di poco fuori. Alla mezz’ora è l’ex Borja Valero che sfiora il raddoppio. Ennesimo intervento di Handanovic su una rovesciata di Babacar. L’ultimo cambio viola è Gil Dias al posto di Veretout. Nei quattro minuti di recupero azione partita dalla destra di Chiesa che riceve palla e passa a Eysseric, il francese serve Simeone che mette in rete: il meritato pareggio dei viola a pochi minuti dal fischio finale.

Grande gara della Fiorentina che per quanto costruito avrebbe meritata la vittoria, ma che ha rischiato per uno svarione difensivo anche di perdere la gara. Il carattere, la grinta, ma soprattutto la voglia di crederci fino al termine, ha evitato una beffa con una squadra in difficoltà che ha sfruttato l’unico tiro a disposizione.

Dopo la gara resta il rammarico di avere perso due punti, un pari davvero stretto per la squadra di Pioli che esce tra gli applausi del Franchi accompagnata dall’ovazione Argentina, Argentina, per festeggiare il giovane attaccante Cholito Simeone, che sta conquistando la tifoseria viola. Buona la prova dell’argentino, che per carattere e impegno non si tira mai indietro, anche se gli errori sotto porta nel primo tempo come in altre gare i suoi limiti, ma la settima importante rete stagionale, e quattro assist vincenti, sono numeri importanti.

Un plauso particolare va a Federico Chiesa, che dopo le ultime prove non al meglio, ha messo nei novanta minuti la sua qualità tecnica con una prestazione da autentico protagonista lottando per tutta la gara, il giusto premio sarebbe stato il goal, migliore in campo insieme al match winner Simeone.

A fine gara applausi, cori e striscioni dalla curva per Borja Valero. Una serata mite e piacevole e tanti buoni presupposti per il futuro di una squadra che a piccoli passi sta dimostrando una crescita costante sia nell’approccio mentale che nei risultati arrivati ad otto utili consecutivi. Restano diversi errori e limiti visti in queste ultime due gare, dai cali di tensione, alle amnesie difensive che hanno lasciato punti per strada, alla mancanza di concretezza sotto porta rispetto alle azioni create.

Ora la sosta per rifiatare dopo questa serie di gare ravvicinate, e il mercato invernale che potrebbe portare qualche rinforzo, in fondo dopo queste buone prove non resta che provare a credere che ancora la Fiorentina può dare un senso a questa stagione.

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